sabato 18 febbraio 2017

Il Giorno del Signore : VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

19 febbraio 2017

L’amore per i nemici così umanamente difficile da comprendere, fluisce dalla paternità universale di Dio e si deve concretizzare nei gesti della nostra vita quotidiana e nel nostro comportamento.

AVETE INTESO CHE FU DETTO: «ODIERAI IL TUO NEMICO…»

Gesù che predica
IL segreto della santità sta nel riconoscere Dio come nostro Padre (Vangelo). Questa consapevolezza ci fa considerare ogni uomo come un fratello, perché figlio dello stesso Padre. Nasce da qui l’esigenza di amare gli altri come elementi-base della nostra stessa famiglia. Come fare? Se guardiamo l’altro non con gli occhi del mondo, ma con quelli di Dio, potremo aprirci al comandamento dell’amore. È questo che permette di arrivare ad amare perfino i nemici, perché in essi scorgiamo il riflesso di Cristo che si è incarnato per salvarci tutti.
Solo allora potremo fare il salto di qualità e dal perdono giungere ad amare chi ci odia. Perché in ogni famiglia convivono Caino e Abele. Ma nessuno può cancellare il fatto che sono entrambi fratelli. Nel Levitico (I Lettura), il Signore invita i membri del suo popolo a essere santi. Possono diventarlo nella misura in cui riusciranno ad amare il prossimo come se stessi. Paolo (II Lettura) insiste sulla santità del battezzato che è diventato tempio di Dio.

Nicola Gori

sabato 11 febbraio 2017

Il Giorno del Signore : >VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

12 febbraio 2017

Il Signore lascia a ogni uomo la scelta tra il bene e il male, tra l’obbedienza alla sua parola e il suo rifiuto. Le letture di questa domenica ci invitano a privilegiare la scelta del bene.

GESÙ È VENUTO A PORTARE A COMPIMENTO LA LEGGE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
C’È un nuovo modo di osservare i precetti della Legge. È stato inaugurato da Cristo con la sua Pasqua. L’uomo non segue più la Legge come fine a se stessa, ma la vive per essere veramente libero. La libertà è il bene più prezioso che Dio ha concesso all’umanità. Essa però esige un prezzo da pagare. Gesù non nasconde che occorre sacrificio per conquistarla. Però rivela un segreto per conquistarla in maniera più agevole: uscire da se stessi e andare verso il fratello.
Se sapremo riconoscere la presenza di Dio negli altri, la Legge non sarà più un fardello, ma una bussola per orientarsi nella vita. Se capiremo che la nostra salvezza è vincolata al bene che riusciamo a fare agli altri, allora avremo acquisito quella sapienza che nessuno potrà sottrarci. Infatti, il Signore ha voluto che la salvezza di ognuno passi anche per quella dell’altro. La prima lettura tratta dal Siracide afferma che l’osservanza dei comandamenti divini è vita per l’uomo. Anche san Paolo (II Lettura) nella prima Lettera ai Corinzi parla della sapienza umana che è lontana immensamente dalla sapienza divina che si rivela solo grazie allo Spirito.


Nicola Gori

sabato 4 febbraio 2017

04 Febbraio 2017

Carrara fiere
Marina di Carrara , mostra del turismo itinerante



















 

Il Giorno del Signore : V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

5 febbraio 2017

Gesù paragona i suoi discepoli al sale e alla luce. Egli è la luce del mondo, così anche il cristiano è luce del mondo se si pone alla sequela del suo Maestro e opera, con e come lui, per la gloria del Padre. - Oggi si celebra la Giornata per la vita.

VOI SIETE IL SALE DELLA TERRA… VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
PROSEGUE in questa domenica il discorso della montagna, rivolto da Gesù ai suoi discepoli che hanno ascoltato il suo annuncio e si sono decisi per Lui. Egli ne traccia l’identità. Quello che dice non è un comando, ma una rivelazione. Gesù dichiara cosa sono i discepoli: essi sono ciò che dà sapore alla terra, come il sale; sono ciò che illumina il mondo come la luce. L’imperativo invece verte su quello che la luce deve sempre fare: risplendere! È interessante notare che Gesù concentra l’attenzione non sul prestigio che questa luce potrebbe dare, ma su ciò che rivela il nostro essere figli della luce: le opere che compiamo. Come Isaia (I Lettura) reagiva ad un formalismo religioso indicando quelle azioni verso i poveri che sono la vera luce della fede, così Gesù annuncia che il discepolo splende se agisce per la gloria di Dio.
Al centro c’è solo Lui: nessun protagonismo per i cristiani, nessuna ricerca di onore. Dietro le azioni che compiono per amore, splendono ma non fanno ombra alla luce che illumina ogni uomo. Come Paolo (II Lettura) non vedono altro che Gesù crocifisso e solo a Lui tendono in ogni loro scelta.


Elide Siviero

sabato 28 gennaio 2017

Il Giorno del Signore : > V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

29 gennaio 2017

Gesù proclama che la felicità non va cercata nella conquista dei beni della terra, ma nella ricchezza del cuore, nell’avvertire il bisogno di Dio. Sono gli umili, i piccoli e i senza voce che la trovano. - Oggi si celebra la Giornata per i malati di lebbra.

BEATI I POVERI IN SPIRITO DI ESSI È IL REGNO DEI CIELI

commento
IL testo delle Beatitudini è il portale d’ingresso de “Il discorso della montagna”: (Vangelo) Gesù si rivolge ai suoi discepoli, a coloro che hanno già scelto di stare con lui, ed è presentato come il nuovo Mosè che istruisce il suo popolo con una nuova Legge che non rinnega l’antica, ma la porta a compimento. Annunciando che sono beati i poveri, i piccoli, i miti, i puri, Gesù realizza quello che avevano annunciato i profeti nell’Antico Testamento, come Sofonia (I Lettura): il Signore costituirà un popolo umile e povero capace di confidare solo in Dio.
Il significato del testo non è tanto un comando: «dovete essere poveri, miti, puri ecc.», ma una rivelazione: “potete esserlo!”. Il motivo di tanta audacia è dato dalla seconda parte delle varie frasi: perché vostro è il regno dei cieli, perché sarete consolati, perché la vostra ricchezza è Dio stesso, la vostra eredità è il suo amore, il suo perdono, la sua misericordia che rende ogni credente pronto a seguire il Risorto. La II Lettura, pur non essendo direttamente legata alle altre, mostra che questa è la logica di Dio: scegliere i piccoli per rivelare la sua gloria.

Elide Siviero

sabato 21 gennaio 2017

Il Giorno del Signore : III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

22 gennaio 2017

La gioia della conversione. Gesù inaugura il regno di Dio con la sua vita, con i suoi gesti e le sue parole. Per accoglierlo occorre “convertirsi”, cioè uscire da se stessi e aprirsi a un modo nuovo di pensare e di agire.

GESÙ: «CONVERTITEVI! IL REGNO DI DIO È VICINO»

commento
GESÙ apre la sua vita pubblica con una linea programmatica breve ma intensa: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» e associando a sé i primi discepoli perché condividano la sua vita e si associno alla sua stessa missione (Vangelo). L’esigenza della conversione nasce dal fatto che in Cristo e nel suo Vangelo risplende la vera luce, quella capace di illuminare ogni uomo e di orientare i suoi passi al vero bene umano e alla salvezza eterna. I primi collaboratori di Gesù, i discepoli, si sono lasciati attrarre dallo splendore di questa luce e hanno seguito Gesù nel suo peregrinare per città e villaggi predicando la notizia del Regno e nel suo rendersi prossimo alle sofferenze dei fratelli.
Gesù ha voluto che conversione e comunione andassero assieme, mostrando che entrare nel Regno non è questione solo di intelletto o di volontà, ma coinvolge tutta la vita, e non solo individuale, ma anche quella di tutti gli altri. Gesù sembra dire che solo vivendo uno stile di vera condivisione, aiutandosi nel cammino di fede, è possibile realizzare una autentica conversione alle esigenze della vita cristiana ed entrare nel Regno.


Tiberio Cantaboni

sabato 14 gennaio 2017

Il Giorno dek Signore : II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

15 gennaio 2017

Donando lo Spirito di Dio, Gesù ci rende capaci di vivere come lui, di rinnovarci e di rinunciare a quel modo egoistico e prepotente di vivere proprio del mondo. Gesù può davvero rendere nuova la nostra vita.

GIOVANNI VEDENDO GESÙ DISSE: «ECCO L’AGNELLO DI DIO»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
TERMINATO il tempo natalizio, in cui siamo stati nuovamente invitati dalla liturgia a contemplare e meditare in particolare il mistero dell’incarnazione del Verbo, questa domenica del Tempo Ordinario estende in un certo modo il mistero dell’Epifania, cioè della manifestazione di Gesù: egli è stato riconosciuto dai Magi, si è manifestato come il Figlio eletto nel Battesimo al fiume Giordano, Giovanni oggi lo riconosce ed annuncia come «l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo» (Vangelo). La missione di Gesù Cristo non è solo quella di porsi come il servo del Signore, di essere portavoce della Parola e della volontà di Dio per l’umanità, ma soprattutto quella di «portare la salvezza fino all’estremità della terra» (I Lettura).
È solo Cristo che può togliere dal cuore dell’uomo la radice di ogni male, cioè il peccato, perché se lo è addossato e lo ha portato su di sé fino ad inchiodarlo sulla croce. Al cristiano, rinato nella santità battesimale, spetta il compito, come Giovanni Battista, di testimoniare questa salvezza, perché ogni uomo possa trovare, nonostante tutto, un porto di speranza e di felicità autentica ed eterna.


Tiberio Cantaboni