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giovedì 29 agosto 2013

UE: DA SETTEMBRE PROIBITO APPLAUDIRE ALL’ATTERRAGGIO

COLONIA – L’aereo tocca terra e parte il battimani: un’autentica tradizione italiana, un inno all’allegria e all’ottimismo che da sempre ci contraddistingue. Tradizione che adesso sembra però aver le ore...
(foto da www.ansa.it)

UE: DA SETTEMBRE PROIBITO APPLAUDIRE ALL’ATTERRAGGIO

COLONIA – L’aereo tocca terra e parte il battimani: un’autentica tradizione italiana, un inno all’allegria e all’ottimismo che da sempre ci contraddistingue. Tradizione che adesso sembra però aver le ore contate: a partire dal 1° settembre, infatti, con l’entrata in vigore del Nuovo Protocollo per l’Aviazione Civile nei Cieli Europei, firmato giovedì scorso nella sede renana dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA) dai ministri competenti dell’Unione, tra le “prohibenda” in volo si aggiunge anche la avita consuetudine dell’applauso all’atterraggio.
Il testo del Protocollo di Colonia elenca tutta una serie di atti riprovevoli, classificandoli in tre categorie; la più alta di esse, la “fascia rossa”, comporta l’iscrizione del passeggero in una black-list comunitaria che gli precluderà in perpetuo l’accesso ai voli delle compagnie basate nella comunità stessa, più una multa di 500 euro. Ed è proprio in questa fascia che è stato collocato, oltre al fumo di sigari a bordo e all’uso di biancheria pulita oltre le 48 ore prima di quella di imbarco, ciò che i tecnici dell’Agenzia hanno chiamato “touchdown-clapping”. Ultimata la discesa, il vizietto dell’abbonato al Bari-Linate può quindi costare carissimo.
Le reazioni, come prevedibile, sono state fortemente contrastanti. A fronte di una vivace soddisfazione di Karl-Heinz Frentzen, pilota Lufthansa e capo del sindacato europeo di categoria, si registrano parole di fuoco da parte del leader del Sindacato Nazionale Consumatori, Gino “Mustazzone” Pagliulo. “Nessun foglio di carta può cancellare i costumi fondativi della nostra cultura”, afferma Pagliulo, “e se questi signori vorranno la guerra, l’avranno”.
“Il giorno 1° settembre”, prosegue il sindacalista, “riempiremo tutti i voli per Colonia della giornata da tutti gli aeroporti d’Italia, e a partire dal decollo applaudiremo sonoramente fino all’atterraggio, per rivendicare il diritto del cittadino alla libertà di espressione che qualche burocrate dell’aria si illude di poter sopprimere. E provino pure a vietarci i voli: faremo una causa che passerà alla storia”.
Quale che sia l’esito di questo nuovo protocollo, dunque, non ci resta che sederci e attendere. Possibilmente senza applaudire, non si sa mai.

mercoledì 22 maggio 2013

E' morto don Andrea Gallo Addio al 'prete di strada' Napolitano: grande tristezza Paoli: gli altri erano sua vita



Don Andrea Gallo, 84 anni, è morto. Una vita per i poveri. Il cordoglio della politica e del mondo dello spettacolo. Pisapia: "Perdo un amico". Bagnasco: "Abbiamo pregato insieme" Jovanotti: "Ci mancherai amico". Fabio Fazio: "Ci ha insegnato l'amore". Grillo: "Un uomo libero"
Addio a Don Gallo, il prete che combatteva per gli emarginati
Genova, è morto don Gallo

Genova, 22 maggio 2013 -  Don Andrea Gallo, 84 anni, è morto. Lo ha reso noto a Genova il portavoce della Comunità di San Benedetto al Porto, Domenico Chionetti. Si è spento nel suo letto della Comunità da lui fondata assistito da tutta la ‘’grande famiglia’’ di San benedetto al porto. A vegliarlo, tra gli atri, anche i nipoti Paolo e Vittorio. ‘’Il suo cuore ha cessato di battere alle 17:45 - ha detto Chionetti -. Siamo tutti con il cuore gonfio di tristezza’’.
Tantissimi i messaggi d'amore dopo la notizia del decesso:
NAPOLITANO - “Ho appreso con tristezza e rammarico la notizia della scomparsa di Don Andrea Gallo, sacerdote amato per la sua forza spirituale e il suo impegno sui temi della povertà, dell’emarginazione e dell’esclusione sociale”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato alla Comunità di San Benedetto al Porto. Con sentimenti di sincera partecipazione, esprimo ai familiari, alla comunità di San Benedetto al Porto, alla diocesi e alla città di Genova, il mio sentito cordoglio”, ha aggiunto.
BAGNASCO - “Don Andrea Gallo, sono andato a trovarlo alcuni giorni fa in canonica, era stato dimesso dall’ospedale ed era in piedi, abbiamo preso il caffè e pregato insieme un Ave Maria e gli ho dato la benedizione”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco ai giornalisti, a margine dei lavori della Cei. “Era consapevole - ha raccontato l’arcivescovo di Genova - della sua situazione di salute ma molto sereno. Poi la situazione è precipitata fino alla conclusione di oggi”.
DON CIOTTI - “Don Andrea Gallo ha rappresentato, anzi incarnato, la Chiesa che non dimentica la dottrina, ma non permette che diventi piu’ importante dell’attenzione per gli indifesi, per i fragili, per i dimenticati. Mi piace ricordarlo cosi’: come un prete che ha dato un nome a chi non lo aveva o se lo era visto negare”. Ad affermarlo èdon Luigi Ciotti, Presidente Libera e Gruppo Abele. “Il suo dare un nome alle persone nelle strade, nelle carceri, nei luoghi dei bisogni e della fatica - ricorda - e’ andato di pari passo con un chiamare per nome le cose. Andrea non è mai stato reticente, diplomatico, opportunista”.
GRILLO - "Se ne vanno i migliori come don Gallo, un uomo libero e un uomo che era un combattente. Non vorrei essere nei panni di Dio quando arriverà lassù ogni suo sigaro puzzolente’’. Lo ha detto, in un incontro elettorale a Imola, Beppe Grillo, ricordando così il prete genovese, di cui era amico, scomparso oggi.
‘’Sentire le sue messe era meraviglioso: se ne vanno queste persone qui e rimangono quegli altri e non si sa nemmeno il perché", ha aggiunto alludendo alla classe politica, concedendosi poi una battuta: ‘’Andreotti, ad esempio, lo avranno seppellito o insabbiato?’’.

JOVANOTTI - “Ciao Don Andrea Gallo ci mancherai amico”. Lo scrive su twitter Lorenzo Jovanotti.
VENDOLA - “Don Andrea Gallo, bambino di Dio, compagno di viaggio, padre, fratello,amico, ci sarai sempre nei nostri cuori, nelle nostre lotte , nelle nostre utopie”.
Lo scrive su twitter Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà.

PISAPIA - “Oggi è un giorno molto triste, il giorno in cui ho perso un caro amico. Don Andrea Gallo è stato per me un ottimo compagno di tanti viaggi nella vita sociale e culturale del Paese. Una persona su cui ho potuto contare sempre. Un prete che ha saputo parlare ai giovani senza tabù, con estrema semplicità, andando a scavare a fondo nei problemi di questa generazione. Don Gallo mi disse che da Milano sarebbe partito il treno dei diritti. E’ stato proprio così e sono felice che almeno in parte abbia potuto constatare di aver visto giusto, di aver saputo guardare lontano, oltre, come solo lui era capace, senza fermarsi alla superficie. Mi mancherà lui, mi mancheranno i suoi occhi birichini, mi mancheranno le sue battute. Quello di cui però sono orgoglioso è che potrò portare con me i suoi preziosi insegnamenti”. Lo ha detto il Sindaco Giuliano Pisapia.
KYENGE - “Perdiamo una voce indipendente e preziosa, un uomo che con il suo operato ha sempre messo al centro le persone insegnando con azioni dirette, che non esistono emarginati o ultimi ma che la nostra societa’ deve fondarsi sul coraggio delle parole e sull’ascolto reciproco: una tensione verso l’altro che deve essere tradotta in atti di concreta vicinanza”. Così la ministra per l’Integrazione Cecile Kyenge. “Parafrasando le parole di Don Gallo- ha proseguito Kyenge- la cosa piu’ importante e’ che tutti noi si agisca perché i poveri abbiano parola”.
FAZIO - ”Nella pietà che non cede al rancore, Andrea ci ha insegnato l’amore. Il sorriso di don Gallo rimarrà con noi”. Così, su Twitter, citando Fabrizio De André, il comico televisivo Fabio Fazio.
GINO PAOLI - “Don Andrea per me è stata una fortuna. E’ stato uno che davvero ha vissuto per gli altri. E gli altri erano la sua vita. Un grande”: così Gino Paoli ricorda l’amico don Andrea Gallo, con il quale ha avuto modo recentemente di girare per i vicoli di Genova un docu-film uscito in molte sale italiane. Titolo: ‘’Tutta colpa del paradiso”. “Girare per i vicoli con lui e’ stato uno spasso. Non c’era una puttana, un trans o un drogato che non lo conoscesse e, a suo modo, non lo adorasse”.
BERSANI - “Con la scomparsa di Don Gallo perdiamo un uomo che ha vissuto la missione pastorale come condivisione di una radicale umanita’. Una vita trascorsa accanto agli ultimi. Con la stessa passione, e’ stato testimone e difensore dei valori della Costituzione per la quale lui stesso si e’ battuto. Un protagonista della democrazia, un riferimento morale non solo per Genova ma per l’Italia intera”. Con questo parole Pier Luigi Bersani ha ricordato Don Andrea Gallo.
LA VITA DEL PRETE DI STRADA - Genova è in lutto per la scomparsa di Don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al porto, ‘prete di strada’ da sempre al fianco dei più deboli, degli emarginati, degli ‘ultimi’. Nato a Genova il 18 luglio del 1928, il giovane Andrea inizia il noviziato nel 1948 con i salesiani, a Varazze, proseguendo poi a Roma il liceo e gli studi filosofici. Nel 1953 chiede di partire per le missioni e viene mandato in Brasile, ma la dittatura lo costringe a tornare in Italia l’anno successivo. Prosegue gli studi ad Ivrea e viene ordinato sacerdote il 1 luglio 1959.
Nominato cappellano alla nave scuola della Garaventa, riformatorio per minori, cerca di introdurre un metodo educativo basato sulla fiducia e sulla liberta’, lontano dalla repressione fino ad allora persequita. Tre anni dopo i superiori salesiani lo rimuovono dall’incarico, senza fornirgli spiegazioni. Nel 1964 Don Andrea lascia la congregazione, chiedendo di entrare nella diocesi genovese. Viene nominato vice parroco alla chiesa del Carmine, nel centro storico di Genova, dove rimane fino al 1970, anno in cui viene ‘trasferito’ per ordine del Cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo della citta’. Per Don Gallo non si tratta di un semplice avvicendamento tra parroci: la sua predicazione irrita una parte di fedeli e preoccupa i teologi della Curia, a cominciare dallo stesso Cardinale perché, si dice, i suoi contenuti ‘non sono religiosi ma politici, non cristiani ma comunisti’. Don Gallo obbedisce ma l’allontanamento materialmente dalla parrocchia non significa per lui abbandonare quell’impegno che aveva provocato l’atteggiamento repressivo nei suoi confronti: i suoi ultimi incontri con la popolazione, scesa in piazza per esprimergli solidarieta’, sono una decisa riaffermazione di fedelta’ ai suoi ideali ed alla sua battaglia per dare voce ai piu’ poveri e agli emarginati.
Qualche tempo dopo viene accolto dal parroco di S. Benedetto, Don Federico Rebora, e insieme ad un piccolo gruppo, nel 1975 avvia l’attività della Comunità di S. Benedetto al Porto. L’associazione Comunità San Benedetto al Porto verrà costituita con atto notarile il 2 marzo del 1983.

martedì 16 aprile 2013

Presentazione del libro "Gino Doné" partigiano e rivoluzionario.

Informo tutti, che in occasione dall'iniziativa sul libro " Gino Donè", sarà presente Roger Lòpez Garcìa Consigliere Politico dell'Ambasciata di Cuba in Italia ad entrambe le presentazioni.
Hasta la Victoria Siempre.
Roberto.
 



 
Venerdì 19 Aprile 2013
Presentazione del Libro

“Gino Doné l'Italiano del Granma”

con la presenza dell'autrice Katia Sassoni

Volendo narrare i quasi 84 anni di vita di Gino Doné – l’italiano presente sul Granma insieme agli altri 81 che diedero inizio alla Rivoluzione cubana - mi accingo con passi felpati a ripercorrerli, cominciando proprio dalla fine, quando per qualcuno era diventato ormai un mito vivente, una sorta di «Garibaldi» del Novecento.
Era rimasto, invece, un partigiano e un rivoluzionario irriducibile, cui però i giornalisti e i cronisti che lo avevano intervistato non erano mai riusciti a togliere di bocca più di qualche frase, aneddoti, ricordi.
Aneddoti e ricordi che il più delle volte erano stati riferiti in forma scarna, senza tanti particolari; non per mancanza di memoria, ma piuttosto per una sua peculiarità caratteriale, oggi in via di estinzione tra i contemporanei: la modestia, il non-desiderio di apparire.
E la fedeltà all’impegno preso. Ne riparleremo nel corso di questo racconto, in cui interverranno sia i fatti straordinari che hanno contrassegnato la vita di Gino, sia alcune delle persone che lo hanno conosciuto dopo il suo ritorno, in giro per l’Italia o nella sua amata terra veneta.
                                                                                                                                                                                            Katia Sassoni


ore 18,00  Libreria “Tra Le Righe”, Via Corsica, 8 – Pisa.


ore 21.30  Bar “Bar Rito”, Corso Matteotti – Pontedera.
 (prima della presentazione sarà possibile degustare l'apericena preparata dal Bar)
          
                                                                                                                                                           
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Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Circolo "Camilo Cienfuegos" di Pisa.



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Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Circolo "Camilo Cienfuegos" di Pisa.

lunedì 10 dicembre 2012

E' morto Riccardo Schicchi, il re del porno.


Dopo una lunga malattia, aveva 60 anni. Eva Henger accanto a lui fino alla fine



Addio al re del porno, Riccardo Schicchi è morto a 60 anni dopo una lunga malattia, si è spento all'ospedale Fatebenefratelli di Roma dove già negli ultimi mesi era stato ricoverato per complicanze dovute al diabete mellito di cui soffriva da anni.
A stargli vicino fino alla fine l'ex moglie Eva Henger, sempre rimasta in buoni rapporti con il produttore, nonostante si fossero lasciati da tempo. Commosso il ricordo di Rocco Siffredi: "E' stato un padre per me, gli devo tutto - ha dichiarato il pornodivo dopo aver appreso la notizia - per l'Italia della pornografia questo e' un grave lutto. Non c'e' stato nessuno come lui che ha creduto così tanto al made in Italy pornografico. Sono nato con lui, nell'agenzia Diva Futura. Avevo 20 anni quando mi scelse: sono stato l'unico uomo tra tutte le sue donne".
Schicchi, nato ad Augusta, in Sicilia nel 1952 iniziò lavorando come fotografo per Epoca, poi divenne produttore, sceneggiatore e regista. E' considerato il talent scout delle più famose pornostar, come Ilona Staller, proprio da lui battezzata "Cicciolina" e Moana Pozzi. Negli anni '70 nacque la sua Diva Futura e tra le prime stelle ingaggiate ci fu proprio la Staller. Schicchi fondò anche il Partito dell'Amore; con la Henger, diventata poi sua moglie, ha avuto due figli.
"Era una persona piena di vita, ora sono convinta che sia in cielo con Moana Pozzi" ha commentato Ilona Staller: "Lui chiamava tutte amore, erano tutte come sue figlie.

Nel 1975 abbiamo fatto la nostra prima e esperienza in radio, anche se il nome Cicciolina l'ho inventato io, non Schicchi, comunque insieme abbiamo aperto una nuova era di libertà sessuale. Siamo stati insieme dal '75 all' '88, tanto che il mio ex marito mi disse: come puoi sposarti con me dopo tanto tempo con Schicchi? Ricordo nel 1975 - ha proseguito la Staller - eravamo due ragazzi senza una lira, scoprimmo una vasca etrusca piena di acqua calda, dalle parti della Cassia, andavamo a fare dei bagni meravigliosi, e lì sono nate tante idee anche per delle foto con gli animali. Fui io la prima a soccorrere Riccardo quando tanti anni fa ebbe la prima crisi per il diabete - ha svelato Cicciolina - l'avevo sentito poco tempo fa, mi aveva chiamato, era lucido. Poi l'ho visto cinque giorni fa in ospedale e ho capito che non c'era più niente da fare. Ora sono convinta che si trova in cielo con Moana".

mercoledì 9 novembre 2011

Economia crisi : Per gli inglesi non ce la faremo: “Siete oltre il punto di non ritorno”


LONDRA – Secondo gli inglesi l’Italia non uscirà dalla crisi. Per la banca Barclays “l’Italia è matematicamente oltre il punto di non ritorno”. Secondo un commentatore del Telegraph “per l’Italia è game over“.

La Barclays Capital ha fatto il punto sull’economia italiana, in un report firmato da Piero Ghezzi e Michael Gavin, capi del dipartimento di ricerca economica della banca inglese: ”Il vero pericolo per le economie europea e mondiale non è la Grecia, ma l’Italia. I livelli di debito sono diventati insostenibili. Le riforme sono necessarie per infondere fiducia nella capacità italiana di ricevere credito. Eppure, la storia ci insegna che le dinamiche negative che minacciano l’Italia sono in una spirale che è molto difficile interrompere”.

La falsariga è la stessa di un post comparso su Twitter nelle stesse ore. Jeremy Warner, commentatore del Telegraph, ha analizza il tutto con un tweet laconico: “Italy, game over”. I precedenti, in effetti, sono contro l’Italia. Quando Irlanda, Portogallo e Grecia in passato hanno superato la soglia del 7% hanno poi avuto bisogno dell’aiuto della comunità internazionale. Warner conclude: “Il Fondo Monetario Internazionale interverrà prima della fine dell’anno”.

Secondo gli analisti inglesi, a questo punto qualunque riforma, “per quanto necessaria, ben congegnata ed efficace, non potrà mai salvare il Paese dalla crisi di fiducia innescata nei mercati”. Il 5,5% di rendimento per i titoli di stato è la soglia oltre al quale “the game is over”.

Nella giornata di mercoledì i Btp italiani vengono scambiati con un rendimento del 7,5% e “gli investitori non hanno la pazienza di aspettare che l’austerità, o le misure per la crescita, abbiano effetto. Gli attacchi speculativi contro i paesi come l’Italia sono incommensurabilmente più forti di qualunque effetto positivo possa scaturire da pacchetti di riforme che tutti percepiscono come ben lungi dall’essere approvati”.

Il report Barclays quindi prosegue: “Il fondo salva-stati è un passo nella direzione giusta, ma non basta. Non è una rete sufficiente per proteggere l’Italia dal contagio, e dal cortocircuito finanziario che può travolgere i tentativi di riforma e rilancio dell’economia. I governi stranieri e il Fondo Monetario possono garantire soldi ma non credito. Non riusciamo a vedere altra alternativa: la Banca Centrale Europea deve diventare il prestatore di ultima istanza dei governi europei”.

martedì 8 novembre 2011

Ambiente Italiani, vi piace “smartphonare”? Beccatevi 20 mila nuove antenne

tecnologia 4g = invasione di antenne

foto Lapresse

ROMA – Italiani, vi piace navigare col telefonino? E allora dovrete beccarvi un’invasione di antenne. Grazie a una decisione del governo Berlusconi inserita nel decreto sviluppo da poco approvato, sono stati alzati fino al 70 i limiti per gli impianti di telefonia mobile, modificando la legge sull’elettromagnetismo.

Una variazione che sembra venire incontro soprattutto alle esigenze delle compagnie telefoniche, che hanno bisogno di utilizzare la tecnologia 4G. Di cosa si tratta? E’ una sorta di “banda larga” senza fili, evoluzione della 3G sulla quale si appoggiano quasi tutti gli smartphone in circolazione. La 4G, grazie alle nuove antenne Lte (Long term evolution) dovrebbe velocizzare la connessione internet sul cellulare. In ballo ci sono investimenti per 4,5 miliardi, 1,5 a testa, da parte di Tim, Vodafone e Wind.

Investimenti che sarebbero andati a sbattere contro la legge sulle emissioni elettromagnetiche, che in Italia è una delle più severe al mondo con il suo limite di 6 volt per metro quadro (la media europea è 40). Con la modifica decisa dal governo, il limite sarà calcolato solo all’interno degli edifici e il campione misurato non saranno i sei minuti di potenza massima, com’è stato finora, ma una media giornaliera complessiva. Cosa succederà? Che essendo molto ridotte le emissioni di notte, saranno molto più alti i valori di giorno, e senza sforare i limiti.

Le associazioni protestano. I presidenti di tutte le Arpa (Agenzie regionali per l’ambiente) e l’Ispra (l’Istituto superiore per la ricerca ambientale) con hanno scritto nei giorni scorsi al governo Berlusconi. ”Così – spiega Giorgio Assennato, presidente dell’Assoarpa – i limiti non saranno applicati su tutte le aree di pertinenza esterne delle abitazioni, come i balconi, terrazzi, giardini e cortili”. Nel giro di due anni potrebbero spuntare 15-20 mila nuove antenne. Le stesse Arpa hanno calcolato che i valori saranno aumentati del 30 per cento per gli impianti radio-tv e del 70 per gli impianti di telefonia mobile.

Vi è piaciuto l’iPhone? Allora sarete più esposti alle radiazioni cancerogene. Odiate le antenne? Allora dovrete tornare al telefono a gettone.

Aeroporto di Pisa, passeggeri in crescita ad ottobre


Sat, la società che gestisce l'aeroporto di Pisa, segna una nuova crescita del traffico passeggeri, chiudendo il mese di ottobre 2011 con un incremento dell'8% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, per un totale di 438.253 passeggeri. Con riferimento all'andamento progressivo annuale, si legge nella nota diffusa da Sat, nel mese di ottobre si è registrato il superamento dei 4 milioni di passeggeri, per un totale di 4.007.153 passeggeri transitati nel periodo 1° gennaio 2011 - 31 ottobre 2011, corrispondenti a una crescita dell’11,0% rispetto allo stesso periodo del 2010. Nel periodo gennaio-settembre 2011, secondo i dati Assaeroporti al momento disponibili, l'aeroporto Galilei di Pisa mantiene un tasso di crescita (+11,4%) decisamente superiore a quello della media nazionale (+7,6%).

venerdì 4 novembre 2011

Genova maltempo : Allarme a Genova Bisagno al limite, morti e dispersi

Violento nubifragio si abbatte sulla città. Protezione Civile convoca comitato operativo

04 novembre, 15:56
Allarme a Genova Bisagno al limite

GENOVA - Sono quattro i morti accertati per l'alluvione che ha colpito Genova. Lo ha constatato un cronista dell'ANSA presente in via Ferreggiano, dove sono stati recuperatI i corpi.

Potrebbero essere due donne e due bambini.

GABRIELLI CONVOCA COMITATO OPERATIVO P. CIVILE - Il capo del Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli ha convocato per le 17 di oggi il comitato operativo della Protezione civile per seguire l'evolversi della situazione del maltempo che ha colpito il nord-ovest dell'Italia e in particolare la Liguria.

GENOVA; VOCI DI ALCUNI DISPERSI NELL'ALLUVIONE - Ci sarebbero anche alcuni dispersi nell'alluvione che in queste ore sta colpendo Genova. Secondo voci non confermate da fonti ufficiali, tra i dispersi ci sarebbe una ragazzina di 15 anni.

GENOVA; SUPERSTITE ESTRATTO DA AUTO PER MIRACOLO - "Non so come ho fatto a salvarmi, ringrazio due ragazzi che hanno sfondato il parabrezza e mi hanno aiutato a uscire". Giovanni De Pellegrini, ex linotipista del quotidiano 'Il Lavoro' di Genova è salvo per miracolo, scampato all'onda di piena che ha invaso il sottopasso di via Canevari, a fianco della stazione Brignole, a Genova. "Avevo appena imboccato il tunnel verso monte. Fatti pochi metri l'auto si è bloccata nell'acqua. Non riuscivo più a uscire. Due ragazzi con un crick hanno sfondato il mio parabrezza e mi hanno fatto uscire". Pochi attimi dopo la piena ha scaraventato la sua Honda fuori dal tunnel decine di metri più a valle, dove sono ammassate altre auto portate dal Bisagno esondato.

GENOVA; PROTEZIONE CIVILE, LASCIARE ZONE BISAGNO - Sembra scongiurata, almeno per ora, l'onda di piena del Bisagno, il torrente esondato questa mattina a Genova. Lo comunica la protezione civile regionale, che lancia un appello: "tutti quelli che si trovano nell'area del Bisagno si allontanino". La protezione civile invita inoltre a "chiudere tutte le attività" e consiglia a chi non può allontanarsi di "trovare riparo ai primi piani delle abitazioni".

GENOVA; STRAPPATA CONDUTTURA GAS - La furia dell'acqua straripata in via Ferreggiano, a Genova, ha strappato la conduttura del gas che correva interrata lungo l'omonimo torrente. Nella zona si avverte un forte odore di gas.

GENOVA; CHIUSA STAZIONE FERROVIARIA BRIGNOLE - Ferrovie dello Stato, su richiesta della Prefettura di Genova, ha chiuso la stazione allagata di Genova Brignole. I viaggiatori che si trovavano nella stazione sono stati trasferiti con un treno speciale alla stazione di Genova Principe da dove potranno proseguire i loro viaggi. Tutte le linee sono aperte, anche se si registrano ritardi e limitazioni. Il tratto tra Brignole e Quarto, chiuso alle 12.50, é stato riaperto cinquanta minuti dopo su un solo binario.

GENOVA; PROTEZIONE CIVILE, DOMANI SCUOLE CHIUSE - Scuole chiuse domani a Genova. Lo comunica il Comitato di Protezione civile del Comune, riunito i seduta permanente al 10° piano del Matitone. Il provvedimento riguarda le scuole di ogni ordine e grado.

GENOVA; PROTEZIONE CIVILE, SALIRE A PIANI ALTI CASE - Il Comitato di Protezione civile del Comune di Genova, riunito in seduta permanente, raccomanda ai cittadini "di salire ai piani alti" delle abitazioni per fuggire alla furia dell'alluvione che sta colpendo il capoluogo ligure.

AUTOSTRADE, SCONSIGLIATO VIAGGIARE VERSO GENOVA - Autostrade per l'Italia sconsiglia di mettersi in viaggio verso la Liguria e, in particolare verso Genova. E' quanto afferma la società in una nota. Intanto, è stato riaperto, intorno alle 14:50 il tratto dell' A12 Genova-Sestri Levante compreso tra l'allacciamento con l'A7 e Genova Nervi in entrambe le direzioni. Era stato chiuso per allagamenti a causa delle forti precipitazioni che stanno interessando il Nord-Ovest del Paese. Inoltre, sempre nell'area genovese, si segnala la chiusura in A7 della stazione di Ronco Scrivia, sia in entrata sia in uscita verso Milano e in A12 della stazione di Genova Est in uscita in entrambe le direzioni.

GABRIELLI, IMPATTO PIOGGIA NON CESSERA' A BREVE - L'impatto della nuova pioggia in Lunigiana "non cesserà a breve". Lo ha detto Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione Civile, a margine di un convegno a Firenze sull'alluvione del 1966. "La situazione - ha spiegato - è quella purtroppo prevista: una pioggia battente che andrà sempre più a insistere nelle prossime ore, tant'é che in alcune realtà noi cominciamo a prevedere situazioni di maggiore criticità tra le 6 e le 12 ore. Andremo a verificare l'impatto, che però non sarà un impatto che cesserà a breve. Nessuno ha la palla di vetro, quello a che sarà la risposta del territorio la scopriremo nelle prossime ore". Secondo Gabrielli "da un punto di vista dell'intensità i modelli davano una particolare intensità sulla Liguria centrale e di Ponente, e il Piemonte. I modelli erano molto più attenuati sulla Liguria di Levante, ma la criticità è elevata anche da quella parte, perché stiamo parlando di un territorio particolarmente violato".

LUNIGIANA: PIOGGIA LEGGERA, MA PRONTI A EMERGENZA - Prime piogge, ma leggere, nelle ultime ore in Lunigiana dove tutto è pronto per fronteggiare la nuova ondata di maltempo che potrebbe abbattersi sulla zona già colpita dall'alluvione del 25 ottobre. Le piogge, secondo le previsioni meteo, potrebbero intensificarsi tra il pomeriggio e la sera di oggi e durare per l'intera giornata di domani. L'unità di crisi che da Aulla segue l'evolversi della situazione è attiva 24 ore su 24 e si lavora anche alla messa in sicurezza di quanto è stato fatto finore per il ripristino di emergenza di alcune strade. Pronto anche un sistema di collegamento con ponti radio tra i comuni della zona nel caso si verificasse un black out nelle comunicazioni come accaduto dieci giorni fa.

