sabato 15 aprile 2017

Il Giorno del Signore : DOMENICA DI PASQUA - 2017

16 aprile 2017

Oggi, celebrando la Pasqua del Signore, cantiamo non solo per la gioia della sua risurrezione, ma anche per i molti doni che sono fioriti da questo straordinario evento: il Battesimo, il dono dello Spirito, l’eredità della figliolanza divina.

CRISTO, MIA SPERANZA, È RISORTO, ALLELUIA!

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«MIA gioia, Cristo è risorto». Così san Serafino di Sarov, un monaco russo vissuto fra il 1700 e il 1800, era solito salutare quanti incontrava. E in quell’espressione intendeva racchiudere tutta la sua esperienza di solitudine, di sofferenza, di prova, che era stata illuminata da una certezza: Cristo è risorto! In un certo modo il cammino quaresimale ha fatto sperimentare al popolo cristiano le medesime dimensioni, orientandole alla speranza che i momenti di buio nella vita non sono mai definitivi, perché ciò che resta è la luce della risurrezione. È come un momento di nascondimento, perché si riveli la gloria di Cristo e la nostra gloria insieme alla sua (II Lettura).
In questo giorno di Pasqua, anche noi come Maria di Magdala corriamo nel buio delle vicende della vita quotidiana per trovare qualcosa che supera ogni nostra attesa: la pietra del sepolcro, al terzo giorno è rotolata e non c’è più nella tomba un cadavere, perché Cristo è il Vivente! (Vangelo). E, come gli apostoli, potremo attestare che chiunque crede in lui è perdonato e accolto nel suo amore (I Lettura).


Tiberio Cantaboni

sabato 8 aprile 2017

Il Giorno del Signore : DOMENICA DELLE PALME - 2017

9 aprile 2017

COMMEMORAZIONE DELL’INGRESSO DEL SIGNORE IN GERUSALEMME. L’entrata di Gesù nella città santa, Gerusalemme, assume, per esplicita iniziativa del Maestro divino il segno di una pubblica manifestazione della sua regalità messianica di fronte ai discepoli, alle folle e agli avversari. Con le Palme inizia la Settimana santa di passione, morte e risurrezione.

LA FOLLA: DAGLI OSANNA PASSA AL SIA CROCIFISSO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
L’INGRESSO di Gesù a Gerusalemme fa entrare anche noi non tanto in Gerusalemme, quanto nella celebrazione degli eventi lì accaduti: la passione e la morte di Gesù. La liturgia ci propone l’ascolto del racconto intero della passione secondo Matteo, così da avere uno sguardo sul mistero della Croce. O meglio, come scrive Paolo (II Lettura), sul mistero di colui che «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce».
Isaia ne svela il significato (I Lettura): è la verità di accogliere la Parola di Dio, che consente alla vita di Gesù di diventare parola di salvezza, anche attraversando l’esperienza del rifiuto e della morte. Solo in Matteo al morire di Gesù si aprono i sepolcri e «molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono» (27,52). Nella morte di Gesù, il Figlio obbediente, risorgiamo e riceviamo una vita nuova. Accogliere colui che viene nel nome del Signore, come le folle di Gerusalemme, significa accogliere la vita nuova che egli viene a donarci attraverso l’offerta della propria esistenza.

Fr Luca Fallica, Comunità SS.ma Trinità, Dumenza

domenica 2 aprile 2017

Il Giorno del Signore : V DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

2 aprile 2017

DOMENICA DI LAZZARO – Gesù è la vita; egli non vuole che il peccatore muoia, vuole piuttosto che si converta e viva. Il tempo di Quaresima, che ci invita a risorgere dal peccato, viene oggi illuminato dal miracolo di Gesù, che dalla morte richiama alla vita Lazzaro.

