sabato 25 marzo 2017

Il Giorno del Signore : IV DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

26 marzo 2017

DOMENICA DEL CIECO NATO – Gesù è la luce che illumina il cammino di ogni battezzato. Per questo il Battesimo è chiamato anche “illuminazione” e il Vangelo di questa domenica, con il miracolo della guarigione del cieco nato, ce ne svela il profondo significato.

GESÙ DISSE AL CIECO: «TU CREDI NEL FIGLIO DELL’UOMO?»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«FRATELLI, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore» (II Lettura). L’espressione di Paolo dice la trasformazione decisiva per ogni persona che ha incontrato Gesù Cristo; incontro significato nel Vangelo da quanto accaduto al cieco nato, simbolo di ogni uomo illuminato da Cristo. Il cieco acquista la luce quando si lava nella piscina di Siloe, “che significa inviato”: l’uomo diventa luce «nel Signore», l’Inviato. Chi non riconosce Cristo, si rinchiude nella cecità e finisce, come i farisei, per confondere le tenebre della propria cecità con la luce della verità: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato, ma siccome dite: “noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
In Gesù, Verbo incarnato nel quale trova vera luce il mistero dell’uomo (Gaudium et Spes, 22), viene offerta all’uomo la verità ultima sulla sua vita, senza la quale l’esistenza umana rimane enigma insolubile. Ognuno che si metta in seria e onesta ricerca della luce, si trova già sulla via che conduce a Cristo. Con questa luce possiamo anche noi “vedere il cuore” della realtà, oltre l’apparenza (I Lettura).

Fr. Angelo Borghino, ofm CAP

domenica 19 marzo 2017

Il Giorno del Signore : III DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

19 marzo 2017

La Quaresima contiene un intenso richiamo al Battesimo, che veniva ricevuto la notte di Pasqua. Lungo queste domeniche ci verranno proposti di volta in volta i grandi segni di questo sacramento: l’acqua (III domenica), la luce (IV domenica), la vita (IV domenica).
Ricorda il 24 marzo - XXIV Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri.

CRISTO CI DÀ L’ACQUA VIVA CHE SODDISFA LA NOSTRA SETE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
IL Battesimo domina la preparazione quaresimale alla Pasqua. L’episodio della sete del popolo eletto nel deserto (I Lettura), soccorso da Dio attraverso Mosè, ci orienta verso l’acqua sacramentale del Battesimo. Il racconto della donna samaritana (Vangelo) ci aiuta a comprendere la pedagogia di Gesù. La conversazione parte dalla sete di Gesù che chiede acqua alla donna, per arrivare all’acqua che egli offre. Il dono dell’acqua è un simbolo che indica la rivelazione che Gesù fa di se stesso. Anzi Gesù stesso è l’acqua viva.
Per questo Gesù dice alla donna: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: dammi da bere...». Più avanti Gesù si manifesterà alla donna: «Sono io (= il Messia) che parlo con te». La donna risponderà con la sua fede e molti Samaritani crederanno in Gesù. Nel Battesimo nasciamo a Dio dall’acqua e dallo Spirito Santo, mediante la grazia e i doni che ci fanno salvi per l’amore che Cristo ci ha dimostrato morendo per noi (II Lettura). Ciò esige una crescita spirituale armoniosa e progressiva, senza la quale il Battesimo resta come una annotazione nel registro parrocchiale
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Orlando Zambello, ssp

sabato 11 marzo 2017

Il Giorno del Signore : II DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

12 marzo 2017

Trasfigurandosi, Gesù rivela in anticipo la sua gloria, per invitare i discepoli a vincere lo scandalo della croce. Con la liturgia affermiamo: «Solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione».

GESÙ CRISTO SUL MONTE ANTICIPA LA SUA GLORIA

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LUNGO le celebrazioni domenicali di questo tempo quaresimale ci vengono proposte le grandi tappe della storia della salvezza, con i personaggi che ne sono stati protagonisti, come Abramo, da cui ha avuto origine il popolo di Dio (I Lettura). La sua figura è caratterizzata dalla piena disponibilità alla volontà di Dio e dalla collaborazione al suo progetto di salvezza. Egli rappresenta la moltitudine di tutti coloro che si fidano del Signore.
Il racconto della trasfigurazione (Vangelo) da una parte ci indica la finalità del digiuno e della pratica quaresimale con la trasformazione della nostra vita, dall’altra colloca al centro della storia della salvezza la persona di Gesù (“Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”), e anticipa il mistero di gloria della sua morte e risurrezione. La presenza di Mosè e di Elia (rappresentanti dell’Antico Testamento) conferma che ora l’ascolto del credente va rivolto unicamente a Gesù (“Ascoltatelo!”). San Paolo (II Lettura) invita il cristiano a soffrire con lui per il Vangelo, per poter partecipare alla pienezza della redenzione operata da Cristo.

Orlando Zambello, ssp

sabato 4 marzo 2017

Il Giorno del Signore : I DOMENICA DI QUARESIMA - 2017

5 marzo 2017

Entriamo nella Quaresima, tempo di conversione. Alla luce della Parola di Dio riconosciamo il peccato di Adamo, che Gesù ha vinto con la sua Pasqua. A proposito sant’Agostino ha scritto: «Non fermarti al fatto che Gesù è stato tentato. Ma Gesù è stato tentato e ha vinto per te».

CON CRISTO VINCIAMO LE SEDUZIONI DEL MALIGNO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA liturgia odierna ci mostra Gesù che «vincendo le insidie dell’antico tentatore ci insegnò a dominare le seduzioni del peccato» (Prefazio). La Parola di Dio ci aiuta ad individuare sia le insidie del diavolo che gli insegnamenti di Cristo. Satana usa la Bibbia per il proprio tornaconto. Più va avanti la narrazione evangelica, più vengono allo scoperto le intenzioni sataniche che cercano l’adorazione di sé e il dominio sull’uomo. Le risposte del Signore alle provocazioni del diavolo hanno ben altro sapore perché parlano di fiducia e di amore verso il Padre.
Il Figlio di Dio non brama il potere, né svende la sua figliolanza per l’amore del guadagno: il suo cuore è per la salvezza dell’umanità (Vangelo). Mentre Adamo ed Eva caddero di fronte ai tranelli del tentatore (I Lettura), ora Gesù obbediente al Padre conduce i fedeli alla dignità di figli di Dio che è ridata dalla grazia del Battesimo (II Lettura). Questo tempo quaresimale ci doni l’umiltà di confessare la nostra fragilità e i nostri peccati; lo Spirito Santo ci conduca alla presenza del Padre che ha voluto manifestare nel Cristo suo Figlio l’amore che salva (Salmo).


Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap

sabato 25 febbraio 2017

Il Gorno del Signore : VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2017

26 febbraio 2017

Quale bella notizia! La fede è ciò che veramente libera il cristiano da ogni timore. Egli sa di non essere solo nel lavoro, nelle preoccupazioni, ma di essere sempre sostenuto dall’aiuto di Dio Padre.

GUARDATE GLI UCCELLI DEL CIELO: NON SEMINANO E NON MIETONO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA liturgia di oggi ci invita a riflettere su alcune questioni fondamentali della vita di fede. Il Vangelo ci sollecita a chiederci se ci rassicura di più la fedeltà di Dio o la sicurezza del denaro e se crediamo per davvero che il Signore assiste coloro che danno la vita per la causa del Regno. Prima di esporci in un giudizio su di noi o sugli altri, Paolo ci ricorda che Cristo Signore conosce le intenzioni profonde del cuore dell’uomo (II Lettura). Solo il suo tenero amore può abitare l’intimità delle nostre anime.
È certo che avere un’esistenza sicura è la speranza dell’umanità. Ogni fedele però fa esperienza di incertezza e di dubbio sulla presenza operante di Dio: «Il Signore mi ha dimenticato». È in questi momenti che il nostro cuore si mette a nudo. In questi passaggi della vita siamo chiamati a prestare fede alla Parola che lo Spirito Santo ci dice attraverso il profeta: «Non ti dimenticherò mai» (I Lettura). Il salmista testimonia la fedeltà di Dio, per questo invita gli uomini di ogni tempo ad aprire il cuore dinanzi al Padre, a cercare riparo e consolazione presso Cristo, roccia della nostra salvezza.


Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap

sabato 18 febbraio 2017

Il Giorno del Signore : VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

19 febbraio 2017

L’amore per i nemici così umanamente difficile da comprendere, fluisce dalla paternità universale di Dio e si deve concretizzare nei gesti della nostra vita quotidiana e nel nostro comportamento.

AVETE INTESO CHE FU DETTO: «ODIERAI IL TUO NEMICO…»

Gesù che predica
IL segreto della santità sta nel riconoscere Dio come nostro Padre (Vangelo). Questa consapevolezza ci fa considerare ogni uomo come un fratello, perché figlio dello stesso Padre. Nasce da qui l’esigenza di amare gli altri come elementi-base della nostra stessa famiglia. Come fare? Se guardiamo l’altro non con gli occhi del mondo, ma con quelli di Dio, potremo aprirci al comandamento dell’amore. È questo che permette di arrivare ad amare perfino i nemici, perché in essi scorgiamo il riflesso di Cristo che si è incarnato per salvarci tutti.
Solo allora potremo fare il salto di qualità e dal perdono giungere ad amare chi ci odia. Perché in ogni famiglia convivono Caino e Abele. Ma nessuno può cancellare il fatto che sono entrambi fratelli. Nel Levitico (I Lettura), il Signore invita i membri del suo popolo a essere santi. Possono diventarlo nella misura in cui riusciranno ad amare il prossimo come se stessi. Paolo (II Lettura) insiste sulla santità del battezzato che è diventato tempio di Dio.

Nicola Gori

sabato 11 febbraio 2017

Il Giorno del Signore : >VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

12 febbraio 2017

Il Signore lascia a ogni uomo la scelta tra il bene e il male, tra l’obbedienza alla sua parola e il suo rifiuto. Le letture di questa domenica ci invitano a privilegiare la scelta del bene.

GESÙ È VENUTO A PORTARE A COMPIMENTO LA LEGGE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
C’È un nuovo modo di osservare i precetti della Legge. È stato inaugurato da Cristo con la sua Pasqua. L’uomo non segue più la Legge come fine a se stessa, ma la vive per essere veramente libero. La libertà è il bene più prezioso che Dio ha concesso all’umanità. Essa però esige un prezzo da pagare. Gesù non nasconde che occorre sacrificio per conquistarla. Però rivela un segreto per conquistarla in maniera più agevole: uscire da se stessi e andare verso il fratello.
Se sapremo riconoscere la presenza di Dio negli altri, la Legge non sarà più un fardello, ma una bussola per orientarsi nella vita. Se capiremo che la nostra salvezza è vincolata al bene che riusciamo a fare agli altri, allora avremo acquisito quella sapienza che nessuno potrà sottrarci. Infatti, il Signore ha voluto che la salvezza di ognuno passi anche per quella dell’altro. La prima lettura tratta dal Siracide afferma che l’osservanza dei comandamenti divini è vita per l’uomo. Anche san Paolo (II Lettura) nella prima Lettera ai Corinzi parla della sapienza umana che è lontana immensamente dalla sapienza divina che si rivela solo grazie allo Spirito.


Nicola Gori