sabato 21 gennaio 2017

Il Giorno del Signore : III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

22 gennaio 2017

La gioia della conversione. Gesù inaugura il regno di Dio con la sua vita, con i suoi gesti e le sue parole. Per accoglierlo occorre “convertirsi”, cioè uscire da se stessi e aprirsi a un modo nuovo di pensare e di agire.

GESÙ: «CONVERTITEVI! IL REGNO DI DIO È VICINO»

commento
GESÙ apre la sua vita pubblica con una linea programmatica breve ma intensa: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» e associando a sé i primi discepoli perché condividano la sua vita e si associno alla sua stessa missione (Vangelo). L’esigenza della conversione nasce dal fatto che in Cristo e nel suo Vangelo risplende la vera luce, quella capace di illuminare ogni uomo e di orientare i suoi passi al vero bene umano e alla salvezza eterna. I primi collaboratori di Gesù, i discepoli, si sono lasciati attrarre dallo splendore di questa luce e hanno seguito Gesù nel suo peregrinare per città e villaggi predicando la notizia del Regno e nel suo rendersi prossimo alle sofferenze dei fratelli.
Gesù ha voluto che conversione e comunione andassero assieme, mostrando che entrare nel Regno non è questione solo di intelletto o di volontà, ma coinvolge tutta la vita, e non solo individuale, ma anche quella di tutti gli altri. Gesù sembra dire che solo vivendo uno stile di vera condivisione, aiutandosi nel cammino di fede, è possibile realizzare una autentica conversione alle esigenze della vita cristiana ed entrare nel Regno.


Tiberio Cantaboni

sabato 14 gennaio 2017

Il Giorno dek Signore : II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

15 gennaio 2017

Donando lo Spirito di Dio, Gesù ci rende capaci di vivere come lui, di rinnovarci e di rinunciare a quel modo egoistico e prepotente di vivere proprio del mondo. Gesù può davvero rendere nuova la nostra vita.

GIOVANNI VEDENDO GESÙ DISSE: «ECCO L’AGNELLO DI DIO»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
TERMINATO il tempo natalizio, in cui siamo stati nuovamente invitati dalla liturgia a contemplare e meditare in particolare il mistero dell’incarnazione del Verbo, questa domenica del Tempo Ordinario estende in un certo modo il mistero dell’Epifania, cioè della manifestazione di Gesù: egli è stato riconosciuto dai Magi, si è manifestato come il Figlio eletto nel Battesimo al fiume Giordano, Giovanni oggi lo riconosce ed annuncia come «l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo» (Vangelo). La missione di Gesù Cristo non è solo quella di porsi come il servo del Signore, di essere portavoce della Parola e della volontà di Dio per l’umanità, ma soprattutto quella di «portare la salvezza fino all’estremità della terra» (I Lettura).
È solo Cristo che può togliere dal cuore dell’uomo la radice di ogni male, cioè il peccato, perché se lo è addossato e lo ha portato su di sé fino ad inchiodarlo sulla croce. Al cristiano, rinato nella santità battesimale, spetta il compito, come Giovanni Battista, di testimoniare questa salvezza, perché ogni uomo possa trovare, nonostante tutto, un porto di speranza e di felicità autentica ed eterna.


Tiberio Cantaboni

sabato 7 gennaio 2017

Il Giorno del Signore : BATTESIMO DEL SIGNORE - 2017

8 gennaio 2017

Il Battesimo cristiano ha la sua radice in quello di Gesù. Come Gesù al fiume Giordano è dichiarato “Figlio amato” e si rivela pieno di Spirito Santo, così avviene per il cristiano nel sacramento del Battesimo. Con gratitudine, oggi ricordiamo tutti questa verità.

UNA VOCE DAL CIELO: «QUESTI È IL FIGLIO MIO, L’AMATO»

Il battesimo di Gesù nel Giordano
LA festa odierna celebra la “manifestazione” di Gesù al momento del suo battesimo. Gesù, “il senza peccato”, chiede di essere battezzato. Perché mai? Vuole mostrare, fin dall’inizio della sua vita pubblica, che accettava in pieno il disegno del Padre.
Costretto all’esilio in Babilonia, il popolo giudaico è sottoposto a dura prova. Un profeta, chiamato “secondo Isaia”, tenta di descrivere (I Lettura) la figura del Messia dal quale Israele e tutta l’umanità otterranno la salvezza. L’apostolo Pietro (II Lettura), che ha appena battezzato un ufficiale pagano e la sua famiglia, fa notare che dopo il Battesimo anche su di loro è disceso lo Spirito Santo, poiché Dio non fa distinzione di persone: egli offre la sua salvezza a tutti gli uomini.
Il Vangelo insiste sull’umiltà del Cristo, che ha voluto ricevere il battesimo da Giovanni nel Giordano. E mentre, ricevuto il battesimo, usciva dalle acque viene investito della sua missione: il Padre lo proclama suo Figlio prediletto, lo Spirito scende su di lui e lo inonda di luce.


Domenico Brandolino, ssp

giovedì 5 gennaio 2017

Il Giorno Del Signore : EPIFANIA DEL SIGNORE - 2017

6 gennaio 2017

Nella sua nascita Gesù si è manifestato prima ai pastori e poi anche ai Magi, perché egli è venuto per tutti e non esclude nessuno. - Oggi si celebra la Giornata dell’Infanzia missionaria.