ALLAGATO QUARTIERE FOCE - Il quartiere Foce di Genova, quello che si trova nella parte bassa della città dove scorre il torrente Bisagno, è allagato. A centinaia i negozi inondati dall'acqua, a decine gli interventi dei vigili del fuoco per soccorrere persone in difficoltà. A Genova è emergenza piena

CHIUSA AUTOSTRADA A12 TRA A7 E NERVI - Il nubifragio che si sta abbattendo da metà mattina su Genova e dintorni ha costretto Autostrade per l'Italia a chiudere il tratto dell'A12 Genova-Sestri Levante, tra l'allacciamento con l'A7 e Genova Nervi, in direzione di Livorno, e in direzione opposta tra Genova Est e Genova Nervi. Per il traffico proveniente da Genova e diretto verso Sud, consiglia Autostrade per l'Italia, si consiglia come alternativa di percorrere l'A7 in direzione Nord, prendere l'A21 verso Piacenza e immettersi in A1 verso Sud. Agli utenti provenienti da Sud e diretti verso Genova si consiglia il percorso inverso (A1, A21, A7). Autostrade per l'Italia invita inoltre gli automobilisti a mantenersi costantemente informati sulle condizioni di viabilità e prestare massima attenzione alla guida rispettando i limiti di velocità e garantendo un'adeguata distanza di sicurezza.

REGIONE INVITA A NON USARE AUTO - "Bisogna che si eviti di andare vicino ai ponti o ai torrenti, di dormire ai primi piani e in zone che possono essere facilmente inondabili". E' l'appello dell'assessore alla Protezione civile della Regione Liguria, Renata Briano, che invita i cittadini "a mettersi sicurezza, in caso di pericolo, andando verso l'alto" e di "evitare il più possibile di girare con la macchina, se non per motivi di stretta necessità"

TORRENTI ESCONO DAGLI ARGINI - A Genova oltre al Bisagnom è esondato il torrente Ferreggiano. Il Bisagno è uscito all'altezza di piazzale Adriatico, e ha provocato danni al cantiere di via Brigate partigiane. Allagata la zona antistante la Questura. Il Ferraggiano è uscito all'altezza di via Monticelli, una strada in discesa divenuta un torrente in piena. Il Comitato di protezione Civile del Comune è riunito in seduta permanente.

“Ho la sclerosi multipla ma grazie alla cannabis cammino di nuovo”

Foto LaPresse

CASARANO (LECCE) - ”Sono Lucia, ho 30 anni e la sclerosi multipla. Stavo su una sedia a rotelle, ora grazie alla cannabis posso camminare”. La testimonianza è quella di una ragazza curata nel centro ospedaliero di Casarano, dove da circa due mesi la Regione Puglia sperimenta gratuitamente il trattamento a base di marijuana. Nella lettera la giovane si definisce, “una dei cinque fortunati pazienti” cha hanno avviato il trattamento e descrive i “miglioramenti evidenti ed eclatanti nell’andatura, nei tremori, nei dolori, negli spasmi muscolari, nella rigidità, nell’appetito, nell’umore e nel miglioramento totale della qualità di vita”. Lucia scrive per far conoscere la sua storia e per ringraziare chi si è battuto per garantire e donare ai malati “libertà di cura”.

Questa la lettera:

“Voglio dare la mia testimonianza di paziente affetta da una malattia gravemente invalidante, trentenne, nel pieno della vita… che ha trovato finalmente un sollievo alle sue sofferenze grazie al Centro SM di Casarano e all’enorme lavoro svolto da tutta l’equipe dei dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi. Conosco perfettamente l’iter burocratico che bisogna affrontare affinché questo farmaco possa giungere ai pazienti che attendono per mesi e mesi, in preda ai dolori e a sofferenze inimmaginabili. Un percorso esageratamente impervio, sia per i malati che per i medici -scrive Lucia- Sarebbe fantastico informare tutti coloro che potrebbero usufruire di questo farmaco e soprattutto fare in modo che i centri come quello di Casarano abbiano più riflettori puntati addosso in modo da far emergere tutte le ottime attività che vengono svolte quotidianamente in favore dei pazienti affetti da questa e altre serie malattie. Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa battaglia. Ci hanno donato la “libertà di cura”… e scusate se è poco”.

La delibera della giunta regionale pugliese firmata a febbraio dall’assessore alla salute Tommaso Fiore autorizza l’erogazione dei cannabinoidi a scopo terapeutico a carico del servizio sanitario regionale, uno degli ultimi atti voluti da Nichi Vendola. In realtà il provvedimento si limita a recepire un decreto ministeriale del 2007, ma costituisce uno dei testi più avanzati in tutta Italia sull’utilizzo clinico della cannabis. Come la Puglia solo la fa la stessa cosa Toscana.

Tra le patologie ammesse alla cura e al rimborso ci sono spasticità secondaria a malattie neurologiche, nausea e vomito non sufficientemente controllati indotte da chemioterapia o radioterapia, dolore cronico neuropatico non risponde ai farmaci disponibili. Le regole da rispettare per ottenere la marijuana sono dettagliate: a prescrivere i medicinali devono essere specialisti in neurologia, oncologia e preposti al trattamento della terapia del dolore cronico e acuto dipendenti di strutture sanitarie pubbliche. Per la fase iniziale della somministrazione il paziente deve essere sottoposto a regime di ricovero, day hospital, percorso ambulatoriale o regime di assistenza domiciliare integrata.

lunedì 24 ottobre 2011

Bernina Express: sconti d'inverno

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Amanti delle Alpi e della neve armatevi di tuta da sci e scarponcini, dal 24 ottobre al 4 dicembre il famoso Trenino rosso della Ferrovia Retica propone un’offerta imperdibile, con il solo biglietto di andata è possibile effettuare anche il ritorno. L’offerta è valida per la tratta Tirano-St.Moritz e per i viaggi effettuati sul Bernina Express, il treno con le carrozze panoramiche, per il quale però è necessario pagare un piccolo supplemento. Proprio lo scorso anno la linea del Bernina ha celebrato "i suoi primi" 100 anni.

(GUARDA LA FOTOGALLERY DEL TRENINO ROSSO DEL BERNINA)


Il trenino effettua un percorso che va da Tirano, in Valtellina, fino a Sankt-Moritz, nell'Alta Engadina, per un viaggio che dura circa 4 ore. Nel 2008 il percorso è stato inserito nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Il costo del biglietto è pari a 24 euro, mentre il supplemento per il Bernina è di 7,50 euro. I bambini fino a 6 anni viaggiano gratis, mentre per i ragazzi dai 6 ai 16 anni c’è uno sconto del 50%. Un viaggio che vale sicuramente il costo del biglietto, e a maggior ragione questa è un’occasione da prendere al volo. Uno spettacolo della natura da ammirare in viaggio, lungo un itinerario che è una meravigliosa esperienza, soprattutto in inverno con le montagne innevate.

giovedì 29 settembre 2011

Ryanair : Una passeggera denuncia Ryanair: sovrattassa perchè obesa

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Acquista on-line un biglietto Ryanair Parigi-Roma e, arrivata al check-in dell'aeroporto Beauvais, l'hostess la guarda e sentenzia: "Se vuole tornare a casa, deve pagare un sovrapprezzo". La ragione? La figura non proprio filiforme della viaggiatrice: 120kg. "Non e' stata fatta pesare per carita' di Dio", spiega l'avvocato, Cesare Galloni, "ma si figuri l'imbarazzo: era una giornata di forte traffico e c'e' stato anche un momento di ilarita' generale". E' accaduto a Rita Calzona il 20 settembre, di rientro da una settimana nella capitale francese; e adesso la signora promette battaglia: si e' gia' rivolta ad uno studio legale e i suoi avvocati, oltre a Galloni e Anna Orecchioni, esigono la restituzione del costo del biglietto e il risarcimento del danno all'immagine. "Se mi sono imbarazzata?

Mi sono soprattutto arrabbiata e risentita: ho sempre viaggiato molto e non mi era mai accaduto. E' anche vero che, negli anni, qualche chilo in piu' l'ho preso, ma non e' bello sentirsi dire una cosa del genere davanti a tutti. Se e' una regola della compagnia, per carita', ma e' giusto che i viaggiatori siano informati nelle norme contrattuali. Gia' adesso in Usa la compagnia fa pagare un doppio biglietto a chi e' in sovrappeso, ma non mi era mai capitato di sentire una cosa del genere in Europa".

Una volta in volo, la signora ha viaggiato completamente isolata: e' stata fatta sedere accanto a un sedile vuoto (in effetti ne aveva diritto, visto che aveva altri 150 euro, l'equivalente quasi di un secondo biglietto); e, per uno sventurato caso, anche il terzo sedile accanto a lei era vuoto. Sulla restituzione del denaro, Galloni non ha dubbi: "A livello giuridico, non ci saranno problemi: quando si acquista un biglietto on-line si ha diritto a viaggiare alle condizioni per le quali si e' pagato. La sovrattassa sul peso non e' indicata da nessuna parte nelle condizioni generali del contratto: Se si tratta di una nuova poltica gestionale della compagnia (ma non mi risulta che nessuna compagnia in Europa la applichi), dovrebbero pubblicizzarla o quanto meno scriverlo nelle condizioni generali di contratto. E poi vogliamo anche il risarcimento dei danni morali...".

giovedì 22 settembre 2011

Ryanair e Autostradale, servizio transfer da Pisa a Firenze


Ryanair ha stretto un accordo in esclusiva con Autostradale grazie al quale i passeggeri Ryanair potranno usufruire del transfer in pullman dall’aeroporto di Pisa a prezzi vantaggiosi. Il servizio di Autostradale collegherà la base Ryanair di Pisa al centro di Firenze ‬con‭ ‬34‭ ‬corse giornaliere e tariffe a partire da 9,50 euro. I biglietti per il nuovo servizio sono‭ ‬acquistabili su‭ www.ryanair.com‭‬,‭ ‬su‭ ‬www.airportbusexpress.it‭ ‬e a bordo dei voli Ryanair da e per Pisa.‭ ‬Nei prossimi mesi Ryanair e Autostradale offriranno ulteriori transfer da altri aeroporti italiani serviti da Ryanair.

martedì 13 settembre 2011

Air One collega Pisa alla Repubblica Ceca

Air One collega Pisa alla Repubblica Ceca Da domani la Toscana sarà collegata per la prima volta alla Repubblica Ceca con voli diretti grazie ad Air One, la Compagnia del Gruppo Alitalia che offre collegamenti a prezzi estremamente competitivi con un servizio di qualità. I nuovi voli, operati con aerei Airbus A320, sono stati presentati oggi all'aeroporto Galilei di Pisa dal presidente di Sat, Costantino Cavallaro, dall'amministratore delegato e direttore Generale di Sat, Gina Giani, e dal Direttore di Air One Smart Carrier, Lorenzo Caporaletti. Per il nuovo collegamento con Pisa, che sarà operativo tre volte alla settimana nei giorni di martedì, giovedì e sabato, Air One offre biglietti a partire da 51 euro a tratta, tutto incluso. I biglietti sono in vendita sul sito Internet www.flyairone.com, telefonando al Call Center Air One al numero 892.444, oppure presso le biglietterie Air One in aeroporto e presso tutte le agenzie di viaggio.

giovedì 8 settembre 2011

Berlusconi e le 1732 telefonate alle ragazze del bunga bunga



ROMA – Da Nicole Minetti a Barbara Faggioli, passando per le gemelle De Vivo e Miriam Loddo. Quindi anche qualche voce maschile, come quella di Emilio Fede o di “Gianpi” Tarantini. In totale fanno 1732 telefonate in poco più di cinque mesi, oltre dieci al giorno. I numeri, pubblicati dal Fatto Quotidiano, riguardano le conversazioni tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e le ragazze del presunto Bunga Bunga di Arcore.

A fare i conti, però, non è stato il quotidiano ma gli avvocati dello stesso Berlusconi. Niccolò Ghedini e Pietro Longo hanno infatti dedicato la giornata di mercoledì 7 settembre a spiegare che le intercettazioni sul cosiddetto caso Ruby sono “inutilizzabili”. Il perché, dal loro punto di vista, è presto detto: “Analizzando il traffico sulle utenze di alcuni coindagati e delle signore che hanno partecipato alle cene/serate presso le dimore del presidente Berlusconi – scrivono Ghedini e Longo – ha avuto modo di verificare (l’ingegnere Claudio Alati che ha fatto l’analisi dei tabulati, ndr), che nel ristretto periodo in cui tali intercettazioni sono avvenute (31 luglio 2010-15 gennaio 2011) in ben 1.732 casi sono state intercettate indirettamente utenze riferibili al presidente Berlusconi”.

La tesi degli avvocati è ovviamente la tesi dello stesso Berlusconi che, sempre il 7 settembre, ha preso carta e penna per chiedere al parlamento di valutare “l’inutilizzabilità delle intercettazioni – perché – disposte in palese violazione dell’articolo 68 della Costituzione”.

Paola Zanca, sul Fatto, valuta tutto in modo decisamente diverso. A suo giudizio, infatti, i dati raccolti da Alati “non fanno altro che confermare l’ossessione del premier per le amiche del bunga bunga”. Il Fatto racconta di un ”premier pronto a dileguarsi da qualsiasi impegno istituzionale pur di fare nuovi incontri. Come seguire i risultati delle elezioni americane: mentre Obama fa il suo ingresso alla Casa Bianca, lui è a Palazzo Grazioli con Patrizia D’Addario e di bianco ha solo l’accappatoio d’ordinanza. O come i funerali di Alessandro Romani, paracadutista della Folgore morto in Afghanistan. Quel 19 settembre di un anno fa, Berlusconi non scende a Roma per omaggiarlo, resta ad Arcore: “Ho sentito adesso the boss of the boss”, dice Nicole Minetti a un’amica “da briffare”: stasera bunga bunga”.

Studentesse: 6 su 10 la darebbero pur di ottenere i risultati migliori



MILANO – Freschi di maturità e per nulla sprovveduti, con il sogno di laurearsi bene e in fretta e disposti a tutto pur di realizzarlo. Soprattutto per quanto riguarda le ragazze: 6 su 10 non rinuncerebbero a prestare favori sessuali al potente di turno per ottenere un numero di matricola nella facoltà desiderata. Ecco come appaiono i neodiplomati d’Italia, secondo i risultati dell’indagine condotta da UniversiNet.it, portale e social network dell’informazione universitaria che ogni anno accoglie più di 450mila giovani alla ricerca di consigli e dritte per superare brillantemente i temuti test d’ingresso delle facoltà a numero chiuso, ormai sempre più numerose.

Studiare? Non basta. Una formula semplicistica potrebbe racchiudere facilmente la tendenza registrata dall’inchiesta di UniversiNet. Al questionario proposto sul sito hanno risposto 16.128 studenti. “Secondo te è più importante studiare o trovare una raccomandazione per i test di ammissione?”, dice la prima domanda. Soltanto il 13 per cento degli intervistati ha risposto scegliendo la prima opzione, in linea con la tendenza del 2010, quando 12 giovani su 100 si erano affidati alla “tradizionale” preparazione sui libri.

Raccomandazioni e dintorni. Sfaccettato invece l’universo di chi pensa che scegliere vie alternative allo studio possa condurre più facilmente all’obbiettivo sperato. Se per l’86 per cento del campione è prioritario cercarsi una raccomandazione, non tutti però la pensano allo stesso modo: su 100 giovani, 35 puntano sulle relazioni sessuali, 15 su parenti che ricoprano cariche accademiche, 12 sui politici; seguono quelli che vorrebbero essere “segnalati” da vescovi o cardinali (13), da parenti o genitori professionisti (13), da chi gestisce centri di preparazione ai test (5); il 7 per cento ha risposto “altro”.

Il mezzo più sicuro? Non c’è dubbio: i ragazzi puntano sul sesso, e il dato è in crescita rispetto allo scorso anno. Per ottenere una raccomandazione bisogna dare qualcosa in cambio: il 48 per cento degli intervistati sarebbe disposto a prestare il proprio corpo, e il dato sale al 57 per cento se si considerano soltanto le donne, mentre scende al 39 per gli uomini. I numeri appaiono ancora più evidenti guardando al 2010, quando il dato femminile era pari al 45 per cento e quello maschile addirittura al 14. Considerata la più facile oltre che la più efficace, la “scorciatoia” sessuale batte tutte le altre: i giovani si fidano poco persino dei politici, precipitati dal 18 al 12 per cento delle preferenze degli aspiranti raccomandati.

lunedì 29 agosto 2011

Sat, utile a +87,1% per l'aeroporto di Pisa



Il cda della Sat, la società che l'aeroporto di Pisa, ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2011, che registra un utile netto di un milione di euro (+87,1% rispetto al 30 giugno 2010). I ricavi totali hanno raggiunto i 32,3 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto ai 31,1 milioni di euro al 30 giugno 2010; l'ebitda è salita a 4,9 milioni di euro, +29,4%. Tali variazioni risultano ancora più significative dal momento che dimostrano che l'incremento dei costi di struttura per effetto del maggior traffico passeggeri registrato nel semestre è stato più che controbilanciato dalla corrispondente crescita dei ricavi operativi. Nei primi sei mesi dell'anno il numero dei passeggeri movimentati dallo scalo pisano è aumentato del 13,7%.

mercoledì 17 agosto 2011

Ex parà fermata con l’eroina: “Cominciai in Afghanistan coi commilitoni”

GENOVA – Fermata e arrestata con 35 grammi di eroina purissima, ha poi rivelato al giudice che l’ha processata: “Ho iniziato a farmi quando ero in Afghanistan”. La protagonista della storia, narrata da Marco Grasso e Matteo Indice sul Secolo XIX, è Alessandra Gabrieli, un’ex paracadutista che era stata impegnata nella missione di pace italiana nel Paese asiatico.

Alessandra, raccontano i due giornalisti del Secolo XIX, è stata fermata a Sampierdarena con una quantità di eroina che sarebbe stata equivalente a circa 400 dosi. Portata davanti al giudice e processata per direttissima, la ragazza, di 28 anni, ha candidamente detto: “Mi hanno iniziato all’eroina alcuni militari della missione Isaf (International Security Assistance Force, ndr), di ritorno dall’Afghanistan”.

Poi la Gabrieli si è inoltrata nei dettagli della storia: “È successo nel 2007 ed eravamo nella caserma della Folgore a Livorno. Ritengo che quello stupefacente, molto probabilmente, venisse portato direttamente dall’Asia”.

Stando a quanto scrive Andrea Pasqualetto sul Corriere della Sera, potrebbe essere stata proprio la dipendenza dall’eroina la causa dell’abbandono dell’esercito da parte di Alessandra. Nel tunnel della tossicodipendenza, secondo la ex parà, sarebbero entrati anche altri suoi ex commilitoni.

Estate 2011: sigarette bandite dalle spiagge


MILANO – L’estate del 2011, oltre che per il crollo delle Borse, sarà ricordata anche per l’inasprimento della lotta contro il fumo nelle spiagge. Da Nord a Sud, isole comprese, l’ultima frontiera dei già numerosi divieti è infatti quello delle “bionde”. Un veto che aggiunge anche una parte dei nostri litorali alla lunga lista di luoghi in cui non è permesso accendersi una sigaretta.

Ordinanze molto restrittive, come quella di San Michele al Tagliamento per la spiaggia veneta di Bibione, diventata off limits per gli amanti della nicotina. Un’iniziativa che ha sollevato un vespaio di polemiche, ma che non costituisce un caso isolato. Già nel luglio 2005 il sindaco del comune sardo di Cabras, sul cui territorio sorge la spiaggia di Is Arutas, decretò il divieto assoluto di fumo in spiaggia nei mesi di alta stagione. Veto sanzionato a caro prezzo (oltre 300 euro di multa) ma sostanzialmente inapplicato e, a soli sei anni di distanza, ricordato dagli abitanti e dalla stampa locale come un semplice provvedimento folkloristico.

Tra rimostranze ed esperimenti (a Napoli qualche anno fa è stato vietato il fumo nei parchi e nelle aree pubbliche), la strada sembra comunque tracciata. Da quest’anno nel villaggio vacanze Touring di Marina di Camerota, in Campania, è stata aperta la prima spiaggia smoke free. Ai fumatori è dedicata un’apposita area, più ristretta ed isolata. «Considerato che – spiega il responsabile villaggi del Touring Club Italiano, Agostino Moretti – tra le nostre strutture quella campana è quella più adatta alle famiglie e, quindi, ai bambini, non abbiamo fatto che raccogliere quella che nell’estate del 2010 era stata una delle lamentele più diffuse. Abbiamo ragionato e ci siamo detti “Facciamo una scelta estrema”». Che sembra funzionare, prosegue Moretti: «Anche i fumatori hanno gradito l’iniziativa, il fumo passivo non piace nemmeno a loro, in fondo».

Così come non piacciono a nessuno le lunghe distese di sabbia bianca disseminate di cicche. Uno dei rifiuti solidi più inquinanti perché di difficile smaltimento. «Noi crediamo – spiega Carmen Di Penta, dell’associazione Marevivo – che il problema sia dettato non tanto dal fumo ma dall’inquinamento provocato da fumatori incauti o maleducati che abbandonano i mozziconi. I danni che causa questo comportamento sono incalcolabili”. Anche per questo nel 2011 è stata riproposta la campagna “Ma il mare non vale una cicca?”, con distribuzione di posaceneri portatili ai bagnanti che non rinunciano alle bionde neanche in spiaggia.

Il coro unanime a difesa dell’ambiente non smorza però le perplessità sull’opportunità di chiudere i nostri litorali agli amanti della sigaretta. Un importante distinguo lo opera la dottoressa Elena Calvi, consulente del centro antifumo dell’Istituto europeo di oncologia di Milano. «In termini di salute, la differenza dipende dalla distanza che c’è tra un bagnante fumatore e i suoi vicini. Se non vengono rispettate le distanze che impone la legge possiamo parlare di fumo passivo e pensare a dei provvedimenti, altrimenti si tratta di semplice fastidi». Spiacevole per qualcuno insomma, ma non così dannoso.

Diversa l’opinione dell’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori), come illustra il presidente Carlo Pileri: «Non siamo certo dei proibizionisti, crediamo nel libero arbitrio, ma ormai sulle nostre spiagge si sta attaccati a neanche 50 centimetri di distanza. La gente va al mare per respirare aria pura e invece trova nuvole di fumo».

«La questione – conclude la dottoressa Calvi – più che altro è culturale. Meno gente fuma attorno a noi, soprattutto attorno ai bambini e ai ragazzi, e meno questo comportamento attecchirà. Quello che deve passare un messaggio di benessere, un po’ come accadde, dopo il primo periodo di adattamento, ai tempi della legge Sirchia».

La discussione non è chiusa, ed è destinata a far parlare ancora. Anche perché, in mancanza di una legge di riferimento, tutto è affidato alla sensibilità dei singoli privati e delle amministrazioni locali.

martedì 9 agosto 2011

Dalla Provincia di Treviso alla Thailandia con uno scooter 50CC

Rientrato a Carbonera il recordman Torresan

CARBONERA - Ha compiuto un’impresa certificata dal Guinness dei Primati, viaggiando con il suo scooter 50cc da Carbonera alla Thailandia.

E’ tornato domenica a Pezzan Claudio Torresan, il ventiseienne autore dell’impresa. Ad accogliere il ragazzo, il sindaco Fabiano Bonato e l’assessore alla Cultura Maurizio Criveller che il 28 marzo 2010 avevano augurato buon viaggio al giovane, nominandolo ambasciatore di Carbonera nel mondo.

Claudio Torresan con il sindaco Bonato e l’assessore Criveller

“Per il nostro Comune è una grandissima soddisfazione poter salutare il ritorno di Claudio che ha compiuto un’impresa da record – sono le parole del sindaco – Tutta la cittadinanza deve essere orgogliosa di questo ragazzo che attraverso l’Europa e l’Asia si è fatto ambasciatore di Carbonera”.

L’amministrazione ha in programma a settembre una serata che avrà come protagonisti Claudio ed il racconto del suo viaggio, con foto e video di questi sedici mesi lungo le strade del mondo.

Durante il viaggio, Torresan ha costantemente aggiornato il blog www.partireper.it.

lunedì 8 agosto 2011

SAN PATRIGNANO. Perché è finita l’era Muccioli


Ecco come i giornali raccontano la svolta

La comunità di San Patrignano volta pagina. Dopo 16 anni di gestione Andrea Muccioli, il figlio del fondatore, ha annunciato il suo addio con un comunicato congiunto firmato anche da Letizia e Gian Marco Moratti, i principali finanziatori. Sui giornali non sono mancati articoli e commenti, mentre sarebbe già pronto un successore

CORRIERE DELLA SERA - Titola oggi “Irregolarità nei conti. Ombre e veleni a Sanpa" e parla di voci incontrollate all'interno della struttura e addirittura di un commissario in arrivo dopo l'annuncio di ieri dei Moratti che ribadivano il loro impegno: «Continueremo a sostenere la comunità. L'inviato Francesco Alberti sottolinea: « Tutt'altro che casuale il fatto che l'annuncio sia stato firmato anche dai Moratti: è un modo per smentire le voci secondo le quali all'origine del passo indietro di Muccioli vi fossero incomprensioni con i principali finanziatori. «È falso - fanno sapere dalla comunità - la decisione di Andrea nasce da valutazioni personali: dopo quasi due decenni, ritiene sia giunto il momento di occuparsi anche d'altro». Il futuro di Muccioli? «Resterà legato alla comunità...» assicurano i suoi. Che già lo vedono «ambasciatore nel mondo» in missione per conto del Sanpa.

REPUBBLICA - In prima pagina Jenner Meletti firma "Da ex pollaio ad azienda la metamorfosi di San Patrignano" e racconta la nuova era di San Patrignano senza i Muccioli descivendo come è cambiata dalle tossicodipendenze ai nuovi business. Nell'articolo Meletti scrive anche che «come successore circola già un nome, quello di Mario Azzoni, psicoterapeuta milanese, esperto di medicina alternativa, stimato da Letizia Moratti. Per la parte manageriale, per la prima volta dopo 33 anni potrebbe arrivare un amministratore delegato per seguire un'azienda sempre più importante». Segue un'intervista a Pippo Baudo che esorta "Salviamo l'eredità del fondatore". Sull'edizione di ieri invece Lorenza Pleuteri aveva scritto: «La nota congiunta, zittendo chi insinua che il nuovo capo verrà calato dall'altro, promette che "sarà San Patrignano stessa, con i suoi operatori e i suoi volontari, a decidere come assumersi collettivamente le grandi responsabilità portate avanti con dedizione e successo da Andrea Muccioli". Nessun toto-nomi ufficiale, non ancora. Pochi dubbi, dall'interno. "Lui ha lavorato per anni anche per formare uno staff di collaboratori pronti a raccogliere il testimone, il successore non potrà essere che uno di loro, uno dei nostri". E guai a buttare lì la parola "licenziamento": "Andrea è ed è sempre stato un volontario. Non ha mai avuto un contratto di lavoro, non c'è una retribuzione. E poi non sparirà del tutto. Resterà a Sanpa con un altro ruolo, nuovi incarichi. Potrebbe fare a tempo pieno il testimonial, a livello internazionale, continuando a portare in giro nel mondo il messaggio del padre, che ci manca da 16 anni". Altre voci, però, restano nell'aria. I problemi veri sarebbero quelli di cassa, in una macchina che ogni anno fa girare milioni a decine». E conclude: «A dividere sarebbe la gestione dei conti, il motivo sottotraccia dei dissapori tra l'erede del fondatore e i Moratti. La comunità, aperta nel 1978, ospita 1.600 ragazzi. Dal 1990 è una Fondazione riconosciuta come ente morale, in seguito all'atto con cui la famiglia Muccioli ha ceduto i propri beni alla comunità. L'ultimo "bilancio sociale" di Sanpa pubblicato sul portale dà una idea delle cifre in gioco: 12,4 milioni entrano in cassa con le iniziative e le forme di autofinanziamento, 3,4 milioni derivano da contributi pubblici, 14,7 milioni rappresentano le donazioni»

IL GIORNALE - Dedica oggi un'intera pagina alla notizia dell’addio di Andrea Muccioli, sotto accusa per la gestione onerosa, con un commento - “Ora le liti non distruggano un patrimonio” - firmato da Salvatore Scarpino che scrive: «Abbiamo tutti bisogno di esempi e di stimoli e forse sarebbe il caso di non continuare a farci del male colpendo quelle esperienze del Paese che hanno superato le aspettative degli scettici». In taglio basso un’intervista a Paolo Villaggio secondo cui «Sanpa purtroppo è diventato un business... I Moratti sono persone che hanno donato soldi per fare del bene. Morto Vincenzo Muccioli, dalla cui personalità molti, per inciso, erano dipendenti più che dall'eroina, può darsi che la cosa abbia cominciato a prendere una piega troppo imprenditoriale... San Patrignano è un business curioso, paradossale, con migliaia di dipendenti non pagati e forse è a questo che dobbiamo guardare quando consideriamo le ultime notizie».

LA STAMPA - Parla del «gelido comunicato congiunto» ma annuncia anche che per San Patrignano sarebbe pronta una nuova guida: «I Moratti puntano a mettere un loro uomo: si fa il nome dello psicoterapeuta Mario Azzolini (ma secondo altri giornali il nome sarebbe Mario Azzoni n.d.r.) ». Francesco Grignetti firma l’articolo di commento “Finita l’era dei carismatici. Quegli uomini soli al comando a cui affidare il proprio futuro” e analizzando la parabola di Muccioli, Don Verzé e don Gelmini spiega che è “passato di moda un concetto di comunità che prevedeva una figura forte alla guida“.