Scelta suicida? No, campagna che punta su ambiente
Roma, 7 ott. (Apcom) - La catena della grande distribuzione Coop spenderà 1 milione di euro per convincere i suoi clienti a non comprare una categoria di prodotti che vende. Una forma di autolesionismo? Non proprio. La Coop ha deciso infatti di investire su una campagna di comunicazione per far comprare meno acqua minerale o per far scegliere quella da fonti più vicine a casa. Sembra una scelta suicida, visto che ogni anno il gruppo vende 600 milioni di bottiglie di acqua minerale e ne ricava 200 milioni di euro con margine a due cifre. In realtà è un modo per tenersi stretti i propri clienti, dicono dal consiglio di gestione Coop, puntando non più sul collante ideologico, ma su quello della sensibilità sociale e ambientale. I grandi marchi dell'acqua minerale non spariranno dagli scaffali dei supermercati Coop. E d'altra parte la campagna intende spostare l'attenzione sulla sua caraffa filtrante a uso domestico e sull'acqua minerale a marchio proprio. "Avremo sicuramente delle perdite e dei costi - ha osservato il presidente del consiglio di gestione di Coop Italia Vincenzo Tassinari - ma li consideriamo un investimento". Coop si aspetta dalla campagna di comunicazione un calo del 10% in volume delle vendite di acqua minerale, in un mercato che, secondo gli ultimi dati Nielsen realativi al perido gennaio-agosto 2010, registrano un calo del 4,7% di vendite di bottiglie in Italia sull'anno precedente. Gli italiani, malgrado le recenti campagne per l'acqua del rubinetto, continuano ad amare l'acqua in bottiglia. Bevono una media di 195 litri di acqua minerale a testa all'anno (primi in Europa e terzi nel Mondo, dietro agli Emirati Arabi e al Messico), mentre per mangiare, lavare, far funzionare siti produttivi e agricoli consumano 237 litri d'acqua al giorno a testa (uno statunitense 425, un francese 150, un abitante del Madagascar 10). L'imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d'acqua che viaggiano per 100 chilometri, osserva il gruppo della grande distribuzione, producono emissioni almeno pari a 10 chilogrammi di anidride carbonica, 250 volte di più che con l'acqua di rubinetto che normalmente è di buona qualità e sicura da un punto di vista igienico.
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