Visualizzazione post con etichetta Liturgia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Liturgia. Mostra tutti i post

sabato 4 novembre 2017

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

5 novembre 2017

Gesù rimprovera gli scribi e i farisei, i capi e le guide del popolo. Non per quello che dicono e insegnano – che va accolto – ma per la loro incoerenza e infedeltà. Sono esigenti, rigidi con gli altri, ma permissivi con se stessi. Gesù Maestro si preoccupa di educare il loro e il nostro spirito..

SULLA CATTEDRA DI MOSÈ CI SONO GLI SCRIBI E I FARISEI

Commento - Disegno: Stefano Pachì
VI è una grande tensione fra Gesù e i capi della nazione: il Signore smaschera la loro falsa religiosità fatta di ostentazione e privilegi. Il Vangelo ha la sua eco nel brano di Malachia (I Lettura) che si scaglia contro i sacerdoti del tempio: si sono allontanati dalla via del Signore e sono diventati un inciampo che fa cadere il popolo, cioè uno scandalo per i fedeli del tempo. Il profeta li invita ad essere uniti nel bene guardando all’unico Dio. Il rischio dell’ipocrisia è una tentazione presente in ogni epoca: la fede cristiana è splendida ed esigente, per questo si può cadere in una sorta di simulazione, in cui la vita non corrisponde al Vangelo.
Il Signore, denunciando il comportamento ipocrita dei farisei, vuole invitarci a vigilare su questo aspetto: se gli altri cercano la fama, il successo, l’applauso, il consenso, non così deve essere per chi vuole davvero seguirlo. Egli ci mette in guardia perché l’insidia del posto d’onore, può fuorviare il discepolo. Come Paolo (II Lettura), che racconta la sua premura ai Tessalonicesi, anche noi siamo chiamati ad essere servitori della gioia dei fratelli, immersi nella croce di Cristo e vittoriosi nella sua Risurrezione.


Elide Siviero

domenica 27 agosto 2017

Il Giorno del Signore : XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

27 agosto 2017

Il Vangelo ci parla di san Pietro: egli vive nella serie ininterrotta e legittima dei suoi successori nella sede apostolica di Roma. Qui Pietro diede a Cristo con il martirio la testimonianza suprema. Oggi non manchi la nostra preghiera per Papa Francesco e la sua missione.

«TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«MA voi, chi dite che io sia?»: questa domanda che Gesù rivolse ai discepoli interpella anche noi. Chi è per noi Gesù? Quale immagine di lui corrisponde alla verità? Matteo riporta alcune risposte della gente a questa domanda. Ma Gesù vuole sapere l’opinione dei suoi amici. Oggi questa domanda riveste un’importanza fondamentale. Troppo spesso ci costruiamo un Dio a nostra immagine e somiglianza. Oppure ne scegliamo gli aspetti più comodi, sorvolando su quelli che ci mettono in discussione.
Per giungere ad esclamare con Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» occorre un cammino di conversione. Serve un attento discernimento per capire quanto incida sul nostro vivere quotidiano la fede in Cristo. In Colui che è stato rivelato dai Vangeli e il risultato del nostro pensare che lo descrive troppo simile ai criteri umani. Paolo (II Lettura) sottolinea l’imperscrutabilità delle vie del Signore e dei suoi pensieri. Anche il profeta Isaia (I Lettura) annuncia che Dio sconvolgerà i piani degli uomini e sarà solo Lui la guida della storia.

Nicola Gori

domenica 20 agosto 2017

Il Giorno del Signore : XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

20 agosto 2017

Accogliamo una grande lezione da Gesù, nel Vangelo: il dono del Signore è per chi chiede con fiducia. Solo la fede dà accesso al pane dei figli sia per Israele sia per i pagani, come per la donna Cananea. Tocchiamo qui con mano l’universalità della salvezza.