GESÙ DISSE A MARTA: «IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LE tre letture di oggi ci parlano di risurrezione, di vita. La promessa annunciata dal profeta: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe» (I Lettura), è la promessa del Signore che ha la vita e ha la forza di dare vita a chi è ‘morto’. San Paolo, poi, ci dice che siamo sotto il dominio dello Spirito Santo, fonte di vita (II Lettura). Il Vangelo presenta il culmine dell’itinerario quaresimale di fede, in cui Cristo è presentato in tutta la sua forza di salvezza, anticipando nel segno di Lazzaro la vittoria sulla morte. Ciò non riguarda solo una speranza futura. La liberazione dalla morte è realtà che ci riguarda ora.
Siamo invitati ad “obbedire” al grido di Gesù: «Lazzaro, vieni fuori», perché tutti siamo segnati dalla morte. Cristo non si rassegna ai sepolcri che ci siamo costruiti con le nostre scelte di male e di morte. Lui ci chiama ad uscire dal buio in cui ci siamo rinchiusi, accontentandoci di una vita mediocre, e ci invita alla vera libertà. La risurrezione comincia da qui: decidendo di obbedire al comando di Gesù uscendo alla luce, alla vita.


Fr. Angelo Borghino, ofm CAP

sabato 25 marzo 2017

Il Giorno del Signore : IV DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

26 marzo 2017

DOMENICA DEL CIECO NATO – Gesù è la luce che illumina il cammino di ogni battezzato. Per questo il Battesimo è chiamato anche “illuminazione” e il Vangelo di questa domenica, con il miracolo della guarigione del cieco nato, ce ne svela il profondo significato.

GESÙ DISSE AL CIECO: «TU CREDI NEL FIGLIO DELL’UOMO?»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«FRATELLI, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore» (II Lettura). L’espressione di Paolo dice la trasformazione decisiva per ogni persona che ha incontrato Gesù Cristo; incontro significato nel Vangelo da quanto accaduto al cieco nato, simbolo di ogni uomo illuminato da Cristo. Il cieco acquista la luce quando si lava nella piscina di Siloe, “che significa inviato”: l’uomo diventa luce «nel Signore», l’Inviato. Chi non riconosce Cristo, si rinchiude nella cecità e finisce, come i farisei, per confondere le tenebre della propria cecità con la luce della verità: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato, ma siccome dite: “noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
In Gesù, Verbo incarnato nel quale trova vera luce il mistero dell’uomo (Gaudium et Spes, 22), viene offerta all’uomo la verità ultima sulla sua vita, senza la quale l’esistenza umana rimane enigma insolubile. Ognuno che si metta in seria e onesta ricerca della luce, si trova già sulla via che conduce a Cristo. Con questa luce possiamo anche noi “vedere il cuore” della realtà, oltre l’apparenza (I Lettura).

Fr. Angelo Borghino, ofm CAP

domenica 19 marzo 2017

Il Giorno del Signore : III DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

19 marzo 2017

La Quaresima contiene un intenso richiamo al Battesimo, che veniva ricevuto la notte di Pasqua. Lungo queste domeniche ci verranno proposti di volta in volta i grandi segni di questo sacramento: l’acqua (III domenica), la luce (IV domenica), la vita (IV domenica).
Ricorda il 24 marzo - XXIV Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri.

CRISTO CI DÀ L’ACQUA VIVA CHE SODDISFA LA NOSTRA SETE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
IL Battesimo domina la preparazione quaresimale alla Pasqua. L’episodio della sete del popolo eletto nel deserto (I Lettura), soccorso da Dio attraverso Mosè, ci orienta verso l’acqua sacramentale del Battesimo. Il racconto della donna samaritana (Vangelo) ci aiuta a comprendere la pedagogia di Gesù. La conversazione parte dalla sete di Gesù che chiede acqua alla donna, per arrivare all’acqua che egli offre. Il dono dell’acqua è un simbolo che indica la rivelazione che Gesù fa di se stesso. Anzi Gesù stesso è l’acqua viva.
Per questo Gesù dice alla donna: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: dammi da bere...». Più avanti Gesù si manifesterà alla donna: «Sono io (= il Messia) che parlo con te». La donna risponderà con la sua fede e molti Samaritani crederanno in Gesù. Nel Battesimo nasciamo a Dio dall’acqua e dallo Spirito Santo, mediante la grazia e i doni che ci fanno salvi per l’amore che Cristo ci ha dimostrato morendo per noi (II Lettura). Ciò esige una crescita spirituale armoniosa e progressiva, senza la quale il Battesimo resta come una annotazione nel registro parrocchiale
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Orlando Zambello, ssp

sabato 11 marzo 2017

Il Giorno del Signore : II DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

12 marzo 2017

Trasfigurandosi, Gesù rivela in anticipo la sua gloria, per invitare i discepoli a vincere lo scandalo della croce. Con la liturgia affermiamo: «Solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione».

GESÙ CRISTO SUL MONTE ANTICIPA LA SUA GLORIA

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LUNGO le celebrazioni domenicali di questo tempo quaresimale ci vengono proposte le grandi tappe della storia della salvezza, con i personaggi che ne sono stati protagonisti, come Abramo, da cui ha avuto origine il popolo di Dio (I Lettura). La sua figura è caratterizzata dalla piena disponibilità alla volontà di Dio e dalla collaborazione al suo progetto di salvezza. Egli rappresenta la moltitudine di tutti coloro che si fidano del Signore.
Il racconto della trasfigurazione (Vangelo) da una parte ci indica la finalità del digiuno e della pratica quaresimale con la trasformazione della nostra vita, dall’altra colloca al centro della storia della salvezza la persona di Gesù (“Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”), e anticipa il mistero di gloria della sua morte e risurrezione. La presenza di Mosè e di Elia (rappresentanti dell’Antico Testamento) conferma che ora l’ascolto del credente va rivolto unicamente a Gesù (“Ascoltatelo!”). San Paolo (II Lettura) invita il cristiano a soffrire con lui per il Vangelo, per poter partecipare alla pienezza della redenzione operata da Cristo.

Orlando Zambello, ssp

sabato 4 marzo 2017

Il Giorno del Signore : I DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

5 marzo 2017

Entriamo nella Quaresima, tempo di conversione. Alla luce della Parola di Dio riconosciamo il peccato di Adamo, che Gesù ha vinto con la sua Pasqua. A proposito sant’Agostino ha scritto: «Non fermarti al fatto che Gesù è stato tentato. Ma Gesù è stato tentato e ha vinto per te».

CON CRISTO VINCIAMO LE SEDUZIONI DEL MALIGNO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA liturgia odierna ci mostra Gesù che «vincendo le insidie dell’antico tentatore ci insegnò a dominare le seduzioni del peccato» (Prefazio). La Parola di Dio ci aiuta ad individuare sia le insidie del diavolo che gli insegnamenti di Cristo. Satana usa la Bibbia per il proprio tornaconto. Più va avanti la narrazione evangelica, più vengono allo scoperto le intenzioni sataniche che cercano l’adorazione di sé e il dominio sull’uomo. Le risposte del Signore alle provocazioni del diavolo hanno ben altro sapore perché parlano di fiducia e di amore verso il Padre.
Il Figlio di Dio non brama il potere, né svende la sua figliolanza per l’amore del guadagno: il suo cuore è per la salvezza dell’umanità (Vangelo). Mentre Adamo ed Eva caddero di fronte ai tranelli del tentatore (I Lettura), ora Gesù obbediente al Padre conduce i fedeli alla dignità di figli di Dio che è ridata dalla grazia del Battesimo (II Lettura). Questo tempo quaresimale ci doni l’umiltà di confessare la nostra fragilità e i nostri peccati; lo Spirito Santo ci conduca alla presenza del Padre che ha voluto manifestare nel Cristo suo Figlio l’amore che salva (Salmo).


Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap