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venerdì 16 settembre 2011

Nuova Caledonia, ai confini del mondo

Nuova Caledonia, l'isola di Marè

Terre inesplorate e paesaggi vergini. Spiagge bianchissime e praterie con mandrie di bovini simili al far west americano. Alla scoperta di questa grande isola incontaminata, che vanta la laguna più lunga del pianeta. E un cuore scolpito tra le mangrovie


Per prima cosa si deve capire dove si trova e localizzarla su una mappa. Si perchè la Nuova Caledonia è una grande isola, lontanissima dall'Italia, proprio agli antipodi. Una terra dalla natura incontaminata, che vanta la laguna più lunga al mondo e anche un simbolo romantico: il singolare cuore di Voh, immenso e spettacolare cuore scolpito dalla natura nella vegetazione costituita di mangrovie.

Questo viaggio di 16 giorni porta nella lontana isola del Sud Pacifico, ricca di biodiversità: dal nord inesplorato ai paesaggi vergini del sud, dalla costa ovest, che con le sue praterie e mandrie di bovini richiama il far west americano, a quella orientale con spiagge bianche, palme di cocco e particolari formazioni rocciose. Il tour inizia con la capitale Noumea, grande porto naturale,
costruita a partire dal XIX secolo. Da non perdere in città, l'importante centro culturale di Tjibaou progettato dall'architetto Renzo Piano, uno spazio dedicato a spettacoli musicali e teatrali, il
museo della Storia Marittima, con un acquario dove si possono ammirare numerose specie di pesci, e la Baia de la Moselle, accanto al quartiere latino che ospita il mercato cittadino. A bordo di un
fuoristrada si visita poi il Blue River Park, uno dei parchi più famosi del Pacifico, paradiso naturale dalle numerose specie endemiche. Creato nel 1980, si estende per circa 9mila ettari, comprendendo parte del lago di Yaté. Il suo territorio varia dalle foreste umide del nord al paesaggio lunare del sud. La sua grande biodiversità è costituita da piante carnivore, pini colonnari, orchidee, fino al cagou, uccello simbolo della Nuova Caledonia. Fossile vivente sopravvissuto dai tempi dell'antico continente
Gondwana, è un trampoliere della grandezza di un grosso pollo, dotato di un piumaggio grigio azzurro. Incapace di volare, vive nella foresta e, nonostante sia protetto, è una specie in pericolo di estinzione.

Ci si dirige quindi verso nord e la città di Kone, facendo tappa al Teremba Fort, antica base militare fondata nel 1871 dal governatore Gaultier de la Richerie, trasformata nel 1885 in colonia penale e
quindi chiusa nel 1982, e alla cittadina di Bourail, di epoca coloniale francese, la più importante località dell'interno e capitale di agricoltori e allevatori dell'isola. Da qui si può ammirare La
Roche Percée
, spettacolare scogliera composta da diverse cavità e grotte, la particolare roccia di Bonhomme, strano masso monolitico con sembianze "umane" scolpito nel tempo dalle onde, e la bellissima Turtle Bay, con la splendida spiaggia circondata da pini. La città di Kone è la base di partenza per l'escursione in 4X4 al celebre cuore di Voh, simbolo della Nuova Caledonia. Si tratta di un immenso e spettacolare cuore scolpito dalla natura nella vegetazione costituita
di mangrovie
e, salendo sul Mount Katepec, se ne ha una vista unica e incredibile.

Si prosegue fino al villaggio di Poum, paesino affacciato su una bellissima baia di sabbia bianca, da cui si possono ammirare gli splendidi panorami che rievocano il farwest americano. Continuando
verso est, si raggiunge poi la città di Hienghene, paese natale di Jean Marie Tjibaou, leader indipendentista della comunità locale Kanak, con una baia dalle strane formazioni rocciose nella laguna e un'acqua turchese che fa da contrasto con il Monte Panié, la cima più alta della Nuova Caledonia (1628 metri). Qui si ha modo di avvicinarsi alla cultura melanesiana, incontrando alcuni membri della tribù Werap e assistendo alla preparazione del bougna, il tipico pasto tradizionale kanak, a base di pollo o pesce, igname e carote, che viene ricoperto di latte di cocco, avvolto in foglie di banano, quindi cotto sotto delle pietre calde.

Si rientra quindi nella capitale, attraversando splendidi paesaggi e villaggi tribali sparsi per le vallate. Lungo il tragitto, sosta a Boulouparis per visitare la distilleria di Niaouli, pianta usata come essenza per profumi e come medicinale. Da Noumea, in aereo si raggiunge l'ultima tappa di questo viaggio in Nuova Caledonia: l'isola dei Pini. Le sue coste sono ricche di piccole baie che offrono spiagge bordate di palme e di auracarie, antiche e spettacolari conifere. Al suo interno, grotte naturali e numerosi villaggi Kanak. Gli isolotti e i banchi di sabbia esterni, incastonati nel mare, sono il rifugio naturale di un'abbondantissima fauna marina, così come i fondali sono ricchissimi di crostacei, tra cui le enormi aragoste Porcelane. Qui gli appassionati di immersioni e di mare possono, su richiesta, prolungare il loro soggiorno e perdersi nella acque trasparenti dell'isola dei Pini.

lunedì 14 febbraio 2011

Filippine, il fiume sotterraneo fa spettacolo





Filippine, il fiume sotterraneo fa spettacolo

Puerto Princesa, Palawan, Filippine Occidentali. Un'isola provincia, situata a 9 gradi di latitudine nord, tra l'isola di Mindoro e il Borneo Malese. Ha molte attrattive, foreste, spiagge, una densità di popolazione molto bassa (meno di 50 abitanti per km/2), rispetto ad aree circostanti, che la rendono appetibile. Ma il vero e proprio "highlight" è il suo fiume sotterraneo, 8,2 chilometri d'acqua che scorre sotto una parete carsica, tra stalagmiti e stalattiti, e ha la peculiarità di sfociare direttamente nel Mare Cinese. Parco nazionale (Puerto Princesa Subterranian River National Park) dal 1992, sito protetto Unesco World Heritage dal 1999. Considerato il più lungo fiume sotterraneo al mondo, fino alla scoperta di un corso d'acqua nello Yucatan, nel 2007, rimane comunque un grandissimo spettacolo, da ammirare in lente escursioni in barca. Tra le curiosità offerte dalla zona, più o meno turistiche, il "love affair into the nature", il matrimonio di massa che da qualche tempo si celebra in mezzo alla foresta il giorno di San Valentino a Puerto Princesa, il capoluogo dell'isola. Quest'anno ha interessato 150 coppie

giovedì 30 dicembre 2010

Fiji, qui il Nuovo Anno arriva prima


Foto Tui Tai

Da Taveuni, in bilico sulla linea del cambio di data, ai siti d'immersione di Kioa, dai delfini di Rabi alle verdissime foreste di Qamea. A Capodanno il tour delle spiagge-mito del Pacifico porta sulla soglia dell'ultimo meridiano, dove stappare la prima bottiglia

Il primo Capodanno al mondo? Lo si festeggia qui, dove basta un passo per precipitare nel futuro. Superato il cartello di legno che indica il 180° meridiano, piantato nell'isola di Taveuni – arcipelago delle Fiji, Oceano Pacifico –, sembra non succeda nulla. Invece ci si trova nel bel mezzo di un terremoto temporale: è questo l'unico punto della terraferma attraversato dal meridiano, opposto a quello di Greenwich, che segna la Linea Internazionale del Cambio di Data. E, anche se il fuso orario è unificato in tutto l'arcipelago, fa un certo effetto sentirsi in bilico tra l'oggi e il domani. O tra il 2010 e il 2011.

Paradossi temporali a parte, Taveuni è
un piccolo paradiso remoto e tranquillo; 42 chilometri per 11 coperti di fitte foreste, laghi e cascate che si arrampicano su una catena di vulcani spenti, tra cui spiccano l'Uluigalau (1240 metri) e il Des Voeux Peak (1160 metri). Ci sono anche, tutto intorno, valli dalla terra fertile e sontuose piantagioni di palme da cocco, ma tra i turisti la terza isola dell'arcipelago delle Fiji è famosa soprattutto per una cosa: le spiagge e la barriera corallina. Qui basta scendere in acqua qualche metro per avvistare i voraci pappagalli che becchettano il corallo, gli affusolati pesci trombetta e i piccoli pesci pagliaccio che sbirciano dagli anemoni, i grossi pesci balestra e i pesci chirurgo dalla livrea colorata.

L'immersione più spettacolare si fa sulla
Grande Muraglia Bianca, un tunnel che da nove metri di profondità s'inabissa fino a ventisette, per sbucare davanti a una parete di corallo. Non mancano le escursioni a terra, come la visita al Bouma National Heritage Park, uno spicchio di foresta pluviale punteggiata di grandi cascate, e quella alla laguna del Tasman Strait, sulla costa occidentale, già set di Ritorno alla laguna blu, sequel del celebre Laguna blu.

Un'isola che è una specie di riassunto della bellezza di questa
enorme nazione insulare. Le Fiji sono 322 isole, disseminate in 230 mila chilometri quadrati d'oceano a metà tra Australia e Nuova Zelanda. Ognuna con le sue sorprese. Di fronte a Taveuni, separata solo da uno stretto braccio di mare, spunta per esempio Qamea, sparsa di colline e coperta da una foresta tanto fitta da rendere difficoltosi gli spostamenti da un villaggio all'altro. Al largo della costa orientale di Taveuni, l'isoletta di Kioa, unica di tutte le Fiji abitata da polinesiani, offre invece i migliori siti d'immersione dell'arcipelago. A partire dal Rainbow Reef, così detto per l'arcobaleno di colori dei giardini di corallo molle appena sotto la superficie. Sorprese anche per gli appassionati di birdwatching: con un po' di fortuna qui ci si può imbattere nel silktail, piccolo uccello nero in via d'estinzione.

A nord di Kioa, l'isola di
Rabi sfoggia alcune delle spiagge più belle delle Fiji, come Albert Cove, morso di sabbia bianca su una baia protetta, dove il mare è tranquillo e basta andare un po' al largo per trovarsi a nuotare insieme ai delfini. Al largo di Rabi, lontano dalle isole maggiori, i sette atolli delle Ringgold chiudono una laguna dove la barriera corallina sfodera i suoi colori più accesi. Qui, a Cobia, si può fare un insolito trekking: l'ascesa al cratere del vulcano spento che domina l'isola; il suo interno si è riempito di acqua di mare, e oggi questa strana laguna d'altura è una specie di palestra per yacht e gommoni.

Il
Tui Tai, lussuoso, piccolo yacht di 42 metri, 550 tonnellate di stazza e 12 cabine è un ottimo modo per scoprire in relax il gruppo delle isole fijiane più celebri. Offre eleganti arredi in legno e veranda privata che possono ospitare appena 24 persone. A bordo ci sono anche un centro diving per immersioni guidate per esperti o principianti, e una spa che offre massaggi in cabina o all'aperto; magari su una spiaggia solitaria o sotto una cascata. Da provare i trattamenti a base di prodotti locali come il Taveuni Touch con oli ed essenze ricavati da erbe del Bouma National Heritage Park. La Viram Spa organizza anche corsi di yoga e respirazione sulla sabbia, stretching nella foresta pluviale. E sedute di meditazione sul cratere di un vulcano.

giovedì 29 gennaio 2009

Palau nel Pacifico 8di Daniele Somenzi)


Isola del pacifico :( Palau di Daniele Somenzi)
Per recarti in PALAU è sufficiente il passaporto in corso di validità
Purtroppo il 737 della continental micronesia, atterra col buio nel paradiso di Palau. un vero peccato non poter vedere la barriera corallina che circonda l'isola.
Ci facciamo allora portare con un taxi in un'albergo a caso, e col buio non vediamo nè apprezziamo niente dell'isola, tutto rimandato a domani mattina.
Ci accorgiamo che la stanza d'albergo ha ogni confort, 2 letti singoli, uno per me uno per il mio compagno di viaggi Giuseppe, frigobar, tv, telefono e tutto il resto oltre naturalmente che all'aria condizionata. Una bella dormita e all'indomani una visione stupenda della laguna proprio dal terrazzo della stanza, proprio una bella sorpresa.
Peccato per le nuvole.
L'acqua comunque è piatta, il clima è piacevole non troppo umido.
Abbiamo saputo che qui a Koror abita da anni un signore italiano, il quale è sposato col vicepresidente della piccola repubblica di Palau, una signora locale molto intelligente. e cosi lo chiamo al telefono facendomi riconoscere come 2 italiani appena arrivati e che se si sentiva di incontrarci avevo riviste fresche in italiano dall'italia non che il corriere della sera. Cosi che, in 5 minuti si è presentato alla hall dell'albergo.
Li per li eravamo sia noi che lui sul chi va là, ma son bastati pochi minuti per farci subito qualche battuta e qualche risata. allor che il sig Pierantozzi, ci ha fatto visitare la sua villa con vista laguna e poi portato al ristorante con sua moglie. che è arrivata con l'auto targata CD corpo diplomatico.
Il sig Pierantozzi ci ha dato qualche dritta di cosa fare sull'isola, quali escursioni ecc.
Cosi che prenotiamo un escursione da farsi il giorno dopo. L'isola non è una ma una piccola frastagliata dove si trova la capitale Koror e collegata da un ponte fatto dai giapponesi in tempi recenti e,l'altra isola molto piu grande ma non molto abitata, con l'auto a noleggio io e Giuseppe facciamo un tentativo di farne il giro attorno, ma la strada è in costruzione, molti camion fanno avanti e indietro, e arriviamo fino ad un punto dove non c'è piu strada e torniamo. comunque jungla equatoriale a non finire e anche un monumento in memoria ai caduti giapponesi della seconda guerra mondiale.
Alla sera al vicino bar, io e giò giochiamo a biliardo, e poi all'albergo giochiamo a carte a ramino.
di solito io vinco a biliardo e lui a carte, perche durante l'inverno europeo lui è sempre al bar di Casalmaggiore a giocare ed è diventato un'esperto.
Il tour che facciamo il giorno a seguire si rivelerà una delle escursioni piu belle che abbia mai fatto in vita mia e per Giuseppe altrettanto.
Con un motoscafo partiamo dal piccolo molo e a bordo, sulla punta, ci sono le nostre canoe, altri turisti sono con noi piu la guida Palawana.
Il mare è un olio, dopo 10 minuti arriviamo ad un'isoletta fatta di alberi e jungle incontaminate.
ad una spiaggetta, giu le canoe, e dopo esserci messi la crema per il sole io salgo sulla mia rossa mentre Giuseppe in quella doppia con la guida, lui non ha mai remato ed ha bisoglo di una guida, siamo in 6 e partiamo per quella remata nel paradiso terrestre,nella quiete della natura ,sembravo sospeso per aria tanto l'acqua era limpida. qui inquinamento zero.
E cosa si vede sotto!!! pesci da acquario bellissimi, coralli e pefino piccoli squaletti. da li a poco la nostra guida pagaia a destra nella rientranza dell'isola sembra siamo entrati in un lago, Alcuni uccelli e tipi di gabbiani svolazzano attorno a noi, farfalle colorate fan da cornice e ci fan pensare, a me e Giuseppe, che in dialetto ci scambiamo opinioni del tipo io non torno piu a casa tu vai.
Un'acquazzone tropicale arriva all'improvviso molto forte, io non lo temo e mi metto al centro del lago mentre loro sotto la scogliera provvidenziale, ma dura solo 1 minuto poi il sole torna e mi asciuga all'istante. anzi da li a poco ci buttiamo in acqua per un bel bagno, ma il vero snorkeling lo facciamo 15 minuti piu tardi, e io mi metto a ridere quando vedo Giuseppe che per la prima volta in vita sua a sessant'anni si mette una maschera con boccaglio con tanto di pinne. Mi chiede, come si fa? e dopo 2 spiegazioni, capisco che ha imparato all'istante. Infatti non riuscivo piu a farlo uscire dall'acqua per il pranzo a base di pesce alla griglia. ci aveva preso gusto.
L'aragosta e bellissimi pesci oggi sono il nostro pasto.
Ri saliamo con la pancia piena sul motoscafo e le canoe e ci dirigiamo in un'altra insenatura dove ci rituffiamo a far snorkeling e a goderci ancora la meraviglia immersa.
Al ritorno siamo talmente soddisfatti che non crediamo sia successa una giornata cosi ma che l'abbiamo solo sognata.
Ma una cassetta intera di filmato è la prova che ciò è accaduto veramente.
Soldi spesi bene, anzi di piu, il viaggio fino a qui è valsa questa escursione. Il giorno dopo, ancora in auto, andiamo in un'altra splendida baia dove stando dal pontile vediamo una testuggine e una grande razza passarci sotto, e l'acqua ancora piatta come l'olio, con temperatura a 29 gradi che invita ad entrarci ad ogni momento.
Quella sera noi offriamo una cena al ristorante al sig Pierantozzi e consorte, i quali accettano molto volentieri. non capita tutti i giorni, ci dicono, che ci siano degli italiani in quest'isola, solo americani e australiani vengono a far turismo e anche un po di giapponesi.
A Giuseppe viene offerto una spremuta di anguria o succo di anguria molto buono, e lui molto interessato, la apprezza, visto che a Cappella di Casalmaggiore lui coltiva proprio le angurie.Mi promette che l'estate seguente me ne offrirà una anche lui. A proposito un breve filmato col telefonino e poi spedito via internet al sig Pierantozzi, di Giuseppe con in mano le sue grandi angurie, ha fatto molto piacere al sig Pierantozzi riceverlo.qualche mese dopo.
Purtroppo la vacanza a Palau sta per concludersi e al piccolo aeroporto di Koror, il solito e unico aereo che viene da queste parti, ancora una volta ci porta via col buio, che sfortuna
ciao ciao