«DONNA, GRANDE È LA TUA FEDE! AVVENGA COME DESIDERI»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA salvezza non è un privilegio e Dio non fa distinzioni tra uomini di differenti popoli, culture, razze e lingue. Sembra il filo conduttore della Liturgia della Parola odierna. Il brano del Vangelo di Matteo mette in luce la grande fede della donna cananea che implora Gesù di liberare sua figlia da un demonio. In un primo momento il Messia non esaudisce le preghiere, ma lo fa solo dopo l’intercessione degli apostoli e la perseveranza della donna, che chiede insistentemente e con fiducia.
L’episodio mostra come con Cristo la salvezza diventi universale e raggiunga ogni uomo della terra, non solo i membri del popolo eletto. Tutte le nazioni, infatti, saranno riunite nella Gerusalemme celeste, fondata non più in Sion, ma sul Messia. Per potervi abitare occorre una condizione: la fede. Il profeta Isaia nella prima lettura già aveva intravisto che con l’avvento del Messia il tempio sarebbe diventato «casa di preghiera per tutti i popoli». In essa Dio riunirà non solo i dispersi di Israele, ma anche tutti gli altri uomini. L’apostolo Paolo nella seconda lettura ci ricorda che la misericordia e la salvezza di Dio sono irrevocabili.


Nicola Gori

sabato 12 agosto 2017

Il Giorno del Signore : XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

13 agosto 2017

Oggi Il Vangelo ci presenta Gesù che cammina sulle acque. Questa è la testimonianza del dominio di Gesù sulle forze della natura e su tutto ciò che esse simboleggiano. L’acqua, nella simbologia biblica, può rappresentare anche morte e distruzione. Gesù si rivela vincitore della morte e fonte della vita.

«CORAGGIO, SONO IO, NON ABBIATE PAURA!»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
BENCHÉ ci ostiniamo a non ammetterlo, viviamo in una società di continuo alimentata dalla paura e questo stato d’animo può paralizzarci o renderci aggressivi verso le realtà in cui veniamo a trovarci. Gesù più volte esorta i suoi discepoli a non temere, perché il volto di Dio che egli è venuto a manifestare non è di rabbia e di ira, ma di compassione e di misericordia. Così dimostra che l’uomo, come al profeta Elia, può avvicinarsi a Dio, salire al monte della sua presenza e sentirlo come colui che parla nel segreto del cuore ed è percettibile come un lieve mormorio di vento (I Lettura).
È richiesto solo un udito attento per scorgere il passaggio di Dio e gustare la dolcezza della sua presenza. È attraverso questi segni nascosti e delicati che il Signore mostra la sua potenza: questo accadde a Pietro, quando, in balìa dei flutti del mare, sente la voce di Gesù che gli dice: «Vieni! » e la forza del suo braccio che lo trae a sé, salvandolo così dalle acque (Vangelo). Al cristiano è richiesto questo atteggiamento di fiducia nella tenerezza di Dio e nella sua potenza, per sperimentare la salvezza che viene da lui.


Tiberio Cantaboni

sabato 29 luglio 2017

Il Giorno del Signore : XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

30 luglio 2017

Oggi il Vangelo ci presenta le parabole del regno, attraverso l’immagine del tesoro e della perla. Il tempo presente è una occasione per riempirlo di amore creativo. Non possiamo essere indifferenti di fronte ai frat elli e sorelle provati dalla povertà, dalla guerra e dalla fame

«IL REGNO DEI CIELI È SIMILE A UN TESORO NASCOSTO…»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA ricerca della gioia vera alberga nel cuore di ogni essere umano. Ogni desiderio nasconde in sé la sete di questa felicità. Il Vangelo ci racconta che il regno dei cieli è la vera gioia: è come un tesoro che uno scopre e fa di tutto per avere; è come una perla rara che un collezionista vuole possedere. La fatica per raggiungere questi beni viene cancellata dalla soddisfazione di avere raggiunto quanto si desiderava. Il problema della nostra vita di cristiani è che non siamo davvero convinti che la volontà di Dio sia la nostra gioia: non ci fidiamo delle promesse di Cristo.
L’esempio che ci viene dalla prima lettura potrebbe esserci da guida: Salomone, all’inizio del suo regno, innalza a Dio una vera preghiera regale in cui non chiede beni terreni, ma la sapienza, cioè il gusto delle cose di Dio, la capacità di discernere la sua volontà fra le insidie del mondo. E viene esaudito. Chiedere questo vuol dire credere alla gioia vera che solo in Dio possiamo trovare. L’apostolo Paolo afferma con decisione che per chi crede in Dio tutto diventa occasione di bene. Il piano salvifico di Dio ci mostra il nostro orizzonte, la nostra destinazione: essere salvati nel Figlio suo.


