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lunedì 31 ottobre 2011

THAILANDIA Bangkok: intere aree sommerse, continua l’evacuazione dei quartieri a rischio


di Weena Kowitwanij
Le alluvioni hanno causato finora 370 morti, colpita anche l’economia nazionale con stime di crescita al ribasso. Lo scalo di Don Muang invaso dall’acqua, sgomberato alcuni ospedali. Al momento sono 27 i distretti interessati dalle inondazioni. Il governatore della Banca di Thailandia assicura: aperti gli istituti di credito.

Bangkok (AsiaNews) – Continua l’esodo di massa dei cittadini di Bangkok, mentre intere aree della capitale sono sommerse dall’acqua. L’effetto combinato delle inondazioni causate dalle piogge monsoniche, unito all’alta marea oceanica di questi giorni, rischia di aggravare una situazione già critica. Le alluvioni hanno sinora causato oltre 370 morti e pesanti perdite si registrano pure nell’economia nazionale, con previsioni al ribasso delle stime di crescita nell’anno fiscale. Intanto il governatore di Bangkok Sukhumbhand Paribatra ha ordinato l’evacuazione nelle aree di Thawi Wattthana; si tratta del quarto distretto colpito dal provvedimento di sgombero forzato dopo Don Muang, Bang Phlat e Sai Mai.

L’acqua ha ormai invaso per intero l’aeroporto di Don Muang, utilizzato per i collegamenti interni. Lo scalo è chiuso da giorni e i voli sono stati trasferiti all’aeroporto internazionale Suvarnabhumi, che opera con regolarità. Il Dipartimento della protezione civile (Froc, con sede nel distretto di Don Muang) ha traslocato allo stadio nazionale, nel centro di Bangkok. Al momento sono 27 i distretti di Bangkok inondati, diverse strade e vie di collegamento sono interrotte o inutilizzabili perché invase dall’acqua.

Diversi ospedali della capitale hanno dovuto trasferire i pazienti a rischio in strutture più sicure, risparmiate dalle inondazioni. Le stime dei danni riferiscono inoltre di 2794 fra templi, santuari e dimore storiche distrutte o danneggiate dalle infiltrazioni. Il ministero dei Beni culturali ha disposto la sistemazione di sacchi di sabbia attorno ai monumenti di maggiore interesse e fornisce mezzi di riparo e assistenza alle vittime. Il governo non esclude di estendere le giornate di festa – previste sinora dal 27 al 31 ottobre – per poter affrontare meglio l’emergenza.

Le piogge monsoniche hanno causato danni anche all’economia nazionale thai, che deve rivedere al ribasso le stime di crescite. Il governatore della Banca di Thailandia Prasan Triratworakul ha assicurato che “le banche non chiuderanno” per non “ingenerare panico” fra la gente. Egli aggiunge che la stampa di moneta contabile è “garantita”, ma la crisi comincia a farsi sentire in tema di economia: le previsioni di crescita del Pil sono infatti ribassate, passando dall’iniziale 4,1% di inizio ottobre all’attuale 2,6%.

domenica 30 ottobre 2011

La maledizione thailandese

Negli ultimi mesi l’acqua ha coperto quindicimila chilometri quadrati. Adesso l'alluvione sta per colpire anche il governo

“E’ la maledizione del Naga”, dice un vecchio che vive in uno dei pochi villaggi rimasti sulla riva destra del Chao Phraya, il fiume che attraversa Bangkok, di fronte al porto e agli slum di Klong Toei. Il Naga è una figura mitica diffusa in tutta l’Asia orientale, un serpente a sette teste che incarna lo spirito delle acque e ne rappresenta la forza benevola e quella distruttrice. Secondo il vecchio, è il Naga che sta sommergendo Bangkok e ha già sommerso gran parte del paese. Negli ultimi mesi l’acqua ha coperto quindicimila chilometri quadrati (poco meno dell’intero Lazio), provocato almeno 366 morti, costretto ad abbandonare le proprie abitazioni oltre centomila persone e creato un’emergenza medica da record.

Per proteggersi dalla “maledizione del Naga” non si trovano più amuleti nel mercato del Tha Phrachan, a pochi passi dal palazzo reale. E’ già mezzo sommerso. I venditori stanno impacchettando i phra kreung, talismani cui si attribuisce il potere di tener lontani mali e pericoli. E in ogni caso, a quanto dicono dopo un’accesa consultazione in un banchetto ancora aperto, contro questa calamità c’è poco da fare. Un po’ più in là del mercato, sull’altra riva del fiume, a pochi minuti dall’ospedale dove da molti mesi è ricoverato il venerato re di Thailandia, il grande ponte che collega i quartieri nord-ovest della città finisce in un nuovo fiume, quella che una volta era la strada Arun Amazzin. Le case e le botteghe sulle sue rive sono semisommerse, ma qualche ambulante continua a cuocere salsicce alla griglia sul suo carrettino arenato su un cumulo di sacchi di sabbia (ne sono stati distribuiti più di un milione, ma non bastano). I bambini si divertono a bordo di grandi tinozze. Se la cavano meglio dei militari, che continuano a rovesciarsi sulle loro canoe a fondo piatto. “Amazing Thailand”, la sorprendente Thailandia, dice in inglese una signora citando lo slogan dell’ufficio del Turismo, mentre li osserva divertita dalla porta della sua cucina allagata. Non si sa bene come, ha spostato il frigorifero sopra il lavandino. Lo apre, stappa una birra, sorride e continua in thai: “Mai pen rai”, non te la prendere.

Il Naga non è solo un mito. La sua vendetta la profetizza da anni Smith Dharmasaroja, capo del “Centro Nazionale per la prevenzione dei disastri naturali”. Secondo lui nel 2100 Bangkok sarà una nuova Atlantide. E non è la Cassandra peggiore: secondo altri la capitale thai sarà sommersa entro il 2030. Il Naga è anche il personaggio di un romanzo dello scrittore tailandese Tew Bunnag, “Il viaggio del Naga”, che racconta di una disastrosa inondazione, una catastrofe purificatrice. Il Naga ha tutti i motivi per essere in collera. Lo tsunami al rallentatore, come chiamano questo stillicidio d’inondazioni che sembra non aver fine, è dovuto a molte cose messe insieme: una straordinaria stagione delle piogge, turbamenti climatici, l’innalzamento del livello marino, l’erosione delle coste. Ma soprattutto ai guasti umani. La città, che continua a moltiplicare la popolazione (da 10 a 16 milioni, secondo schizofreniche fonti), si sta letteralmente autoaffondando. L’intero ecosistema si sta modificando: un tempo le foreste, i klong, i canali, e le stesse paludi contribuivano al deflusso delle acque. Ma ora, spiega Hannarong Yaowalert, presidente della “Fondazione per la gestione integrata delle risorse idriche”, molti dei terreni sono cementificati nei nuovi distretti industriali, una vera e propria fascia larga oltre sessanta chilometri e distesa tra Bangkok e l’antica capitale di Ayutthaya.

Ecco perché i danni hanno raggiunto cifre iperboliche: è stato sommerso il cuore produttivo della Thailandia, dove s’erano installati gli stabilimenti di molte industrie giapponesi d’auto ed elettronica. Le perdite sono stimate in circa 6.5 miliardi di dollari, pari al 2 per cento del Pil. Circa 640.000 persone sono senza lavoro.

Le colpe, com’è facile intuire, saranno in gran parte addossate al primo ministro Yingluck Shinawatra, sorella dell’ex premier in esilio Thaksin, ed eletta con schiacciante maggioranza proprio con un programma in difesa dei ceti più deboli, la maggioranza del paese. L’opposizione l’ha anche accusata di aver visitato le zone colpite indossando stivali impermeabili Burberry da 250 dollari. A Yingluk, invece, va riconosciuto il coraggio d’essersi assunta l’onere di ogni decisione. Le colpe che hanno scatenato il Naga sono la fragilità di un sistema. Che potrebbe essere preso a simbolo della fragilità di tutto il sistema asiatico, troppo frettolosamente indicato quale protagonista di un nuovo secolo che dovrebbe segnare il tramonto dell’Occidente. Qui i grattacieli sono spesso un’esibizione di potere più che un segno di potere reale. Ed è quasi un paradosso che il peso stesso dei grattacieli di Bangkok contribuisca al suo sprofondamento. Qui il fattore umano è troppo spesso marginale: le disuguaglianze sociali e il degrado moltiplicano i rischi, ma scorrono via con l’acqua anche le cifre di un disastro che in Occidente apparirebbero apocalittiche. Qui, nei supermarket popolari gli scaffali sono vuoti: non c’è più riso, né acqua. "Non capisco di che si preoccupano, il Paragon è pieno di roba", dice una signora dell’alta società locale, citando un lussuoso centro commerciale.

di Massimo Morello

venerdì 28 ottobre 2011

lunedì 17 ottobre 2011

Thailandia: lotta contro il tempo per salvare Bangkok da alluvioni

Ho visto le news e sentito persone in diretta dalla capitale che molte zone ormai si va oltre il metro di acqua, e piove ancora...

lunedì 26 settembre 2011

Thailandia : Macabro ed artista panettiere

Nel suo panificio, situato a Ratchaburi,Kittiwat Unarrom, panettiere ed artista thailandese, sforna raccapriccianti sculture che riproducono parti del corpo umano insanguinate. Sembrano fatte appositamente per essere consumate da cannibali, i cannibali opsssss pardon ....i clienti possono trovare teste, mani e piedi, che sembrano di pietra, ma in realtà sono fatte di pane, e commestibili.
Se decideste di assaggiare che parte del corpo scegliereste per cibarvi?


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lunedì 19 settembre 2011

Beach Volleyball: Phuket Thailand Open ready to decide World Number Onet

Le più grandi fie del volley a Phuket

The Phuket Thailand Open is the world's largest women's beach volleyball event.
The Phuket Thailand Open is the world's largest women's beach volleyball event. Photo: Gazette file

PHUKET: Seventeen of the world's top 20-ranked teams have confirmed their participation in the PTT Phuket Thailand Open, the final round of the FIVB Beach Volleyball Swatch World Tour, which will take place on Phuket's Karon Beach from November 1 to 6.

The Phuket tournament is the world's largest women's beach volleyball event and will see the teams competing this year for US$190,000 in cash prizes.

Among the elite pairings are the current world champions and world number one team of Franca Larissa and Felisberta Da Silva Juliana of Brazil. Winning the 2011 World Championship in Rome, the formidable duo have also captured gold medals in five other tournaments this year.

Their closest rivals are likely to be the reigning and two-time Olympic champions Misty May-Treanor and Kerri Walsh of the US, who are occupying the number two spot in the world rankings.

Asia's leading team, the Guangzhou Asian Games gold medallists Chinese Chen Xue and Zhang Xi, who hold third place in the rankings, will also be here for the games.

The total number of teams entering the Phuket tournament is likely to exceed last year's record of 70.

To date, Australia, Austria, Belgium, Brazil, Canada, China, France, Finland, Germany, Greece, Great Britain, Italy, Japan, Mexico, the Netherlands, Slovenia, Spain, Switzerland, the US and Thailand have already submitted their entries.

There will be live TV broadcasts nationally and internationally to over 700 million households worldwide of the two semi-final matches on November 5 and the third-place play-off and the final showdown on November 6. PGTV, the television arm of the Phuket Gazette, will also be broadcasting the November 6 games.

"According to our data, around 20,000 spectators watched the matches in the six-day tournament last year. Among them were about 5,000 Thais. During the competition, an approximate 350 million baht was spent in Phuket, which helped to promote tourism in Phuket and Thailand alike," said Wiwatchai Boonyapak, executive director of the events department of the Tourism Authority of Thailand.

"Only China and Thailand have been chosen as the two host countries in Asia. I hope this tournament will run smoothly and be a memorable success as in the past five years," said Geoffrey Rowe, managing director of Pentangle Promotions, and Tournament Director.

The Nation, the Phuket Gazette and PGTV are charter sponsors of this world-class annual event in Phuket.


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– Phuket Gazette

venerdì 2 settembre 2011

Thai Smile Air: voli tailandesi low cost

Thai Airways La compagnia aerea tailandese Thai Airways annuncia il lancio per l'anno 2012 di Thai Smile Air, sezione che garantirà voli low cost dalla Thailandia su aeroplani Airbus A320

La compagnia aerea tailandese Thai Airways International Public Company Limited, meglio conosciuta semplicemente come Thai Airways, ha annunciato che a partire da luglio dell’anno 2012, lancerà la nuoca compagnia di voli low cost che prenderà il nome di Thai Smile Air e che servirà destinazioni di interesse internazionale con prezzi ridotti. Buone notizie quindi per quanti adorano la Thailandia ma anche i vari Paesi del sud-est asiatico poiché, a partire dalla prossima estate, potranno raggiungere le bellezze di queste zone con prezzi ragionevolissimi.

La compagnia Thai Airways, attiva sin dal lontano 1960 quando esordì negli spazi aerei della Thailandia con un velivolo a motore di fattura statunitense, annuncia che Thai Smile Air, sezione dal nome tanto simpatico quanto significativo, servirà inizialmente tratte con partenza dall’aeroporto di Bangkok Suvarnabhumi dove si renderanno operativi a tal scopo undici aerei Airbus A320 da 174 posti cadauno. Thai Smile Air promette collegamenti per Ubon Ratchathani, Surat Thani, Khon Kaen, Chiang Rai e poi, dal 2013, finalmente saranno disponibili tratte internazionali inizialmente per Indocina e Cina alle quali poi andranno ad aggiungersi svariate rotte per altri continenti, almeno secondo i progetti di Thai Airways.
Ottima notizia dunque per gli innumerevoli italiani attualmente in Thailandia che grazie alla nuova compagnia di voli low cost tailandese potranno partire dal bellissimo Paese asiatico con tariffe economiche e con tutta la comodità garantita dai velivoli Airbus, noti per essere principalmente utilizzati dalla compagnia aere statunitense Us Airways ma anche da EasyJet, altra nota compagnia di voli a basso costo.

giovedì 21 luglio 2011

Bangkok, la nuova Atlantide? La città pare destinata ad affondare ( di Alberto Vaccaro)

Alberto Vaccaro
Entro il 2030,stimano gli esperti, una parte della capitale della Thailandia sarà sommersa. Colpa di una "immersione" che procedeal ritmo di 1.5-5 centimetri l'anno. E in un villaggio vicino alla capitale gli abitanti hanno già i piedi a mollo per alcuni mesi all'anno
Innalzamento del livello del mare, riscaldamento globale, erosione delle coste, affossamento del suolo argilloso: sono queste le possibili cause del progressivo sprofondamento di Bangkok, capitale della Thailandia in tumultuosa espansione demografica e urbanistica che conta ormai dieci milioni di abitanti.

Si stima che la velocità di abbassamento del suolo oscilli da un centimetro e mezzo a oltre cinque ogni anno, un fenomeno che ha già spinto al di sotto del livello del mare una vasta parte della megalopoli sul delta del fiume Chao Praya. Gli abitanti di Samunt Prakan, un villaggio portuale a una quindicina di chilometri da Bangkok, hanno i piedi a mollo per alcuni mesi all'anno nei quartieri lungo costa.

Gli esperti sono in disaccordo sia sulle cause esatte del fenomeno, sia sulle possibili soluzioni, ma concordano sul fatto che la situazione peggiori anno dopo anno. I più pessimisti fra loro stimano che una parte della capitale sarà sommersa dal mare entro il 2030.

giovedì 7 luglio 2011

THAILANDIA L’ombra di Thaksin sulla neopremier Yingluck Shinawatra di Weena Kowitwanij

Difesa, Interni ed Esteri, per delinearne la linea politica e per verificare se davvero sarà indipendente dal fratello Thaksin. Intervista di AsiaNews a esperti di politica.

Bangkok (AsiaNews) – Yingluck Shinawatra, leader del Partito Pheu Tai (Ptp) che ha trionfato nelle elezioni ottenendo la maggioranza assoluta dei seggi, è al lavoro per formare il nuovo governo di coalizione che dovrebbe comprendere anche 4 piccoli partiti. Intanto, dopo i primi commenti, AsiaNews ha intervistato esperti della politica e studiosi sul nuovo scenario politico: ne emerge un grande desiderio di superare le divisioni interne e i continui conflitti di questi anni.

Tutti aspettano di vedere a chi andranno i dicasteri di Difesa, Interni e Affari Esteri, decisivi per capire la futura linea politica, come pure per verificare se Thaksin Shinawatra, fratello di Yingluck, davvero non voglia riprendere il potere politico attraverso di lei. Thaksin è stato condannato ad anni di carcere per abuso di potere e reati fiscali e finanziari e molti dicono che guidi lui la politica della neoeletta premier. Egli ha sempre smentito e dal suo auto-esilio dorato a Dubai ha risposto il 4 luglio di volersi ritirare dalla politica.

Il ministro della Difesa dovrà confrontarsi con i generali che nel 2006 rovesciarono il governo di Thaksin con una pacifica rivoluzione e che sono determinati nell’impedire una sua ripresa del potere. Dall’estero Thaksin ha comunque continuato a intervenire nella politica, attraverso le “camice rosse”, movimento che fa a lui riferimento e che già chiede “giustizia” per i 91 morti causati dagli scontri con i militari a Bangkok nel 2010. Il precedente governo ha svolto indagini ma senza esito.

Secondo Nithi Eyowsriwong, ex membro del Comitato di Riforma, “quelli che hanno votato per il Ptp non sono tutti camice rosse o nostalgici di Thaksin. Magari è gente che non vuole che governi il Partito Democratico (Pd), di cui non si fidano, come non si fidano dei militari” che sono invece favorevoli al Pd. “I parlamentari del Ptp sono professionisti e uomini d’affari, come quelli del Pd. Quindi non credo che chiederanno subito giustizia per i 91 morti di Bangkok, come hanno annunciato. Non rimuoveranno il comandante in capo dell’esercito generale Prayuth Jan-O-Choa”.

Preediyathorn Taewakul, ex vicepremier ed ex ministro delle Finanze, spiega che “la vittoria del Ptp con la maggioranza dei voti mostra che la popolazione non è favorevole a un colpo di Stato di cui si parlava prima delle elezioni. Il Pd ha perso perché il mondo economico e la popolazione sono scontenti per la sua mancanza di decisione in questioni importanti come il prezzo del petrolio”.

Narong Petchprasert, professore di Scienze Politiche all’Università Chulalongkorn, la più antica e nota del Paese, dice di non credere che “ci saranno immediate riforme politiche. Il precedente conflitto [tra le camice rosse fedeli a Thaksin e contrarie ai militari e al governo e le camice gialle che lo sostenevano] non aveva ragioni di classe, nei 2 gruppi c’erano appartenenti a ogni classe”. Lo studioso ritiene anche che il Ptp abbia vinto con un programma intriso di populismo, che ritiene più gradito alla maggioranza, anche se di non facile attuazione.

Gli fa eco Attasith Pankaew, pure professore di Scienze Politiche a Chulalongkorn, secondo il quale “il populismo è una spada a due tagli. Il debito pubblico è oltre il 50% del Prodotto interno lordo, oltre ogni limite, e causerà una nuova crisi finanziaria”. Egli aspetta di vedere come il governo intende attuare i programmi di aiuti alla popolazione assicurati durante le elezioni.

Tutti comunque attendono di vedere se Yingluck sarà indipendente dal fratello e Suthep Tueksuban, segretario generale del Pd, afferma che “se ella si farà comandare da Thaksin, il suo governo non durerà a lungo”.

domenica 15 maggio 2011

Thailandia : Cosa Succede In Un Carcere, Thailandese [1]

Cosa succede in un carcere Thailandese (1). Ho sentito in televisione un commento di Marco Pannella, Leader Storico dei Radicali, sulle carceri italiane. Le descrive come un luogo indegno e bisognoso di controllo da parte di organizzazioni umanitarie varie. Non posso parlare per esperienza personale perché non ho mai visitato un carcere italiano, ma posso dirvi come funziona un carcere thailandese. All’intelligenza di chi legge lascio il giudizio. Io purtroppo un carcere Thailandese lo conosco bene. Ne sono uscito in entrambe le mie esperienze (tre mesi e mezzo a Bangkok e 2 anni e 15 giorni a Chiangmai) assolto con formula piena, fatto rarissimo in Thailandia. Ma le umiliazioni, le sofferenze e le privazioni che vi ho subìto, nonostante le sentenze di assoluzione con formula piena, me le porterò dietro fino alla morte. Insieme alle cicatrici fisiche.

Cominciamo da quando si entra in carcere. Vi si giunge dal Tribunale, l’organo che sancisce la tua detenzione. Fino ad allora si è detenuti nelle celle della Polizia, putridi e maleodoranti stanzoni con un solo cesso (alla turca) e acqua per le abluzioni in un serbatoio di cemento, dove si dorme in compagnia di zanzare, scarafaggi e, sovente, ratti grossi come gatti. Dalle celle del Tribunale si sale incatenati a due a due su un autobus privo di sedili in cui si viene rinchiusi sotto l’occhio di un agente di custodia Thai armato di pistola e fucile a pompa. Arrivati alla prigione avviene la prima conta (ce ne saranno 4) e la prima perquisizione personale. Ogni oggetto personale viene sequestrato, eventuali medicine verificate da un infermiere che ne scarta il 90 per cento. Io avevo delle pillole antiallergiche e dovetti questionare per tenerle. Ogni bene viene elencato e il detenuto firma per conferma. I soldi vengono contati e versati sul conto del singolo detenuto. Vicino a me, quando feci il primo “check-in” al Carcere Centrale di Chiangmai (CMCP), il kapò (chiamavo così i detenuti che rivestivano compiti di “polizia interna” per conto dei secondini, vestiti in pantaloncini neri e camicia bianca, con bastoni di legno al fianco) contò 5.000 Baht ad un detenuto Thai e gli fece firmare una ricevuta per 2.000. Seppi poi che rapinare i nuovi entrati era consuetudine. Il secondino incaricato della “prima accoglienza” prende la sua parte. Dopo esser stai contati, perquisiti e privati di ogni effetto personale, ai detenuti sono tolte le manette e vengono fatti passare attraverso la porta corazzata che fa accedere alla prigione vera e propria. Qui avviene la seconda conta, il controllo dei vestiti ed una perquisizione accurata. Questo secondo avvilente controllo avviene all’aperto nel cortile del centro di sicurezza della prigione il cui accesso non è consentito alla popolazione normale. È la sede della sicurezza del carcere. Ogni detenuto deve spogliarsi nudo in mezzo al cortile e i suoi vestiti ed oggetti di toeletta, filtrati dal primo controllo, vengono passati al setaccio. Poiché i detenuti all’interno del carcere non possono portare pantaloni lunghi questi vengono tagliati indipendentemente dal valore. La prima volta ci rimisi un paio di braghe da sartoria…. Ogni detenuto deve accosciarsi nudo e, a gambe divaricate, fare delle flessioni tenendo le braccia dietro la testa per evitare che abbiano qualcosa nascosto nell’ano. I capelli vengono controllati quasi uno per uno. Un giorno vidi una perquisizione condotta il sabato pomeriggio quando il Tribunale mandava i condannati della mattina. Trovarono piegati nelle cuciture dei vestiti di un Thai 4 biglietti da 500 baht cadauno, e due da 1000 baht in mezzo ai capelli lunghi e ricci; i soldi sono assolutamente vietati all’interno del carcere, averne è una violazione da isolamento. Dall’ano gli uscirono fuori due buste di pillole (Yabaa cioè anfetamine). Il ragazzo (avrà avuto 22 anni) era un esperto, ma più di lui lo era chi lo perquisiva, che era poi l’anima dannata del vice direttore e che praticamente amministrava l’interno del carcere per suo conto (scontava 15 anni per aver rubato circa due milioni di $ alla Società per cui lavorava, di anni gliene avevano dati 30 ma lui si era dichiarato colpevole e gli avevano cassato a metà la sentenza: uscirà fra tre anni, se non lo ammazzano prima gli altri detenuti). I soldi li sequestrò il capo della sicurezza di servizio, le anfetamine non si sa che fine fecero e il ragazzo si beccò più di venti bastonate sulla schiena davanti a tutti. Bastonate dure che lo lasciarono a terra svenuto. È morto dopo tre giorni per le emorragie interne e hanno dichiarato alla polizia che era cascato dalle scale. L’ho visto morire senza esser curato adeguatamente. All’epoca ero ricoverato per i postumi di una brutta operazione in infermeria e lui era sdraiato a tre giacigli da me. Siccome morì durante una festa infrasettimanale lasciarono il corpo coperto sul giaciglio tutto il giorno in attesa della Scientifica che venne intorno alle 3 del pomeriggio (era morto durante la notte). Con 38 gradi all’ombra non lasciava profumo di rose e alcuni in quella cella/corsia erano così malati che non potevano muoversi dal pagliericcio.

Passata questa conta e queste umiliazioni attuate davanti a quindici / venti detenuti-kapò e quattro o cinque guardie senza nessun infermiere presente, i neo ospiti vengono portati a mensa, cioè ad alcuni tavoli delle cucine dove possono ricevere un pasto caldo. I primi tempi della mia detenzione nella CMCP il cibo era orripilante, con rare eccezioni. Il riso era buono, non quello marrone che servono per esempio nella prigione di Bangkok, che sa di terra. Riso bianco, era Kao-niao cioè riso cotto al vapore in mezzo a lenzuoli di cotone. Dopo aver mangiato i detenuti vengono portati ai bagni a lavarsi. Lavarsi in un carcere Thai vuol dire usare una vaschetta di plastica per raccogliere acqua da enormi vasconi di cemento pieni di acqua stagnante, raramente pulita (a Chiangmai vengono puliti con spazzoloni e sapone da bucato ogni 5 settimane), bagnarsi, insaponarsi e sciacquarsi. A Chiangmai lo si può fare ogni qualvolta si può accedere ai servizi, nella prigione di Bangkok no: un kapò si issa sul bordo del vascone e con un fischietto comanda le abluzioni di quelli di turno al lavaggio. Primo fischio sciacquarsi, secondo smettere di buttarsi acqua addosso e insaponarsi, terzo fischio sciacquarsi, quarto andarsene e avanti i prossimi. Intervallo fra un fischio e l’altro? 15/20 secondi. Siccome i vasconi rimangono con l’acqua ferma per tutto il giorno e tutta la notte vi bevono uccelli, ratti, gatti e non è raro rinvenirvi fatte di uccello o di animali.

Finite le abluzioni e asciugati (quelli che non hanno un asciugamano si asciugano all’aria...) i neo detenuti vengono contati e portati alle celle di transito. Quattro stanzoni abilitati ad ospitare 38 persone (fuori ci sono i diagrammi con le piantine di ogni cella e i letti stilizzati col numero massimo di ospitabilità) ma la media di ospitalità varia a seconda di quanto i Tribunali riempiono il carcere. Mai meno di 60 per cella. Con due cessi alla turca, ognuno con una piccola vasca di acqua vicina e una diecina di bidoni di riserva (ché l’acqua viene distribuita dalle 6 del mattino alle 6.30, dalle 10 alle 10.30 e, talvolta (se il secondino che la dovrebbe aprire non è ubriaco o non dorme o non vuole alzarsi), dalle 23 alle 24. Nelle celle di prima accoglienza c’è un nucleo di detenuti fissi, fra cui kapò/istruttori che devono insegnare ai nuovi arrivati come ci si comporta. Tutte queste procedure avvengono fra le 17.30 (orario dell’ultimo “autobus” per il carcere) e le 19.30. I neo detenuti vengono aggregati agli arrivi dei giorni precedenti e si ammucchiano in spazi di nove metri per quattro, che siano 20 o 40 poco importa. Devono concentrarsi lì, perché il resto dello spazio è tenuto dagli altri detenuti che sono veterani e occupano i posti migliori, un poco più larghi.
Nelle carceri thai si dorme per terra, spesso su pavimenti di cemento coperti dal linoleum. Quando io ero a metà della mia esperienza avevano iniziato a consegnare alcuni materassini piegabili in tre parti lunghi non più di 170 cm. Larghi 50 e spessi 5. In precedenza chi non si poteva procurare un materassino dormiva per terra. Se si avevano abbastanza sigarette (una stecca) durante il week end si ordinava ad alcuni detenuti un materasso fatto di 5 coperte (lavate e disinfettate) cucite insieme come un materasso di una volta... molto comodi ma dovevano essere di ingombro identico a quelli d’ordinanza altrimenti si rischiava che un secondino li sequestrava e li portava via.

Arrivati nelle celle inizia l’educazione carceraria che in molti casi è identica a quella che si fa per l’addestramento delle reclute militari. Alle 20 tutti in piedi per l’inno nazionale/ammaina bandiera e le preghiere per il Re. Dopo si distribuiscono le coperte (2 a testa) e si preparano i giacigli per la notte, perché alle 21 squilla il coprifuoco. Le celle sono stanzoni rettangolari aperti su tutti i lati con muretti di un metro e sbarre fitte fitte fino al soffitto. La luce non viene mai spenta e sul soffitto funzionano dei ventilatori. Vengono assegnati turni di guardia a un detenuto, che veglia sugli altri per due ore (dalle 21 alle 7 del mattino, cinque per notte) e si presenta all’arrivo del secondino di turno sull’attenti elencando quanti presenti ci sono, quanti sono ricoverati ecc. Io in due anni e qualche giorno a Chiangmai ne ho visti sei o sette fare il giro di ispezione. Alcuni con il fucile a spall’arm, altri ubriachi di alcol o di sonno, strascinando i piedi e trascinandosi il fucile, che dicono sia sempre carico, per la cinghia.

Questo è solo l’inizio di un calvario che ogni giorno ha luogo. A volte ti svegli la notte, stretto fra gente che russa, sospira, piange, sogna e altro…., con le luci al neon che ti accecano, un caldo soffocante poco mitigato dai ventilatori, circondato da sbarre e pensi che stai avendo un incubo. E quando realizzi che non è un incubo rischi di perdere la ragione. Io quasi la ho persa e solo la mia tigna di Romano mi ha salvato. Onorevole Pannella che ne pensa?

martedì 10 maggio 2011

Thailandia : Bed bug spray blamed for tourist's death in Thailand

Fonte : http://www.nationmultimedia.com/home/Bed-bug-spray-blamed-for-tourists-death-in-Thailan-30154911.html

Wellington - A chemical spray that kills bed bugs was probably responsible for the death of a 23-year-old New Zealand woman while holidaying in Thailand this year, according to a New Zealand scientist quoted in news reports Monday.
Ron McDowall, a consultant to the United Nations who specializes in hazardous chemicals, said independent testing of swabs taken from the hotel room in the northern Thailand resort town of Chiang Mai, where Sarah Carter stayed, had found traces of the toxin chlorpyrifos.
"I think she was killed by an overzealous sprayer, who has been acting on the instruction of the hotel owner to deal with bed bugs," he told TV3's 60 Minutes programme.
//DPA

martedì 3 maggio 2011

Thailandia : King cobra eggs raise Phuket snake alarm


The Phuket resident saw king cobras in his yard days ago, but thought nothing of it until he found the eggs today. Photo: Yodsak Jarana
The Phuket resident saw king cobras in his yard days ago, but thought nothing of it until he found the eggs today. Photo: Yodsak Jarana

The Phuket resident saw king cobras in his yard days ago, but thought nothing of it until he found the eggs today. Photo: Yodsak Jarana
Rescue workers with the king cobra eggs.

PHUKET: A man worried that a clutch of king cobra snake eggs beside his house were about to hatch today called in the egg-citing find to rescue workers to have them removed immediately.

Ruamjai Rescue Foundation workers received a call from the owner of the house, in Soi Ban Klang off Chao Fa West Road, at about 2pm.

Eleven eggs, oval in shape and about two inches long, were found under a pipe beside the house.

On hand to examine the eggs was foundation snake expert Sayan Thammapan.

The house owner told Mr Sayan that he saw a couple of king cobras behind his house many days earlier, but thought nothing of it.

Then he found the eggs today and called the foundation.

“King cobras are known to lay the eggs in areas that used to be fruit farms and near areas of abundant forest,” Mr Sayan explained

“People later came and settled in areas where many cobras and king cobras used to live,” he said.

The foundation often receives calls from people wanting snakes removed from their homes, he added.

venerdì 29 aprile 2011

THAILANDIA : Chiesa di Thailandia, vivo il ricordo di Papa Woytila (di Weena Kowitwanij)

Fonte : AsiaNews
Fu il primo Papa a visitare il Paese asiatico, nel maggio 1984. Un viaggio gravido di conseguenze per la piccola, ma attiva Chiesa locale. Per chi lo vide, il ricordo è ancora vivo dopo 27 anni e costituisce esempio per la vita quotidiana.

Bangkok (AsiaNews) – Una statua di Papa Giovanni Paolo II, davanti alla cattedrale dell’Assunta a Bangkok, ricorda la storica prima visita di un Papa in Thailandia, il 10-11 maggio 1984. I thailandesi ricordano per AsiaNews i momenti e il significato della visita, in attesa della cerimonia di beatificazione del Papa polacco il 1° maggio a Roma. Mons. Joseph Sangval Surasarang, vescovo della diocesi di Chiang Mai ora in pensione, ebbe l’incarico di accompagnare il Papa, durante i due giorni di visita, e ricorda “la sua gentilezza e la sua profonda spiritualità”.

Papa Woytila ricordava mons. Surasarang come “il vescovo dei montanari”, dopo che il vescovo, all’epoca vicario generale e pastore della cattedrale dell’Assunta, gli aveva detto che “il 70% dei cattolici di Chiang Mai sono abitanti delle montagne”. Ad AsiaNews egli dice che “quei due giorni sono stati i più importanti della storia della Chiesa thailandese. Rammento il discorso del Papa a oltre 40mila fedeli dopo la messa allo stadio nazionale Supatchalasai, quando disse: ‘Sono felice di essere qui in Thailandia. Vedo tutti voi così entusiasti di incontrarmi e questo rende anche me più entusiasta’.” “Sua Santità mi ha colpito in molti modi e con gesti assai semplici, come quando prima e dopo la messa si raccoglieva per lungo tempo in profonda preghiera. Standogli vicino, sono stato colpito dalla sua santità, dalla sua fiducia in Dio e nella guida di Sua Madre Maria, dal suo entusiasmo nell’incontrare i giovani e nell’insegnare loro di avere il coraggio di andare contro il materialismo per essere persone migliori. Mi ha suscitato il desiderio di seguire i suoi passi”. “Il Beato Papa Giovanni Paolo II è un esempio di fede salda e autentica, seguirlo significa seguire con attenzione Gesù Cristo” .

Al suo arrivo in Thailandia, Giovanni Paolo II si chinò a baciare la terra, un tradizionale segno di rispetto. Un momento di grande commozione fu l’incontro con re Bhumibol Adulyadej e la regina Sirikit, il 10 maggio nel palazzo reale Chak-kri Maha Prasart. A loro il Papa disse che per lui era “un grande onore incontrarvi nella terra conosciuta da tutti come ‘la terra del sorriso’. Questa mia visita ufficiale… è anche segno della gratitudine di restituire la vostra visita al mio predecessore Papa Giovanni XXIII il 1° ottobre 1960 e la visita di Somdet Phra Ariyawongsagataya (Punnasiri), 17° Patriarca della Thailandia, che ebbe udienza con Papa Paolo VI in Vaticano”. Il 1° ottobre 1960 re Bhumibol aveva spiegato a Papa Giovanni XXIII che in Thailandia, “anche se la maggioranza della popolazione è buddista, pure gli altri hanno uguale diritto di praticare con libertà la loro fede”. E a Papa Woytila il re aggiunse che ora il Papa aveva potuto vedere di persona che “in Thailandia i fedeli cattolici sono zelanti e felici di praticare la loro fede”. Nel 2005, alla morte del Papa, il re inviò al Vaticano una lettera di condoglianze, ricordando “un grande uomo che è solido e fermo nella giustizia e nel perdono”.

Mons. Surasarang ricorda anche l’incontro con Somdet Phra Yannasangworn, il 19° Patriarca supremo, al tempio Rajchaborpitsathitmahasrimaram, quando “il Papa dichiarò con umiltà il suo rispetto per la Thailandia, terra indipendente, per il popolo Thai, e disse di voler salutare tutti e augurare loro ogni benedizione del Signore”. Nel 2009, per il 25° anniversario della visita papale, alla Cattedrale dell’Assunta è stata inaugurata una statua di bronzo di S. Pietro, davanti a quella del Papa polacco. La fede cattolica è stata portata nel Paese dai missionari portoghesi, insieme alla tecnologia, all’arte e alla cultura occidentale. Le scuole gestite da gruppi cattolici sono tuttora assai apprezzate. La visita del Papa ha molto colpito anche i fedeli buddisti. Il professor Patrawadee Ongsakul dell’Università di Songkhla Nakarin, buddista, vide il Papa accompagnando amici cattolici allo stadio ed è rimasto colpito dalla umile fede delle migliaia di persone che sono andate all’altare per ricevere la comunione. “Per me – dice ad AsiaNews – mostrare gratitudine alla scuola cattolica, dove ho svolto gli studi di livello primario e secondario, significa anche essere zelante nel praticare la mia fede buddista, come erano pieni di zelo i missionari esteri che conducevano la mia scuola. Dico sempre ai miei studenti di praticare con osservanza la loro fede, qualunque sia, come ho visto fare dai missionari cattolici della mia scuola”.

Quando il Papa si recò alla cattedrale dell’Assunta, a offrirgli un bouquet di fiori in segno di benvenuto fu scelta la signora Lamoon Fuukfon, che per oltre 40 anni ha curato i fiori sull’altare della chiesa. Si commuove e non trattiene le lacrime quando ricorda quel momento, dice che non avrebbe mai immaginato che “una donna povera e di basso ceto come me avrebbe avuto l’onore di incontrare il Papa così da vicino”. Nella visita, Papa Woytila ordinò 23 sacerdoti. Uno di loro, padre Peter Prasert Takavej, direttore del Centro di Insegnamento Pastorale, ricorda con commozione “il suo gentile sorriso, la sua voce serena ma potente sia quando parlava che quando guidava la preghiera. Soprattutto, era un uomo di grande semplicità e naturalezza. Per lui non ci sono barriere tra gli esseri umani, di qualsiasi colore”. “Egli è stato un uomo che ha lavorato per il futuro, iniziando la Giornata Mondiale della Gioventù per formare i giovani, che sono il futuro della Chiesa e del mondo. Egli toccava il cuore di chiunque incontrava, vecchie e giovani, bianchi e neri”.

Padre Anthony Vorayuth Itbamrung, direttore del Catholic Social Communication della Thailandia, parteciperà alla cerimonia di beatificazione, “per chiedere a Sua Santità la benedizione per la mia vocazione e per il mio lavoro pastorale”. “Ricordo la Sua visita al campo profughi nel distretto di Panat Nikhom, provincia di Chonburi, circa 110 chilometri a est di Bangkok. Lì c’erano migliaia di rifugiati vietnamiti, cambogiani, laotiani, in attesa di poter andare in un Paese terzo. Il Papa ha donato denaro per questo campo, ritenuto solo un campo di passaggio. Dieci anni dopo la visita del Papa, nel campo c’erano 11.614 persone, soprattutto laotiani”. Il Centro cattolico di padre Vorayuth Itbamrung ha pubblicato tre libri sulla vita e le opere di Papa Woytila, l’ulitmo nel 2011, dal titolo: Il Beato Papa Giovanni Paolo II, Un uomo del perdono.

Secondo i dati ufficiali del 2011, in Thailandia ci sono 346.375 cattolici su 64.852.627 abitanti, con 781 sacerdoti, 131 religiosi, 1530 suore e 481 chiese.

venerdì 8 aprile 2011

In Thailandia si festeggia il Capodanno


AL VIA PROCESSIONI E BATTAGLIE D'ACQUA . A Chiang Mai si registra il tutto esaurito

In occasione del cambiamento della posizione del sole nell'anello dello zodiaco, in Thailandia intorno alla metà di aprile si festeggia il Songrokan, il Capodanno Thailandese. Secondo la tradizione buddista, è usanza festeggiare con processioni e battaglie d'acqua, considerato elemento purificatore dalla cattiva sorte. La ricorrenza, conosciuta anche come Festival dell'Acqua, rappresenta anche un momento di riunificazione familiare e di preghiera. Con tubi da giardino, pistole giocattolo e secchiate la gente dà inizio al rito di purificazione per festeggiare il Capodanno. Oltre alle battaglie d'acqua e a momenti di preghiera si alternano processioni di carri decorati che trasportano i Buddha. A Chiang Mai, principale centro della Thailandia settentrionale, per l'occasione in alberghi e guesthouse si registra il tutto esaurito

mercoledì 6 aprile 2011

La Thailandia torna alla normalità dopo le alluvioni

Le province centro-meridionali della Thailandia ‬stanno lentamente rientrando alla normalità,‭ ‬ad eccezione di alcuni distretti a Surat Thani e Nakhon Si Thammarat. Le province centro-meridionali più colpite si trovano circa‭ ‬400-600 chilometri a sud di Bangkok e 950-1.200 chilometri a sud di Chiang Mai. L'aeroporto di Samui e i traghetti per l'isola di Koh Samui operano normalmente dalla fine della scorsa settimana. Le attività di pulizia e ripristino ambientale a Koh Samui sono state totalmente completate. L’aeroporto di Nakhon Si Thammarat prevede di riprendere i collegamenti da mercoledi‭ ‬6‭ ‬aprile. Aeroporti come Phuket e Hat Yai non sono stati colpiti dalle alluvioni e rimangono in piena attività. Tutti i collegamenti ferroviari a sud di Surat Thani rimangono sospesi,‭ ‬mentre nel resto della Thailandia i treni non hanno subito interruzioni.‭ ‬Anche gli autobus operano normalmente nelle province centro-meridionali,‭ ‬ad eccezione dell’area di Nakhon Si Thammarat.‭ ‬Anche per questi mezzi di trasporto si prevede il pieno ritorno all’attività nei prossimi giorni.‭

lunedì 4 aprile 2011

Thailandia, il mistero dell'hotel maledetto ( di Alessandro Ursic )


A Chiang Mai, 6 misteriose morti di turisti fanno discutere. Ma per le autorità locali è solo una coincidenza
Ci sono sei turisti che muoiono in preda a spasmi, nel giro di un mese, in una città thailandese di neanche 250 mila abitanti; quattro di essi nello stesso albergo con un nome da romanzo giallo, tra cui due deceduti per “attacco cardiaco” in contemporanea. Ma mentre il caso è ormai diventato un intrigo internazionale, con le rispettive ambasciate per niente convinte delle spiegazioni ricevute, le autorità di Chiang Mai - nel nord del Paese – stanno liquidando il tutto a semplice “coincidenza”. Con un comportamento che fa pensare all'ennesimo insabbiamento di una storia scomoda nella “Terra dei sorrisi”, dove il turismo contribuisce al 7 per cento del Pil.

Lo scorso 5 febbraio, al Downtown Inn di Chiang Mai, nella camera 518 una guida locale venne trovata morta. In una stanza adiacente, tre giovani amiche straniere furono portate in ospedale con dolori lancinanti: due si salvarono, la neozelandese Sarah Carter (23 anni) no. La colpa fu data a delle alghe mangiate in un vicino mercato, facendo discutere la folta comunità di espatriati occidentali. Due settimane più tardi, sempre al Downtown Inn morì una coppia di ultrasettantenni inglesi. Causa del decesso: doppio “infarto”. Per eccesso di Viagra, ha aggiunto un tabloid thailandese.

Indagando, un giornalista britannico ha poi identificato due casi simili a gennaio. Uno è quello di un'americana di 33 anni, descritta come l'immagine della salute, morta con sintomi identici a quelli della giovane Sarah (ma in un altro hotel), dopo aver mangiato giapponese. Negli ultimi giorni è poi emerso che la morte improvvisa di un canadese di 59 anni è anche riconducibile al Downtown Inn: il giorno prima l'uomo aveva nuotato nella piscina di quell'albergo, sfruttando un coupon-offerta da un euro. Con il caso ormai scoppiato, a marzo il governatore di Chiang Mai ha indetto una conferenza stampa. Ma solo per dichiarare che si trattava “chiaramente di una concidenza: continueremo a fare il possibile per far sentire i turisti al sicuro”.

Un atteggiamento che ha ottenuto l'effetto contrario, alimentando le dietrologie. Il proprietario del Downtown Inn è infatti Boonlert Buranupakorn, un ex sindaco di Chiang Mai con svariati interessi immobiliari in città e nel resto del Paese. Un pezzo grosso con tutte le connessioni per assicurarsi che invece di fare chiarezza si applichi il silenziatore, sperando che la faccenda sia presto dimenticata. In patria funziona: “I thailandesi neanche conoscono questo caso”, spiega alla Stampa Tatinya Sihasen, una guida turistica di Chiang Mai.

E' certo possibile che l'hotel non abbia colpe. Ma è difficile credere alla frettolosa versione delle autorità sanitarie, che sostengono di non aver trovato nessun legame tra le sei morti. “Chiuso” il caso della coppia inglese, la turista americana e quella neozelandese sarebbero morte per “miocardite”. Per il decesso della guida thailandese e del canadese, non ci sono ancora spiegazioni ufficiali. E' chiaro che in molti pensano a un virus che gira in città, magari nel cibo.

I parenti delle vittime continuano a chiedere giustizia, o almeno chiarezza, scontrandosi però col muro di gomma caratteristico di un Paese dove “salvare la faccia” è un concetto chiave. Indignato, il padre della giovane neozelandese ha appena lanciato il sito Thailandtraveltragedies.com, una specie di “muro della vergogna” per raccogliere altre testimonianze. Per quanto la Thailandia sia generalmente sicura e la vasta maggioranza degli stranieri riparta senza neanche un mal di pancia, i misteri non mancano. Quello che spesso non c'è, grazie al sempreverde fascino della “Land of smiles” per oltre 15 milioni di turisti annui, è l'intenzione di risolverli.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=175&ID_articolo=99&ID_sezione=358&sezione

venerdì 1 aprile 2011

Thailandia colpita dalle inondazioni, 2 mila turisti bloccati

Le inondazioni che hanno colpito la costa sud della Thailandia hanno causato la morte di almeno 11 persone e bloccato circa 2 mila di turisti nelle popolari destinazioni di vacanza di Krabi, Koh Samui, Koh Phangan e Koh Tao. I voli sono stati sospesi, chiuso l’aeroporto di Koh Samui, mentre i traghetti hanno subito cancellazioni a causa del mare in tempesta.

martedì 29 marzo 2011

THAILANDIA : Eccezionale ondata di mal tempo.

Eccezionale ondata di mal tempo in Thailandia, in un periodo che dovrebbe essere il migliore dell'anno. A Samui aeroporto chiuso i traghetti non partono per le forti piogge, sud Thailandia tutto sotto acqua si parla di miglioramento da giovedì. Bangkok potrebbe arrivare alla temperatura di 19 gradi, mentre anche il sud potrebbe vedere le temperature scendere fino a 22 gradi. Ad Oriente del paese, il valore minimo è previsto che vanno da 18-20 gradi. Nella provincia nord-orientale di Nakhon Ratchasima, il termometro è sceso a soli 16,1 gradi ieri. Pensiri Trisat, un meteorologo del Nord, ha detto che i termometri hanno misurato solo 7,8 gradi sulla Doi Inthanon a Chiang Mai. 'L'ondata di freddo continuerà probabilmente fino alla fine del mese', ha detto. Un ufficio meteorologico del nord ha dprevisto che la stagione calda tornerà all'inizio del mese prossimo e si avranno dai 39 ai 40 gradi. 'Sarà quindi molto caldo come ogni estate.' 17 aprile è previsto come il giorno più caldo dell'anno.
Flood situation gets worse in mid-South Flooding in the South has stalled services at Nakhon Si Thammarat and Samui airports. Thousands of passengers were stranded on Koh Samui in Surat Thani province yesterday, while Nakhon Si Thammarat Airport has been closed since Sunday. Tourists on the island of Samui had completely lost access to the mainland as of press time because ferry services were also suspended. As the severe flooding raged on in the South, the death toll rose to nine. Flood waters are now wreaking havoc in the provinces of Chumphon, Nakhon Si Thammarat, Surat Thani, Trang, Krabi and Phatthalung. PM's Office Minister Satit Wongnongtaey, who chairs a committee on flood-relief operations, yesterday told inhabitants and authorities in Phang Nga and Phuket provinces also to brace for possible flooding, with heavy downpours expected to continue in the South until tomorrow. "We are paying great attention to landslide risks. People in risky areas have already been evacuated,"the minister said. There are 28 landslide-prone spots in Phatthalung alone. In the wake of the serious flooding, Nakhon Si Thammarat Governor Thira Mintarasak said he had declared the whole province a disaster zone. "The situation is worrying. I have instructed rescue workers to help get the sick, the elderly, pregnant women, children and those with disabilities out of risk areas first," he said. Flood water was still more than 1 metre deep at various spots in Nakhon Si Thammarat yesterday. Transport Minister Sophon Saram told the Cabinet that although the water level at Nakhon Si Thammarat Airport had dropped, it was still raining in the locality. He said officials would have to check infrastructure at the airport before deciding whether it was safe to resume services. Civil Aviation Department director-general Somchai Janrod said the water level at the airport had fallen from 50 to 20 centimetres. "We have assigned officials to clean and clear the runaway and taxiway," he said. He added that it would, however, take at least a week to check the electrical system because the power supply had been cut at the airport. The situation in other parts of Nakhon Si Thammarat province is also serious. "This is the worst flooding in three decades," said Tha Sala Hospital director Kitti Rattanasombat. He said his hospital had already transferred more than 30 inpatients to another medical facility because of the rising flood water. Kitti added that the flooding had caused about Bt40 million in damage to medical equipment and a power generator. Public Health Minister Jurin Laksanawisit said the floods had also ravaged 10 other hospitals in the South. He said there were now eight confirmed deaths, seven of them in Nakhon Si Thammarat and the other in Surat Thani. However, locals in Phatthalung reported a ninth death, that of seven-year-old Zordeeleen Senkliang. To date, 13 districts of Surat Thani have been declared disaster zones, with the inundation having damaged four bridges, 11 roads and two temples. Education Minister Chinnaworn Boonyakiat said the flooding had damaged 613 schools in Trang, Krabi, Nakhon Si Thammarat, Surat Thani, Songkhla and Phatthalung. Bangkok Airways cancelled all 36 domestic and international flights in and out of Samui yesterday, due to the severe thunderstorms hitting the island and the surrounding area. It said affected passengers should contact its ticketing office to rebook their flights at no additional charge. Meanwhile, just as the floods have been raging in the South, Satit said 47 other provinces were suffering from drought.

THAILANDIA : ecco il monaco con i Ray-Ban: è una mummia


Chi ha detto che le mummie sono solo un’attrazione turistica egiziana? Non solo faraoni, infatti, ma anche monaci buddhisti: in un resort thailandese, per l’esattezza a Koh Samui, è conservato in una teca di vetro il corpo mummificato di Phra Khru, monaco deceduto nel 1973. Unica particolarità: indossa un paio di occhiali da sole Ray Ban. Morto all’età di 79 anni, Phra Khru espresse il desiderio di non lasciare che il proprio corpo fosse lasciato decomporsi, poiché voleva diventare un simbolo e un esempio per tutti quelli che volessero seguire l’insegnamento buddista. Partendo dal presupposto, infatti, che per i buddhisti la morte è una liberazione da raggiungere dopo un lungo percorso di meditazione, Phra Khru ha voluto così lasciar “parlare” il proprio corpo, quasi a simulare un messaggio rivolto ai giovani. Siccome anche il look è importante per attirare l’attenzione, ecco forse spiegata la trovata dei Ray Ban inforcati dalla mummia. Se proprio si vuol trovare un senso più “alto” a questi resti umani con occhiali da sole annessi, la mummia potrebbe rappresentare il simbolo della trascendenza, del significato che va ben oltre il significante, mediato da un corpo mummificato.

Donato Capozzi

http://www.ilquotidianoitaliano.it

domenica 27 marzo 2011

THAILANDIA : Inondazioni e frane al sud

Southern provinces ravaged by floods, landslides

CHUMPHON, March 27 -- Several tourists and villagers were trapped, roads cut off from the outside world and numerous people reported missing after they were swept into a swollen river as heavy downpours continued to devastate southern provinces in Thailand on Sunday.

Unusually torrential rains continued to hit southern provinces due to a high pressure system from China persisting over the region.

In Lang Suan district of Chumphon province, police decided to close the road linking the province with the resort province of Ranong in the afternoon after receiving reports that water runoff had flooded the highway as high as three metres, making it impossible for vehicles to pass through.

About 50 tourists were trapped but were later able to leave the area after flat-bottomed boats were dispatched to pick them up, police said.

Another road linking Lang Suan district with Surat Thani province was also cut off, forcing several thousand villagers to be stranded on a hill.

About five villagers were reported missing after they accidentally fell into the river, police said.

Villagers in Chumphon said they had never seen such heavy rains during March in past years in their province.

Initial damages, according to officials at Disaster Prevention and Mitigation office in Chumphon, were that three districts in the province were severely affected causing hardship to over 5,000 households. Villagers living in flood-prone areas were evacuated to higher ground.

Meanwhile, Theera Mintrasak, governor of Nakhon Si Thammarat province, which is believed to be hardest hit by the flood, said 21 out of 23 districts in the province were now declared flood disaster zones as many people were still struck in flooded areas.

Mr Theera said he would seek an extra budget allotment from the government to repair the runway of the airport in the province as planes still could not land there as it was still underwater. The money will also spent on building new water retention areas.

Damages in Nakhon Si Thammarat is estimated at more than Bt300 million, Mr. Theera said.

In nearby Surat Thani province, the situation was still worrisome as 10 districts are inundated and several houses collapsed because of landslides. Water runoff from a mountain had swept through three villages as officials helped villagers to higher ground.

Officials in Surat Thani had urged villagers in risky areas to temporarily evacuate from their homes as the amount of rainfall in some areas there was measured at 110 millimetres. Ferry services to Ko Phangan were now suspended temporarily as waves in the Gulf of Thailand were higher than three metres, making it too dangerous to make a journey. (MCOT online news)