TI ADORERANNO, SIGNORE, TUTTI I POPOLI DELLA TERRA

Adorazione dei magi
L’EPIFANIA, che significa “manifestazione del Signore”, ha sempre rivestito un particolare significato per i cristiani: celebra e realizza l’incontro di Dio con l’uomo, è la festa dell’amore gratuito con cui Dio ha raggiunto l’umanità. I giudei sono tornati dall’esilio, Gerusalemme è stata ricostruita, il tempio è risorto. Isaia prevede e annuncia (I Lettura) i tempi messianici quando Gerusalemme, rivestita di splendore, sarà posta al centro dell’universo. Tutte le nazioni avanzeranno in corteo verso la città della luce e della speranza.
San Paolo, scrivendo agli Efesini, mette in rilievo (II Lettura) la missione che gli è stata affidata: annunciare al mondo il grande mistero, che cioè tutti i popoli sono chiamati alla salvezza in Gesù Cristo. Questo disegno di Dio ci riguarda da vicino: lavoriamo intensamente perché il suo Regno si estenda al mondo intero. Il Vangelo odierno racconta la venuta dei Magi a Betlemme, guidati dalla stella. Essendo al corrente dell’attesa di un salvatore da parte dei giudei, si sono messi in cammino dalle loro terre lontane per raggiungere la Giudea. La loro meta è Betlemme. Stando alle Scritture, è lì che deve nascere il Messia.


Domenico Brandolino, ssp

domenica 1 gennaio 2017

Il Giorno del Signore : MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO - 2017

1° gennaio 2017

Iniziamo oggi il nuovo anno accanto a Maria, Madre di Dio. È la festa liturgica più antica in suo onore. Ella, che ci ha dato Gesù, ci ottenga da lui salute e benedizione, e impetri il dono natalizio della pace. Oggi è la 50a Giornata mondiale della Pace.

SALVE, MADRE SANTA, TU HAI DATO ALLA LUCE IL RE!

Illustrazione di Angela Allegretti, 2016.
IN questo primo giorno del nuovo anno è caro a tutti scambiarsi gli auguri di bene e di prosperità: essi ci provengono anzitutto dalla benedizione di Aronne che chiede al Signore di proteggerci e di far brillare il suo volto su di noi.
E Dio ha esaudito questa invocazione attraverso il suo Figlio incarnato. Maria, obbediente alla volontà del Padre, ha dato alla luce la persona del Verbo e per questo possiamo invocarla a buon diritto con il titolo alto e sublime di “Madre di Dio”.
La sua maternità ha segnato definitivamente la sua esistenza, che ha vissuto totalmente riferita al Figlio, nella gioia come nel dolore; ha conservato ogni parola e gesto di Gesù, meditando tutto nel suo cuore e lo ha seguito fino al gesto del suo sacrificio supremo nella passione e nella morte. In Maria noi vediamo allora l’immagine della Chiesa e dell’atteggiamento che deve avere ogni discepolo di Gesù Cristo per condividere la sua stessa gloria nella risurrezione, di cui Maria è segno, esempio e anticipazione.


Tiberio Cantaboni

sabato 24 dicembre 2016

Il Giorno del Signore : NATALE DEL SIGNORE aurora-giorno - 2016

25 dicembre 2016

Celebrare il santo Natale significa riconoscere la speranza che non delude incarnata da Gesù, il bambino di Betlemme, l’“Emmanuele”, «il Dio con noi».

IL VERBO SI È FATTO CARNE

commento
PIENI di rinnovato stupore e di gioia, celebriamo il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio. Dio aveva già parlato molte volte attraverso i profeti, ma in Cristo ha voluto donare la manifestazione piena di sé al mondo (II lettura), perché tutti possano sperimentare la sua salvezza (I lettura).
A noi il compito di accogliere questa offerta, di lasciarci illuminare da Dio e così diventare “figli di Dio” attraverso il Figlio Gesù Cristo, lui che rivela autenticamente il volto del Padre che nessuno ha mai potuto vedere (Vangelo).


Tiberio Cantaboni

domenica 18 dicembre 2016

Il Giorno del Signore : IV DOMENICA DI AVVENTO - 2016

18 dicembre 2016

La figura di Giuseppe appare nell’Avvento quale modello di fede. Come per Maria e per Giuseppe, anche nella nostra situazione personale e comunitaria una fede matura presuppone un’esperienza religiosa adulta.

ATTENDIAMO IL NATALE CON MARIA E GIUSEPPE

commento
L’AVVENTO ci porta al cuore della nostra esperienza di fede. In Giuseppe e nel re Acaz vediamo (I Lettura) due modi di attendere la venuta del Salvatore. Entrambi si trovano in situazioni drammatiche. Giuseppe è nel periodo del fidanzamento con la sua promessa sposa, ma incombe su di lei un dubbio sulla fedeltà. Acaz, re di Giuda, viene interpellato da Isaia in un momento in cui il popolo soffre a causa della minaccia di invasione. Tutti e due sono chiamati ad aver cura di chi è a loro affidato. È in questo momento che la fede in Dio fa la differenza. Giuseppe si fida del Signore e prende con sé Maria, Acaz invece non si fida e va in rovina.
Maria partorirà Gesù con le cure di un marito amorevole; il popolo soffrirà la schiavitù a causa dell’empietà del suo sovrano. Il carpentiere di Nazareth è il modello dell’attesa del Signore: riconosce l’opera di Dio in Maria, ha mani innocenti e cuore puro per accogliere nella sua vita il Cristo, benedizione del Padre. Nei bivi della nostra esistenza, il rapporto con Dio è decisivo: sentirsi amati e desiderare di essere condotti dallo Spirito è la strada maestra (II Lettura).

Fr. Gianfranco Tinello, ofmcap