Elide Siviero

domenica 9 luglio 2017

Il giorno del Signore :XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

9 luglio 2017

I piccoli, i poveri, gli umili sono coloro che Dio sceglie e predilige. A loro è svelato il mistero del Regno che Gesù annuncia. A quanti si ritengono “dotti” e “sapienti” Gesù rivolge l’invito alla conversione del cuore.

MITI E UMILI DI CUORE SULLE ORME DI CRISTO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
MATTEO ci tramanda una preghiera di Gesù, nella quale loda il progetto del Padre. Si tratta di un progetto di “benevolenza”, che tocca la salvezza dell’umanità. Gesù è ben consapevole del peso del progetto “salvifico” che il Padre gli affida, ma lo accetta con un incondizionato: «Sì, Padre». Non c’è preghiera più breve e completa di questa. Il “sì” alla volontà di Dio suppone anche per noi l’accettazione di un “giogo”, che, tuttavia, non deve farci paura. Gesù ci assicura, infatti, che si tratta di «un giogo dolce e di un peso leggero» (Vangelo).
La possibilità di trovare un aiuto nel portare il nostro giogo, imparando da Gesù mite e umile di cuore, ci è indicata da san Paolo, che ci assicura che il peso della Legge, insopportabile a causa della nostra fragilità, è stato tolto da noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Cristo e lo Spirito, che abitano in noi, sono “insieme” all’opera, fino alla nostra risurrezione (II Lettura). Si compiono le parole del profeta Zaccaria, che invitava Gerusalemme a gioire per la venuta del suo salvatore, umile e pacifico (I Lettura).

Tarcisio Stramare, osj

domenica 2 luglio 2017

Il Giorno del Signore : XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

2 luglio 2017

La legge dell’ospitalità era sacra nel mondo antico, ma Gesù le dà un valore nuovo. Non si tratta di un dovere di buona educazione, ma di esprimere la nostra fede con i gesti gratuiti dell’accoglienza e della solidarietà, della condivisione e della partecipazione.

SAPER PERDERE LA VITA PER GESÙ CRISTO...

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA presenza di Gesù, vero Dio e vero uomo, modifica del tutto le relazioni umane, da considerare sotto una luce nuova. Egli rivendica una precedenza assoluta su tutti e su tutto, anche sugli affetti naturali più cari, compresi quelli familiari. Ad essi Gesù antepone anche le relazioni più consone alla sua missione, come quella del profeta che lo annuncia, del giusto che accoglie, del discepolo che lo segue. Non viene risparmiata neppure la propria vita terrena, che non va tenuta per sé, perché la si può ritrovare solo in Gesù, nella sua risurrezione (Vangelo).
Un episodio dell’Antico Testamento ci riferisce il comportamento di un’illustre donna di Sunem, la quale aveva dato un dignitoso alloggio ad Eliseo, perché ritenuto «un uomo di Dio, un santo», che la ricompensa con l’annuncio che diverrà presto madre (I Lettura). San Paolo ci introduce nei misteri della vita di Cristo, della sua morte e risurrezione. Poiché attraverso il battesimo «siamo stati sepolti insieme a lui nella morte», viviamo ora con lui, risuscitato dai morti, e possiamo camminare in una vita nuova (II Lettura).


Tarcisio Stramare, osj

sabato 3 giugno 2017

Il Giorno del Signore : DOMENICA DI PENTECOSTE - 2017

4 giugno 2017

Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio. Alleluia.

VIENI, SANTO SPIRITO!

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«OGGI hai portato a compimento il mistero pasquale » (Prefazio). La Chiesa loda il Padre perché lo Sposo è stato fedele alla sua Sposa. Cristo non ha abbandonato i suoi fedeli, ma ha inviato lo Spirito Santo, fonte zampillante per la Chiesa. Dalla Pentecoste fino alla fine dei tempi, il popolo di Dio avrà la missione di essere segno e strumento per diffondere l’Amore divino ai confini della terra e nelle profondità dei cuori. Il dono dei sacramenti rende vivo e operante Cristo attraverso i credenti: con la potenza dello Spirito Santo, Egli si fa vicino ai sofferenti e benedice la gioia dell’amore.


Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap

sabato 27 maggio 2017

Il Giorno del Signore : ASCENSIONE DEL SIGNORE - 2017

28 maggio 2017

L’Ascensione porta a compimento il mistero pasquale di Cristo. È il suo trionfo e la sua glorificazione dopo l’apparente disfatta della passione e morte in croce. Egli però non ci ha abbandonati: è con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo”, con la sua presenza nella Chiesa. - Oggi si celebra la 51.ma Giornata delle Comunicazioni sociali.

«IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI», DICE IL SIGNORE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
L’ASCENSIONE ci fa celebrare un aspetto del mistero pasquale: Cristo morto e risorto è asceso al cielo. Egli, che veniva dal Padre, ora torna al Padre per regnare glorioso. L’evento è raccontato dagli Atti (I Lettura): dopo aver rassicurato i suoi discepoli su ciò che ancora non conoscono, e aver promesso il dono dello Spirito Santo, Gesù è elevato in alto, sottratto ai loro occhi, nascosto dalle nubi. Gli angeli, che avevano annunciato la sua risurrezione, ora invitano gli uomini a non guardare in alto per cercare il Signore. La conoscenza, di cui parla anche la seconda lettura, non è una speculazione astratta su Dio, ma l’esperienza di un amore assoluto che dona speranza e forza.
Il Vangelo ci racconta di un’apparizione del Risorto in cui egli conferma la sua sovranità sul cielo e sulla terra, comanda di annunciare la salvezza, battezzare i popoli, e li rassicura sul futuro. Proprio quando si teme di non vedere più il Signore arriva la promessa: «Ecco, io sono con voi per sempre». Non fra le nubi del cielo, ma nel cuore del credente, nel mistero della Chiesa, nella Parola di Dio e nell’Eucaristia.


Elide Siviero

sabato 20 maggio 2017

Il Giorno del Signore : VI DOMENICA DI PASQUA - 2017

21 maggio 2017

La Domenica dell’espansione missionaria. Già la prima lettura ci presenta l’azione missionaria del diacono Filippo. Il vangelo ci anticipa la venuta dello Spirito Santo. Cristo ci ha promesso che non saremo orfani, ma sempre presenti nel suo cuore. La Chiesa è aperta alle periferie del mondo.

«RENDERE RAGIONE DELLA SPERANZA CHE È IN VOI»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
AVVICINANDOSI a Pentecoste le letture introducono nell’attesa dello Spirito. Gesù prepara i discepoli al momento del ritorno al Padre: che ne è del loro cammino, rimangono essi orfani? Il dono dello Spirito attesta la presenza del Signore Gesù nella vita dei discepoli, realizzando l’unità tra Gesù e loro: «In quel giorno saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi». Lo Spirito è dato come “difensore” e “consolatore” in una realtà di chiusura e di autosufficienza (“mondo”) che, perché tale, non può ricevere lo Spirito di verità. Un “mondo” che si annida anche nei discepoli, ponendo obiezioni alla fede. Lo Spirito fa conoscere la verità di Gesù, rende certi del suo amore, della ragionevolezza della sequela (Vangelo).
Pietro chiede ai cristiani di rendere ragione della speranza che li anima, «con dolcezza e rispetto» del cammino altrui e «con retta coscienza», disposti a soffrire operando il bene, piuttosto che facendo il male, come Cristo (II Lettura). Lo Spirito è dato a chi è ‘“immerso” «nel nome del Signore Gesù» dà forza all’annuncio di Cristo, che dona libertà dal male e guarigione del cuore (I Lettura).

Fr. Angelo Borghino, ofmCAP

sabato 13 maggio 2017

Il Giorno del Signore : V DOMENICA DI PASQUA - 2017

14 maggio 2017

Il Vangelo è un messaggio d’amore. Dio ci ama e lo dimostra nell’opera di salvezza compiuta da Cristo, il Figlio prediletto. L’uomo deve corrispondere all’amore di Dio, dandogli tutto il cuore e amando i fratelli amati dal Padre celeste.

«SIGNORE, MOSTRACI IL PADRE E CI BASTA»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«SIGNORE, mostraci il Padre e ci basta». L’invocazione di Filippo esprime il desiderio più profondo dell’uomo: incontrare il volto di Dio, che ogni uomo ricerca in tanti modi, oltre ogni tentativo di censura, indifferenza o negazione. Dio stesso in Gesù ci è venuto incontro tracciando la strada per incontrarlo, perché la nostra ricerca non andasse a vuoto o restasse parziale, e nel volto umano di Gesù ha mostrato il suo volto di Padre: «Chi ha visto me ha visto il Padre». Gesù è «la via» di salvezza per sperimentare quell’orizzonte di «verità» – la dimora del Padre – in cui si compie «la vita» dell’uomo.
L’apostolo Pietro ricorda che in Gesù, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, siamo stati acquistati come un popolo di pietre vive, non per trattenere il dono ricevuto, ma per «proclamare le opere ammirevoli di lui», testimoniando Gesù, via per il compimento della vita (II Lettura). Nella organizzazione della Chiesa cominciano a delinearsi il ministero della Parola affidato agli apostoli e il servizio delle mense, delegato ad alcuni diaconi, scelti dai Dodici (I Lettura).

Fr. Angelo Borghino, ofmCAP

sabato 6 maggio 2017

Il Giorno del Signore : IV DOMENICA DI PASQUA - 2017

7 maggio 2017

Ogni giorno siamo chiamati a seguire Cristo, tanto più oggi nella “domenica del buon Pastore”, giornata di preghiera per le vocazioni. Occorre seguire Cristo con sapienza e perseveranza, riconoscere la sua voce e lasciarci condurre da lui alla salvezza.

«IO SONO LA PORTA DELLE PECORE», DICE IL SIGNORE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
OGNI anno la IV Domenica di Pasqua è dedicata al «pastore bello». Fissando lo sguardo su di lui, comprendiamo chi siamo noi: pecore che sanno ascoltare la sua voce, e fidandosi di essa si lasciano condurre fuori dai recinti delle proprie paure, delusioni, egoismi, verso i pascoli della vita. Il pastore chiama e noi ascoltiamo. Quando ascoltiamo solo noi stessi, o altre voci, rimaniamo nei recinti di morte.
In questa domenica la Chiesa celebra la Giornata delle vocazioni. Siamo invitati a pregare perché il Signore mandi operai nella sua messe, ma anche a riconoscere come la vita di ciascuno è intessuta di questa dinamica vocazionale di chiamata e risposta. Il verbo “chiamare” risuona oggi in modo significativo in tutte le letture. Nella prima, Pietro annuncia che la promessa è per tutti coloro che «chiamerà il Signore Dio nostro» (At 2,39). Sempre Pietro, (II Lettura) dichiara che siamo chiamati a fare il bene, anche quando dobbiamo attraversare una sofferenza, da sopportare con pazienza, seguendo l’esempio di Gesù. Il pastore ci chiama alla vita: seguiamolo con fiducia!


Fr. Luca Fallica, Comunità SS.ma Trinità, Dumenza

sabato 15 aprile 2017

Il Giorno del Signore : DOMENICA DI PASQUA - 2017

16 aprile 2017

Oggi, celebrando la Pasqua del Signore, cantiamo non solo per la gioia della sua risurrezione, ma anche per i molti doni che sono fioriti da questo straordinario evento: il Battesimo, il dono dello Spirito, l’eredità della figliolanza divina.

CRISTO, MIA SPERANZA, È RISORTO, ALLELUIA!

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«MIA gioia, Cristo è risorto». Così san Serafino di Sarov, un monaco russo vissuto fra il 1700 e il 1800, era solito salutare quanti incontrava. E in quell’espressione intendeva racchiudere tutta la sua esperienza di solitudine, di sofferenza, di prova, che era stata illuminata da una certezza: Cristo è risorto! In un certo modo il cammino quaresimale ha fatto sperimentare al popolo cristiano le medesime dimensioni, orientandole alla speranza che i momenti di buio nella vita non sono mai definitivi, perché ciò che resta è la luce della risurrezione. È come un momento di nascondimento, perché si riveli la gloria di Cristo e la nostra gloria insieme alla sua (II Lettura).
In questo giorno di Pasqua, anche noi come Maria di Magdala corriamo nel buio delle vicende della vita quotidiana per trovare qualcosa che supera ogni nostra attesa: la pietra del sepolcro, al terzo giorno è rotolata e non c’è più nella tomba un cadavere, perché Cristo è il Vivente! (Vangelo). E, come gli apostoli, potremo attestare che chiunque crede in lui è perdonato e accolto nel suo amore (I Lettura).


Tiberio Cantaboni

sabato 8 aprile 2017

Il Giorno del Signore : DOMENICA DELLE PALME - 2017

9 aprile 2017

COMMEMORAZIONE DELL’INGRESSO DEL SIGNORE IN GERUSALEMME. L’entrata di Gesù nella città santa, Gerusalemme, assume, per esplicita iniziativa del Maestro divino il segno di una pubblica manifestazione della sua regalità messianica di fronte ai discepoli, alle folle e agli avversari. Con le Palme inizia la Settimana santa di passione, morte e risurrezione.

LA FOLLA: DAGLI OSANNA PASSA AL SIA CROCIFISSO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
L’INGRESSO di Gesù a Gerusalemme fa entrare anche noi non tanto in Gerusalemme, quanto nella celebrazione degli eventi lì accaduti: la passione e la morte di Gesù. La liturgia ci propone l’ascolto del racconto intero della passione secondo Matteo, così da avere uno sguardo sul mistero della Croce. O meglio, come scrive Paolo (II Lettura), sul mistero di colui che «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce».
Isaia ne svela il significato (I Lettura): è la verità di accogliere la Parola di Dio, che consente alla vita di Gesù di diventare parola di salvezza, anche attraversando l’esperienza del rifiuto e della morte. Solo in Matteo al morire di Gesù si aprono i sepolcri e «molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono» (27,52). Nella morte di Gesù, il Figlio obbediente, risorgiamo e riceviamo una vita nuova. Accogliere colui che viene nel nome del Signore, come le folle di Gerusalemme, significa accogliere la vita nuova che egli viene a donarci attraverso l’offerta della propria esistenza.

Fr Luca Fallica, Comunità SS.ma Trinità, Dumenza

domenica 2 aprile 2017

Il Giorno del Signore : V DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

2 aprile 2017

DOMENICA DI LAZZARO – Gesù è la vita; egli non vuole che il peccatore muoia, vuole piuttosto che si converta e viva. Il tempo di Quaresima, che ci invita a risorgere dal peccato, viene oggi illuminato dal miracolo di Gesù, che dalla morte richiama alla vita Lazzaro.

GESÙ DISSE A MARTA: «IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LE tre letture di oggi ci parlano di risurrezione, di vita. La promessa annunciata dal profeta: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe» (I Lettura), è la promessa del Signore che ha la vita e ha la forza di dare vita a chi è ‘morto’. San Paolo, poi, ci dice che siamo sotto il dominio dello Spirito Santo, fonte di vita (II Lettura). Il Vangelo presenta il culmine dell’itinerario quaresimale di fede, in cui Cristo è presentato in tutta la sua forza di salvezza, anticipando nel segno di Lazzaro la vittoria sulla morte. Ciò non riguarda solo una speranza futura. La liberazione dalla morte è realtà che ci riguarda ora.
Siamo invitati ad “obbedire” al grido di Gesù: «Lazzaro, vieni fuori», perché tutti siamo segnati dalla morte. Cristo non si rassegna ai sepolcri che ci siamo costruiti con le nostre scelte di male e di morte. Lui ci chiama ad uscire dal buio in cui ci siamo rinchiusi, accontentandoci di una vita mediocre, e ci invita alla vera libertà. La risurrezione comincia da qui: decidendo di obbedire al comando di Gesù uscendo alla luce, alla vita.


Fr. Angelo Borghino, ofm CAP

sabato 25 marzo 2017

Il Giorno del Signore : IV DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

26 marzo 2017

DOMENICA DEL CIECO NATO – Gesù è la luce che illumina il cammino di ogni battezzato. Per questo il Battesimo è chiamato anche “illuminazione” e il Vangelo di questa domenica, con il miracolo della guarigione del cieco nato, ce ne svela il profondo significato.

GESÙ DISSE AL CIECO: «TU CREDI NEL FIGLIO DELL’UOMO?»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«FRATELLI, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore» (II Lettura). L’espressione di Paolo dice la trasformazione decisiva per ogni persona che ha incontrato Gesù Cristo; incontro significato nel Vangelo da quanto accaduto al cieco nato, simbolo di ogni uomo illuminato da Cristo. Il cieco acquista la luce quando si lava nella piscina di Siloe, “che significa inviato”: l’uomo diventa luce «nel Signore», l’Inviato. Chi non riconosce Cristo, si rinchiude nella cecità e finisce, come i farisei, per confondere le tenebre della propria cecità con la luce della verità: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato, ma siccome dite: “noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
In Gesù, Verbo incarnato nel quale trova vera luce il mistero dell’uomo (Gaudium et Spes, 22), viene offerta all’uomo la verità ultima sulla sua vita, senza la quale l’esistenza umana rimane enigma insolubile. Ognuno che si metta in seria e onesta ricerca della luce, si trova già sulla via che conduce a Cristo. Con questa luce possiamo anche noi “vedere il cuore” della realtà, oltre l’apparenza (I Lettura).

Fr. Angelo Borghino, ofm CAP

domenica 19 marzo 2017

Il Giorno del Signore : III DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

19 marzo 2017

La Quaresima contiene un intenso richiamo al Battesimo, che veniva ricevuto la notte di Pasqua. Lungo queste domeniche ci verranno proposti di volta in volta i grandi segni di questo sacramento: l’acqua (III domenica), la luce (IV domenica), la vita (IV domenica).
Ricorda il 24 marzo - XXIV Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri.

CRISTO CI DÀ L’ACQUA VIVA CHE SODDISFA LA NOSTRA SETE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
IL Battesimo domina la preparazione quaresimale alla Pasqua. L’episodio della sete del popolo eletto nel deserto (I Lettura), soccorso da Dio attraverso Mosè, ci orienta verso l’acqua sacramentale del Battesimo. Il racconto della donna samaritana (Vangelo) ci aiuta a comprendere la pedagogia di Gesù. La conversazione parte dalla sete di Gesù che chiede acqua alla donna, per arrivare all’acqua che egli offre. Il dono dell’acqua è un simbolo che indica la rivelazione che Gesù fa di se stesso. Anzi Gesù stesso è l’acqua viva.
Per questo Gesù dice alla donna: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: dammi da bere...». Più avanti Gesù si manifesterà alla donna: «Sono io (= il Messia) che parlo con te». La donna risponderà con la sua fede e molti Samaritani crederanno in Gesù. Nel Battesimo nasciamo a Dio dall’acqua e dallo Spirito Santo, mediante la grazia e i doni che ci fanno salvi per l’amore che Cristo ci ha dimostrato morendo per noi (II Lettura). Ciò esige una crescita spirituale armoniosa e progressiva, senza la quale il Battesimo resta come una annotazione nel registro parrocchiale
.

Orlando Zambello, ssp

sabato 11 marzo 2017

Il Giorno del Signore : II DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

12 marzo 2017

Trasfigurandosi, Gesù rivela in anticipo la sua gloria, per invitare i discepoli a vincere lo scandalo della croce. Con la liturgia affermiamo: «Solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione».

GESÙ CRISTO SUL MONTE ANTICIPA LA SUA GLORIA

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LUNGO le celebrazioni domenicali di questo tempo quaresimale ci vengono proposte le grandi tappe della storia della salvezza, con i personaggi che ne sono stati protagonisti, come Abramo, da cui ha avuto origine il popolo di Dio (I Lettura). La sua figura è caratterizzata dalla piena disponibilità alla volontà di Dio e dalla collaborazione al suo progetto di salvezza. Egli rappresenta la moltitudine di tutti coloro che si fidano del Signore.
Il racconto della trasfigurazione (Vangelo) da una parte ci indica la finalità del digiuno e della pratica quaresimale con la trasformazione della nostra vita, dall’altra colloca al centro della storia della salvezza la persona di Gesù (“Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”), e anticipa il mistero di gloria della sua morte e risurrezione. La presenza di Mosè e di Elia (rappresentanti dell’Antico Testamento) conferma che ora l’ascolto del credente va rivolto unicamente a Gesù (“Ascoltatelo!”). San Paolo (II Lettura) invita il cristiano a soffrire con lui per il Vangelo, per poter partecipare alla pienezza della redenzione operata da Cristo.

Orlando Zambello, ssp

sabato 4 marzo 2017

Il Giorno del Signore : I DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

5 marzo 2017

Entriamo nella Quaresima, tempo di conversione. Alla luce della Parola di Dio riconosciamo il peccato di Adamo, che Gesù ha vinto con la sua Pasqua. A proposito sant’Agostino ha scritto: «Non fermarti al fatto che Gesù è stato tentato. Ma Gesù è stato tentato e ha vinto per te».

CON CRISTO VINCIAMO LE SEDUZIONI DEL MALIGNO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA liturgia odierna ci mostra Gesù che «vincendo le insidie dell’antico tentatore ci insegnò a dominare le seduzioni del peccato» (Prefazio). La Parola di Dio ci aiuta ad individuare sia le insidie del diavolo che gli insegnamenti di Cristo. Satana usa la Bibbia per il proprio tornaconto. Più va avanti la narrazione evangelica, più vengono allo scoperto le intenzioni sataniche che cercano l’adorazione di sé e il dominio sull’uomo. Le risposte del Signore alle provocazioni del diavolo hanno ben altro sapore perché parlano di fiducia e di amore verso il Padre.
Il Figlio di Dio non brama il potere, né svende la sua figliolanza per l’amore del guadagno: il suo cuore è per la salvezza dell’umanità (Vangelo). Mentre Adamo ed Eva caddero di fronte ai tranelli del tentatore (I Lettura), ora Gesù obbediente al Padre conduce i fedeli alla dignità di figli di Dio che è ridata dalla grazia del Battesimo (II Lettura). Questo tempo quaresimale ci doni l’umiltà di confessare la nostra fragilità e i nostri peccati; lo Spirito Santo ci conduca alla presenza del Padre che ha voluto manifestare nel Cristo suo Figlio l’amore che salva (Salmo).


Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap

sabato 25 febbraio 2017

Il Gorno del Signore : VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2017

26 febbraio 2017

Quale bella notizia! La fede è ciò che veramente libera il cristiano da ogni timore. Egli sa di non essere solo nel lavoro, nelle preoccupazioni, ma di essere sempre sostenuto dall’aiuto di Dio Padre.

GUARDATE GLI UCCELLI DEL CIELO: NON SEMINANO E NON MIETONO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA liturgia di oggi ci invita a riflettere su alcune questioni fondamentali della vita di fede. Il Vangelo ci sollecita a chiederci se ci rassicura di più la fedeltà di Dio o la sicurezza del denaro e se crediamo per davvero che il Signore assiste coloro che danno la vita per la causa del Regno. Prima di esporci in un giudizio su di noi o sugli altri, Paolo ci ricorda che Cristo Signore conosce le intenzioni profonde del cuore dell’uomo (II Lettura). Solo il suo tenero amore può abitare l’intimità delle nostre anime.
È certo che avere un’esistenza sicura è la speranza dell’umanità. Ogni fedele però fa esperienza di incertezza e di dubbio sulla presenza operante di Dio: «Il Signore mi ha dimenticato». È in questi momenti che il nostro cuore si mette a nudo. In questi passaggi della vita siamo chiamati a prestare fede alla Parola che lo Spirito Santo ci dice attraverso il profeta: «Non ti dimenticherò mai» (I Lettura). Il salmista testimonia la fedeltà di Dio, per questo invita gli uomini di ogni tempo ad aprire il cuore dinanzi al Padre, a cercare riparo e consolazione presso Cristo, roccia della nostra salvezza.


Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap